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Siccità, Pichetto Fratin: "I dissalatori strumento cruciale per l'Italia, dalla crisi idrica dipende anche l'emergenza migranti"

(agf)
Il ministro dell'Ambiente: "In vista dell'estate il governo sta adottando una serie di iniziative volte a ridurre al minimo le conseguenze di una possibile carenza d'acqua. Dobbiamo imparare a risparmiare, come con il gas"
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NEW YORK - "Per un paese come l'Italia i dissalatori potrebbero essere importanti per l'emergenza siccità, tanto quanto i rigassificatori lo sono per la sicurezza energetica". A dirlo è il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, commentando con Repubblica l'emergenza acqua dopo aver partecipato alla Water Conference dell'Onu.

Intervenendo alla seduta plenaria, lei ha detto che "è evidente che non abbiamo fatto abbastanza per combattere quella che, ancora oggi, resta una delle più gravi emergenze planetarie". Quali risultati concreti ha prodotto la conferenza per affrontare questa emergenza, e come si potrebbero accelerare gli interventi per contrastare i cambiamenti climatici che ne sono all'origine?

"La Conferenza è servita innanzitutto per riportare il tema al centro dell'agenda internazionale e per rafforzare la cooperazione ambientale, che è una ve…

NEW YORK - "Per un paese come l'Italia i dissalatori potrebbero essere importanti per l'emergenza siccità, tanto quanto i rigassificatori lo sono per la sicurezza energetica". A dirlo è il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, commentando con Repubblica l'emergenza acqua dopo aver partecipato alla Water Conference dell'Onu.

Intervenendo alla seduta plenaria, lei ha detto che "è evidente che non abbiamo fatto abbastanza per combattere quella che, ancora oggi, resta una delle più gravi emergenze planetarie". Quali risultati concreti ha prodotto la conferenza per affrontare questa emergenza, e come si potrebbero accelerare gli interventi per contrastare i cambiamenti climatici che ne sono all'origine?

"La Conferenza è servita innanzitutto per riportare il tema al centro dell'agenda internazionale e per rafforzare la cooperazione ambientale, che è una vera risposta anche a temi come la migrazione: ricordiamo sempre che nei Paesi più vulnerabili ci si sposta da terre in cui manca acqua e possibilità di coltivazione, in cui cresce la desertificazione. Le stesse guerre che sono una tristissima realtà in tante parti dell'Africa spesso sono causate dalla disputa per l'accesso alla risorsa idrica. Soltanto nel 2022 l'Italia ha finanziato cinquanta progetti per 69 milioni di euro tra Africa, America Latina e Asia. Renderà presto operativo lo stanziamento da 840 milioni annui fino al 2026 previsto nel fondo per il Clima. Sostiene anche progetti importanti come quello che porta nel Sahel opportunità per le comunità locali nelle zone desertiche più remote. Tutto è rivolto a determinare opportunità di vita dignitosa, che le conseguenze dei cambiamenti climatici pongono sempre più a rischio".

Lei ha detto che "in Italia sono sempre più ricorrenti i periodi di siccità, come accade nel più ampio contesto mediterraneo, che secondo il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici è una delle aree più a rischio". Dobbiamo aspettarci un'altra estate di siccità nel nostro Paese?

"Difficile, in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, fare questo tipo di previsioni. Certamente il cambiamento climatico sta comportando il verificarsi di eventi meteo estremi anche in quest'area del mondo: lunghi periodi di siccità, ondate di calore o forti acquazzoni, spesso di breve durata, ma con effetti catastrofici non solo per l'agricoltura ma anche per i nostri centri abitati. Per questo il governo, con buon anticipo rispetto all'estate, sta adottando una serie di iniziative volte a ridurre al minimo le conseguenze di una possibile siccità".

Il governo ha varato una cabina regia e un commissario straordinario per l'emergenza siccità. A che punto è il procedimento per la nomina del commissario e quando prevedete che potrà entrare in carica?

"Deciderà il Consiglio dei Ministri. Intanto tutti i ministeri coinvolti nella cabina di regia stanno lavorando, ognuno secondo le proprie competenze, ai provvedimenti di semplificazione necessari ad affrontare l'emergenza e a superare col minimo dei disagi la prossima estate".

Una volta che il commissario sarà in carica, quali provvedimenti immediati ritiene necessari per garantire che nei rubinetti degli italiani, e in particolare nel settore dell'agricoltura, non mancherà l'acqua nei prossimi mesi?

"Al di là del commissario, bisogna innanzitutto imparare a risparmiare, a non sprecare l'acqua. La stessa cosa che si è fatta rispetto al gas quest'inverno: pubblico e privato hanno avuto la sensibilità di adottare comportamenti virtuosi, volti a contenere ogni spreco. Il governo è impegnato ad intervenire sulle aree territoriali a rischio elevato e potrà sbloccare interventi di breve periodo come sfangamento e spianamento degli invasi di raccolta delle acque, aumento della capacità degli invasi, gestione e utilizzo delle acque reflue, mediazione in caso di conflitti tra regioni ed enti locali in materia idrica, ricognizione del fabbisogno idrico nazionale".

Quali sono le riforme e gli interventi di medio e lungo termine necessari all'Italia per poter risolvere in maniera stabile e duratura la questione dell'acqua?

"Dobbiamo e vogliamo arrivare alla definizione di un Piano idrico nazionale, d'intesa con Regioni ed enti territoriali, che oltre all'emergenza lavori prima di tutto all'ammodernamento della nostra rete idrica che in alcune zone del paese registra una dispersione delle condutture superiore al 50%. Uno spreco che non possiamo più permetterci. E poi a una razionalizzazione degli enti che a vario titolo si occupano della gestione dell'acqua in Italia: al momento sono più di duemila. Anche in questo campo bisogna semplificare".

Lo sviluppo dei dissalatori è una strada che l'Italia dovrebbe percorrere? Se sì, con quali progetti e finanziati da chi? In Israele i dissalatori producono quasi l'80% dell'acqua, a quale percentuale potrebbe puntare l'Italia?

"Per un paese come l'Italia i dissalatori potrebbero essere importanti per l'emergenza siccità, tanto quanto i rigassificatori lo sono per la sicurezza energetica. Rappresentano uno strumento che, nel rispetto dell'ecosistema marino, potrebbe risultare di fondamentale importanza per affrontare soprattutto l'emergenza di breve periodo. Israele ha dimostrato che si tratta di una strada percorribile. Deciderà la cabina di regia".