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La nave di Banksy, "femminista e antifascista", bloccata a Lampedusa per violazioni del nuovo decreto. Guardia costiera: "Le Ong intralciano i soccorsi"

La nave Ong Louise Michel donata da Banksy 
I soccorsi durante tre operazioni di salvataggio complesse, soprattutto l'ultima: in piena notte un guscio di ferro con a bordo 34 persone si è capovolto, tutti sono finiti in acqua
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Mentre dal mare si moltiplicano le richieste d'aiuto, l'Italia blocca la nave Ong Louise Michel, sbarcata a Lampedusa dopo tre difficili operazioni di soccorso. "Mentre i naufraghi scendevano a terra siamo stati informati che la nostra nave è stata fermata per violazioni del nuovo decreto. Rimaniamo in attesa di comunicazioni formali, ma siamo già pronti a combattere", fa sapere l'equipaggio. Motivi del fermo? L'equipaggio li ha scoperti solo trenta ore dopo la comunicazione informale del blocco. Stando alla Guardia costiera, con le sue operazioni di salvataggio la nave umanitaria avrebbe complicato le operazioni di soccorso che in quel momento erano in corso.

"Siamo una nave umanitaria non potete spararci addosso": la guardia costiera libica aggredisce Ocean Viking

Sull'isola la nave dichiaratamente femminista e antifascista, finanziata dal misterioso artista Banksy, è arrivata ieri a…

Mentre dal mare si moltiplicano le richieste d'aiuto, l'Italia blocca la nave Ong Louise Michel, sbarcata a Lampedusa dopo tre difficili operazioni di soccorso. "Mentre i naufraghi scendevano a terra siamo stati informati che la nostra nave è stata fermata per violazioni del nuovo decreto. Rimaniamo in attesa di comunicazioni formali, ma siamo già pronti a combattere", fa sapere l'equipaggio. Motivi del fermo? L'equipaggio li ha scoperti solo trenta ore dopo la comunicazione informale del blocco. Stando alla Guardia costiera, con le sue operazioni di salvataggio la nave umanitaria avrebbe complicato le operazioni di soccorso che in quel momento erano in corso.

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Sull'isola la nave dichiaratamente femminista e antifascista, finanziata dal misterioso artista Banksy, è arrivata ieri all'alba con a bordo 180 naufraghi, soccorsi durante tre operazioni di salvataggio complesse, soprattutto l'ultima. In piena notte un guscio di ferro con a bordo 34 persone si è capovolto, tutti sono finiti in acqua. "Una mamma con un bambino e un ragazzo, che è stato rianimato, sono stati trasferiti d'urgenza in ospedale", fa sapere l'Ong. Una motovedetta della Guardia costiera italiana era in area ma "per trentasette minuti è rimasta a guardare nonostante ci fossero persone in acqua davanti a loro".

C'erano altre richieste d'aiuto ed emergenze in corso quella notte ma Louise Michel - fa sapere l'Ong -  è stata costretta a dirigersi verso un porto.

Le accuse contro Louise Michel

Dopo il primo intervento di soccorso le era stato assegnato Trapani, ma subito dopo sul canale emergenze sono arrivati troppi mayday - due dei quali trasmessi da aerei Frontex - perché potessero essere ignorati. Uno dopo l'altro sono stati raggiunti e salvati i naufraghi alla deriva su tre barchini in  difficoltà. Alla fine, a bordo c'erano 178 persone, alcune in condizioni estremamente precarie, per questo la nave umanitaria è stata  autorizzata a raggiungere Lampedusa.

Secondo la Guardia Costiera, soccorrendo altri tre barchini dopo il primo salvataggio effettuato, la nave umanitaria avrebbe violato l'ordine di raggiungere immediatamente Trapani, e per di più "creato confusione" dirigendosi verso tre "target" verso cui "si stavano già dirigendo in soccorso i mezzi della Guardia Costiera italiana". Peccato che - fanno notare da Louise Michel - in area non abbiano visto nessuno durante i primi soccorsi, mentre nell'ultimo caso "la Guardia costiera è rimasta a guardare nonostante ci fossero persone in acqua"

E contro Sea bird e Ocean Viking

E  da Roma se la prendono anche con Seabird, "rea" di aver "intasato"  con "continue chiamate"  i sistemi di comunicazione del centro nazionale di coordinamento dei soccorsi, "sovrapponendosi e duplicando le segnalazioni dei già presenti assetti aerei dello Stato". In realtà - dimostra l'audio diffuso in serata dall'ong - delle pesantissime minacce ricevute dalla nave ong Ocean Viking, documentate anche con video dal mare e dall'alto,  Roma non sembrava sapere nulla. E di non essere neanche troppo interessata. "L’episodio citato da ONG Ocean Viking e riferito ai presunti spari della guardia costiera libica avvenuto in area SAR ricadente nella responsabilità di un altro centro di coordinamento nazionale, non veniva riportato al Paese di bandiera come sarebbe previsto dalle norme sulla sicurezza della navigazione, bensì al centro di coordinamento italiano, in modo continuativo, finendo anche questo col sovraccaricare l’IMRCC in momenti particolarmente intensivi di soccorsi in atto", si legge in una nota della Guardia Costiera.

Respinge le accuse al mittente Sea bird, che ricorda: "non siamo altro che testimoni di quanto sta succedendo in mare,  abbiamo l'obbligo di riportare ai centri di coordinamento i nostri avvistamenti, soprattutto quando ci troviamo di fronte a palesi violazioni dei diritti umani. Auspichiamo il ritorno di una cooperazione tra ONG e Centro di coordibamento italiano in modo da potere salvare vite in mare. I nostri avvistamenti  permettono di avere posizioni aggiornate e informazioni sullo stato dell'imbarcazione e informazioni utili al soccorso.

Continuano gli sbarchi a Lampedusa

Venticinque persone soccorse al largo dell'isola sono state accompagnate all'alba sull'isola, circa quaranta sono arrivate a mezzogiorno, altre 120 verso le 15.  Sul molo Favaloro, vecchi giubbotti di salvataggio, vestiti zuppi, zaini distrutti, stracci di "metalline", le sottili coperte termiche che vengono consegnate dopo lo sbarco, testimoniano la lunga giornata di arrivi di ieri. Fino a tarda sera i naufraghi sono stati costretti a rimanere lì in attesa del trasferimento nell'hotspot stracolmo. Gli ultimi sono i sopravvissuti al naufragio avvenuto ieri al largo delle coste maltesi.

"Da quando sono a Lampedusa ne ho visti arrivare  tanti", dice il dottore Francesco D'Arca, responsabile del poliambulatorio, "ma mai in condizioni così precarie. Non mangiavano e non bevevano da quattro giorni, ci sono svenuti fra le braccia". Tra loro anche diversi neonati, miracolosamente sopravvissuti per giorni in mezzo al mare.La Guardia costiera avrebbe poi detto che "le Ong intralciano i soccorsi".