Clic day per stranieri, 240 mila domande: “Solo 82.700 posti. Ne servono il triplo”
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA — Alle 10 si erano già superate le 238 mila domande. Alla fine della giornata erano circa 243 mila. E il ministero dell’Interno darà la cifra precisa oggi. In ogni caso, un Click day da record, che dimostra come alle imprese italiane servano il triplo degli ingressi autorizzati dal decreto flussi di quest’anno: 82.705 lavoratori stranieri extracomunitari. Gli aspiranti datori di lavoro ieri si sono affrettati nelle prime ore a inoltrare le richieste perché vale l’orario di arrivo: in teoria, è possibile presentare le domande fino al 31 dicembre, ma è evidentemente inutile visto che le quote messe a disposizione dal Dpcm del 29 dicembre 2022 sono state ampiamente esaurite.
ROMA — Alle 10 si erano già superate le 238 mila domande. Alla fine della giornata erano circa 243 mila. E il ministero dell’Interno darà la cifra precisa oggi. In ogni caso, un Click day da record, che dimostra come alle imprese italiane servano il triplo degli ingressi autorizzati dal decreto flussi di quest’anno: 82.705 lavoratori stranieri extracomunitari. Gli aspiranti datori di lavoro ieri si sono affrettati nelle prime ore a inoltrare le richieste perché vale l’orario di arrivo: in teoria, è possibile presentare le domande fino al 31 dicembre, ma è evidentemente inutile visto che le quote messe a disposizione dal Dpcm del 29 dicembre 2022 sono state ampiamente esaurite.
Nessuna sorpresa, dopotutto anche l’ultima volta era andata in modo molto simile, con oltre 200 mila domande per 69.700 ingressi autorizzati. Ed è chiaro che non finisce qui. «Certamente — dice il ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone — il governo è attento al tema e stiamo guardando a una programmazione di più ampio respiro per capire se dovremo nuovamente intervenire». Oggi una prima ricognizione al ministero: le associazioni datoriali spiegheranno ai funzionari competenti quali sono le loro esigenze, che verranno trasmesse al governo. La partita si gioca tra ministero del Lavoro, dell’Interno ma anche dell’Agricoltura e degli Esteri.
I numeri sul fabbisogno sono già stati diffusi in questi giorni: Coldiretti parla di 100 mila lavoratori da assumere solo per l’agricoltura, Federalberghi di 200 mila per il turismo, e poi ci sono le costruzioni, la manifattura. Non tutti, certo, dovranno essere extracomunitari, ma una parte sì, almeno per coprire le quote che il sistema Excelsior di Unioncamere definisce nel proprio report mensile «di difficile reperimento». Quindi, oltre ai 160 mila lavoratori richiesti ieri, e che eccedono le quote del decreto, ne potrebbero servire anche alcune decine di migliaia in più, fino a 200 mila. Soprattutto se si considera anche il lavoro domestico: colf e badanti al momento sono esclusi dal decreto flussi, ma le associazioni datoriali chiedono 23 mila ingressi.
Difficile pensare a un altro Click day, ma mai dire mai: l’anno scorso a chiedere la riapertura del decreto flussi fu un ministro leghista, Massimo Garavaglia, preoccupato per le pressanti richieste del settore dell’ospitalità. Al momento però l’orientamento del governo è di seguire le procedure indicate dal decreto approvato a Cutro, in Calabria, pochi giorni dopo il naufragio in cui hanno perso la vita almeno 90 immigrati, e cioè di promuovere una programmazione triennale degli ingressi anche attraverso accordi con le agenzie del lavoro dei Paesi interessati a inviare personale già formato in Italia.
È possibile anche che l’urgenza del fabbisogno di lavoratori spinga il governo a una semplificazione delle procedure. Potrebbe saltare, in particolare, la norma, indicata come la novità di quest’anno, che obbliga i datori di lavoro a chiedere al Centro per l’impiego, competente per territorio, un nulla osta che attesti che non vi siano altri lavoratori già presenti in Italia disponibili a ricoprire quel posto. Anche se il silenzio-assenso scatta dopo 15 giorni dalla presentazione della domanda, si tratta di un’ulteriore complicazione, peraltro non troppo ragionevole dal momento che non esiste una database nazionale dei centri per l’impiego (operano infatti su base regionale).
Nulla osta a parte, il ministero dell’Interno precisa però che quest’anno la procedura sarà particolarmente rapida, le domande verranno immediatamente distribuite in via telematica agli Sportelli unici provinciali per l’immigrazione. Altrettanto rapidamente dovrebbero arrivare i permessi di soggiorno, commisurati alla durata del contratto (compresa tra i 20 giorni e i 9 mesi) e non rinnovabili per gli stagionali; rinnovabili invece, a fronte di un contratto di lavoro, per gli ingressi con contratto a tempo determinato e indeterminato.