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Dissalatori, laghi artificiali e droni per i contadini. Le armi contro la siccità

Le tecnologie utilizzate in alcune regioni d'Italia  
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Liguria. Un impianto nell'ex Ilva e 150 chilometri di tubi verso la Pianura Padana

L'area potrebbe essere quella oggi (poco) occupata dall'acciaio dell'ex Ilva, a Cornigliano. È qui che il sindaco di Genova, Marco Bucci, progetta di realizzare il nuovo dissalatore di Genova. Lo spazio, spiega, sarebbe effettivamente strategico, perché è affacciato sul mare, ma è anche in grado di raccogliere facilmente le acque dei torrenti che scendono dai monti. "Abbiamo un'emorme quantità di acqua che scende dai monti e che potremmo utilizzare subito per uso industriale o agricolo - dice Bucci - . Ma la nostra forza è nei centocinquanta chilometri di tubature, già pronte per essere utilizzate, in cui pompare verso la Pianura Padana l'acqua del mare trattata dal desalinizzatore". Serve però uno spazio adeguato in cui posizionare l'impianto e il sindaco lo ha appunto individuato all'interno degli spazi …

Liguria. Un impianto nell'ex Ilva e 150 chilometri di tubi verso la Pianura Padana

L'area potrebbe essere quella oggi (poco) occupata dall'acciaio dell'ex Ilva, a Cornigliano. È qui che il sindaco di Genova, Marco Bucci, progetta di realizzare il nuovo dissalatore di Genova. Lo spazio, spiega, sarebbe effettivamente strategico, perché è affacciato sul mare, ma è anche in grado di raccogliere facilmente le acque dei torrenti che scendono dai monti. "Abbiamo un'emorme quantità di acqua che scende dai monti e che potremmo utilizzare subito per uso industriale o agricolo - dice Bucci - . Ma la nostra forza è nei centocinquanta chilometri di tubature, già pronte per essere utilizzate, in cui pompare verso la Pianura Padana l'acqua del mare trattata dal desalinizzatore". Serve però uno spazio adeguato in cui posizionare l'impianto e il sindaco lo ha appunto individuato all'interno degli spazi in concessione ad Acciaierie d'Italia. "Affacciato sul mare c'è oltre un milione di metri quadri di aree - spiega il sindaco di Genova - Noi vogliamo che la siderurgia cresca, ma credo ci sia spazio anche per ospitare altre attività di logistica e per un desalizzatore in grado di trattare le nostre acque del mare e renderle disponibili". (massimo minella)

Veneto. Irrigare meno e risparmiare. Il rubinetto nei campi lo apriranno i satelliti

Contro la siccità il Veneto corre ai ripari con un nuovo paradigma nella gestione delle campagne irrigue: non più acqua dispersa senza un criterio ma una scelta "chirurgica". Francesco Morari, professore di Agronomia ambientale e difesa del suolo all'Università di Padova, è responsabile di un progetto dell'Agenzia spaziale europea, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l'Università di Valencia. "Stiamo applicando metodi basati su remote sensing (il telerilevamento) e modellistica ambientale, per poter valutare le esigenze idriche delle colture agrarie", spiega. Grazie a satelliti e droni, con camere iper spettrali, è possibile determinare l'evapotraspirazione della coltura (la perdita d'acqua). "Il suolo non è mai omogeneo, ma presenta zone sabbiose e zone argillose", continua Morari. "Questi sistemi sono stati sviluppati negli Usa e consentono di variare la quantità di acqua in base al tipo di suolo. Con l'Agenzia spaziale europea riusciamo a creare mappe di prescrizione, che vengono poi caricate nella centralina dell'impianto di irrigazione. E si può fare anche da remoto. Il sistema va integrato con una rete di sensori di umidità". (enrico ferro)

Toscana. La scelta dei nuovi pozzi. Ma la svolta è in Val d'Orcia col grande invaso artificiale

La Toscana lavora su più fronti per prevenire il rischio siccità, che si affaccia anche nel 2023. Nel 2022 sono stati realizzati nuovi pozzi, interconnessioni e depositi per 4 milioni di euro. Per fronteggiare la crisi idrica in modo veloce e naturale, si punta sugli invasi. In Val di Cornia, a Suvereto, ieri è stata inaugurata la seconda vasca dell'impianto di ricarica della falda, adiacente a quella esistente, in una deviazione naturale del fiume Cornia, dove si sedimenta la ghiaia e l'acqua viene raccolta per gli invasi d'infiltrazione. La nuova vasca permette di immettere 2 milioni di metri cubi d'acqua nella falda. Il vero cardine per superare la siccità dovuta alla crisi climatica sarà l'invaso voluto dalla Regione nel sud della Toscana, la diga di San Piero in Campo in Val d'Orcia, che rappresenterà il terzo tra i grandi bacini artificiali realizzati sul territorio regionale, dopo Bilancino e Montedoglio. Un lago artificiale da 50 milioni di metri cubi d'acqua per il quale il governo ha di recente annunciato il via libera ai fondi per lo studio di fattibilità. (chiarastella foschini)

Puglia. Maxi investimento da cento milioni per il desalinizzatore

La Puglia avrà il più grande dissalatore d'Italia. Su tre ettari, alle sorgenti del Tara - a tre chilometri dal porto di Taranto - e capace di trattare 1.000 litri di acqua al secondo. Spingerà nelle condotte della rete 55.400 metri cubi di acqua potabile al giorno. L'equivalente del fabbisogno quotidiano di 385mila persone, quasi un quarto della popolazione del Salento", spiega il presidente di Acquedotto Pugliese (AqP), Domenico Laforgia. Il cda dell'azienda controllata dalla Regione ha approvato una gara da 100 milioni di euro, finanziati per 27,5 milioni dal Pnrr, "a dimostrazione di quanto quest'opera sia strategica per la nostra terra", rimarca la dg di AqP, Francesca Portincasa. La tecnologia è quella dell'osmosi inversa, già collaudata da Israele all'Australia. "L'acqua salmastra viene filtrata attraverso membrane che servono a trattenere sali e impurità, per poi essere rimineralizzata a valle con l'aggiunta della percentuale di calcio e magnesio che serve all'uomo", spiega Massimo Pellegrini di AqP. Secondo i piani di Aqp, l'opera dovrebbe passare dalla carta alla realtà entro il 2026. Il conto alla rovescia è appena cominciato. (cenzio di zanni)