Vaccini anti Covid, gli Stati hanno investito il doppio dell'industria: e ora le aziende vogliono aumentare i prezzi
di Michele Bocci , di Michele BocciIl rischio economico se lo sono messo sulle spalle gli Stati, che pur di avere rapidamente dei vaccini disponibili contro il Covid hanno finanziato molto generosamente l’industria farmaceutica. Una ricerca della Statale di Milano calcola i numeri precisi di quello che è successo durante la pandemia. Le aziende sono riuscite a passare all’incasso, cioè a vendere i loro vaccini, anche grazie a fondi messi a disposizione dai vari Paesi come gli Usa o quelli europei, che poi hanno comprato i loro prodotti.
I soldi messi a disposizione dagli Stati
Secondo lo studio, realizzato da Massimo Florio della Statale di Milano e membro del Forum DD, diseguaglianze e diversità, insieme a Simona Gamba dello stesso ateneo e a Chiara Pancotti del Centro studi Csil, gli Stati hanno messo a disposizione 30 miliardi e l’industria 16. Erano i mesi concitati dell’inizio del 2020, quando il coronavirus iniziava a diffondersi drammaticamente e si cercava una stra…
Il rischio economico se lo sono messo sulle spalle gli Stati, che pur di avere rapidamente dei vaccini disponibili contro il Covid hanno finanziato molto generosamente l’industria farmaceutica. Una ricerca della Statale di Milano calcola i numeri precisi di quello che è successo durante la pandemia. Le aziende sono riuscite a passare all’incasso, cioè a vendere i loro vaccini, anche grazie a fondi messi a disposizione dai vari Paesi come gli Usa o quelli europei, che poi hanno comprato i loro prodotti.
I soldi messi a disposizione dagli Stati
Secondo lo studio, realizzato da Massimo Florio della Statale di Milano e membro del Forum DD, diseguaglianze e diversità, insieme a Simona Gamba dello stesso ateneo e a Chiara Pancotti del Centro studi Csil, gli Stati hanno messo a disposizione 30 miliardi e l’industria 16. Erano i mesi concitati dell’inizio del 2020, quando il coronavirus iniziava a diffondersi drammaticamente e si cercava una strategia per contrastarlo. A fine dicembre dello stesso anno sono arrivati i vaccini, con una rapidità da record dovuta proprio ai finanziamenti e ai percorsi regolatori accelerati. Lo studio è stato richiesto dal Parlamento europeo e prende in esame 9 vaccini. Stima che le imprese hanno investito 5 miliardi di euro per ricerca e sviluppo e altri 11 miliardi per investimenti produttivi prima di avere certezza di vendita, per un totale appunto di 16 miliardi. “Dall'esterno, in quasi completa provenienza dagli Stati, sono arrivate alle imprese sovvenzioni a fondo perduto di 9 miliardi per ricerca e sviluppo, con enorme variabilità fra imprese riceventi e in larga misura dagli Usa, e 21 miliardi di “advanced purchase agreements”, in questo caso in parti simili da Usa e Ue, cioè accordi di acquisto prima dell'autorizzazione dei vaccini stessi, per un totale di 30 miliardi”. Il grande sforzo economico ha rappresentato un rischio che si è deciso di correre per avere uno strumento decisivo contro il Covid, che in effetti ha cambiato la storia dell’epidemia. Come noto, in certi casi l’investimento non ha portato i risultati sperati, visto che non tutti i vaccini si sono rivelati efficaci.
"Extra profitti dell'industria non giustificati dal rischio di mercato che si è assunta"
“Questo dato – dice Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum DD, che tra l’altro è stato ministro per la Coesione territoriale nel governo Monti - nega in primo luogo che gli elevatissimi extra-profitti realizzati dalle imprese farmaceutiche nella vendita dei vaccini che hanno raggiunto decine di miliardi di euro per singola impresa, siano in qualche misura giustificati dal rischio di mercato da loro assunto. Un rischio due volte maggiore è stato assunto dagli Stati con mezzi delle persone contribuenti, di oggi o di domani”. Secondo Barca, proprio in ragione di quei rischi, gli Stati avrebbero dovuto esercitare la funzione di governo e controllo delle decisioni di prezzo e distribuzione “che competono a chi si assume la maggioranza del rischio” ma non l’hanno fatto.
"E ora vogliono aumentare i costi dei vaccini"
I governi avrebbero potuto, con le risorse finanziarie riversate, rafforzare i sistemi sanitari pubblici, Tra l’altro, dicono da Forum “Moderna e Pfizer hanno annunciato di volere quintuplicare il prezzo a dose, portandolo a circa 100 dollari dagli attuali 20, Per cui si ricomincerà a dover pagare un conto illimitato”. Per il futuro, dice Florio, “occorre un intervento pubblico europeo per prevedere e affrontare le prossime pandemie e per altre emergenze già visibili. In campi cruciali per la salute, serve la messa a punto di farmaci, vaccini, diagnostica e altri rimedi, da offrire ai cittadini come beni comuni: con ricerca e sviluppo anche in collaborazione con imprese private, ma mantenendo fermamente sotto controllo pubblico la “proprietà intellettuale” e le decisioni strategiche su tutto il ciclo dell’innovazione biomedica e del farmaco in quei campi”.