Ultima generazione, gli eco-attivisti italiani: "Un partito? È troppo presto, siamo ancora pochi"
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliUn partito italiano di Ultima generazione? "No, grazie". O meglio: "Non ancora". Gli eco-attivisti, giovani e meno giovani battaglieri ambientalisti che bloccano il traffico, lanciano zuppe di legumi sui Van Gogh e imbrattano con la vernice le facciate dei "palazzi del potere", ultimo Palazzo Vecchio a Firenze, non sono pronti a puntare a entrare dentro le istituzioni. Per ora, dicono, meglio restare fuori. Con le loro azioni che conquistano le pagine dei giornali, e pure parecchie critiche, per mantenere l'attenzione alta sui disastrosi effetti dei cambiamenti climatici.
Alla riservata riunione internazionale via web raccontata su Repubblica hanno partecipato anche loro, gli attivisti italiani. Ma per emulare i loro omologhi tedeschi pronti, secondo la Welt, a farsi partito, c'è tempo. "I tempi in Italia non sono maturi. Siamo ancora troppo pochi e non sufficientemente influenti sull'opinione pubblica. Darci alla politica ora ci …
Un partito italiano di Ultima generazione? "No, grazie". O meglio: "Non ancora". Gli eco-attivisti, giovani e meno giovani battaglieri ambientalisti che bloccano il traffico, lanciano zuppe di legumi sui Van Gogh e imbrattano con la vernice le facciate dei "palazzi del potere", ultimo Palazzo Vecchio a Firenze, non sono pronti a puntare a entrare dentro le istituzioni. Per ora, dicono, meglio restare fuori. Con le loro azioni che conquistano le pagine dei giornali, e pure parecchie critiche, per mantenere l'attenzione alta sui disastrosi effetti dei cambiamenti climatici.
Alla riservata riunione internazionale via web raccontata su Repubblica hanno partecipato anche loro, gli attivisti italiani. Ma per emulare i loro omologhi tedeschi pronti, secondo la Welt, a farsi partito, c'è tempo. "I tempi in Italia non sono maturi. Siamo ancora troppo pochi e non sufficientemente influenti sull'opinione pubblica. Darci alla politica ora ci renderebbe ancora meno influenti", spiega Michele Giuli di Ultima generazione. "Per noi ora la preoccupazione è crescere nelle strade e continuare la pressione", aggiunge.
Ma cosa ne pensa dei colleghi tedeschi? "Io vedo di buon occhio se qualcuno volesse fondare un partito nuovo basato su valori sani e coerenti e organizzato seriamente". In Italia il partito dei Verdi non li soddisfa: "Il panorama politico è desolante e quest'estate milioni di italiani dovranno fare i conti con la mancanza d'acqua e la morte dei loro cari per ondate di calore. C'è bisogno di qualcuno che sappia raccogliere la rabbia delle persone e trasformarla in qualcosa di positivo". Altrimenti, dice Giuli senza mezzi termini, "siamo fottuti. Noi, per ora, continuiamo a fare il gioco di provare a svegliare questo grande cane che dorme che è la popolazione italiana".
Anche in Germania "Letzte Generation" ha precisato che "al momento non ci sono piani concreti per fondare un partito". Ma "se qualcuno decidesse di farlo, se qualcuno nel nostro ambiente dovesse creare un partito con il quale poter collaborare in alcuni casi, non sarebbe la prima volta".
In Italia per ora si collabora o meglio di dialoga con le istituzioni locali. Lo racconta Ismaela, altra attivista di Ultima generazione, di Bassano del Grappa: "Attraverso la disobbedienza civile non violenta, oltre all'interesse delle persone, si stanno aprendo dialoghi con amministratori". Piccoli passi per provare a contare qualcosa dentro i palazzi.