Olimpiadi, Cortina litiga sul nuovo collegamento sciistico con Arabba: "Serve più rispetto per la montagna"
di Enrico Ferro , di Enrico FerroLa montagna piace, la montagna resiste. Una valanga di milioni sta per travolgere l'area delle Dolomiti venete, in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: quasi 640 milioni per costruire nuovi rifugi, impianti di risalita, stanze panoramiche in vetro ultra lusso. Ma nelle valli c'è chi dice no, come chi abita nei dintorni di Livinallongo. Lì c'è il progetto di realizzare un collegamento sciistico tra Cortina e Arabba, per addomesticare ancora di più la montagna alle esigenze dei turisti. "Grande Carosello", è il nome del piano concepito per mettere in contatto tutte le piste del comprensorio del Civetta, il percorso della Grande Guerra.
Lo scorso mese di gennaio Leandro Grosner, sindaco di Livinallongo, l'aveva denunciato a Green&Blue questo progetto mascherato da misura contro lo spopolamento: "Tutto nasce dal fatto che a Cortina si scia su comprensori non collegati. Per questo cercano il collegamento con i nos…
La montagna piace, la montagna resiste. Una valanga di milioni sta per travolgere l'area delle Dolomiti venete, in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: quasi 640 milioni per costruire nuovi rifugi, impianti di risalita, stanze panoramiche in vetro ultra lusso. Ma nelle valli c'è chi dice no, come chi abita nei dintorni di Livinallongo. Lì c'è il progetto di realizzare un collegamento sciistico tra Cortina e Arabba, per addomesticare ancora di più la montagna alle esigenze dei turisti. "Grande Carosello", è il nome del piano concepito per mettere in contatto tutte le piste del comprensorio del Civetta, il percorso della Grande Guerra.
Lo scorso mese di gennaio Leandro Grosner, sindaco di Livinallongo, l'aveva denunciato a Green&Blue questo progetto mascherato da misura contro lo spopolamento: "Tutto nasce dal fatto che a Cortina si scia su comprensori non collegati. Per questo cercano il collegamento con i nostri hub. Da qua vogliono poter arrivare alla Marmolada o in Val Badia".
Questo è il progetto, dunque. Quindici comprensori sciistici uniti da un unico skipass, 1.200 chilometri di piste, di cui 500 collegati, senza mai ripassare sullo stesso percorso. Il sogno di ogni sciatore. Ma due settimane fa c'erano un centinaio di persone con megafoni e striscioni a dire no. "Rispettiamo la montagna. Basta investire su nuovi impianti, semmai riqualifichiamo l'esistente. Le risorse impieghiamole nell'adattamento al cambiamento climatico, trovando progressivamente alternative allo sci", ha detto Fabio Tullio, di Legambiente.
Il Comitato Fodom di Livinallongo da anni porta avanti la battaglia contro la monocoltura dello sci alpino. È Denni Dorigo che dà voce alla comunità. "Non possono continuare a calpestarci", dice. Come se non bastasse, la Regione Veneto ha dato il via libera anche al progetto "Stanze panoramiche", che consentirà di realizzare alberghi avveniristici in alta quota, sopra i 1.600 metri. Ma il Consiglio delle autonomie locali del Veneto si è opposto. E sarà ancora battaglia.