Scuola, guerra sul sostegno: ora anche chi si è abilitato all'estero potrà fare supplenze. La protesta: "Titoli comprati, così la qualifica italiana è carta straccia"
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaÈ ancora guerra tra precari della scuola. Questa volta, a fronteggiarsi sono i supplenti di sostegno: coloro che hanno conseguito il titolo in Italia e chi lo ha invece conseguito all'estero. Alcuni giorni fa, la Flc Cgil comunica che sui titoli di sostegno e di abilitazione ottenuti all'estero il ministero dell'Istruzione e del merito sta per cambiare rotta. "Le organizzazioni sindacali - si legge nel sito del sindacato lo scorso 24 marzo - sono state appena informate che sul tema dei docenti abilitati o specializzati all'estero ci sarà un'inversione di rotta rispetto all'impostazione tenuta sinora. Nel giro di 15 giorni siamo passati - continuano dalla Flc Cgil - da un'informativa nella quale si ribadiva che chi ha acquisito il titolo all'estero ed è in attesa di riconoscimento avrebbe potuto inserirsi nella prima fascia delle Gps (le graduatorie provinciali dei supplenti), ma senza accedere ai contratti a tempo determinato, …
È ancora guerra tra precari della scuola. Questa volta, a fronteggiarsi sono i supplenti di sostegno: coloro che hanno conseguito il titolo in Italia e chi lo ha invece conseguito all'estero. Alcuni giorni fa, la Flc Cgil comunica che sui titoli di sostegno e di abilitazione ottenuti all'estero il ministero dell'Istruzione e del merito sta per cambiare rotta. "Le organizzazioni sindacali - si legge nel sito del sindacato lo scorso 24 marzo - sono state appena informate che sul tema dei docenti abilitati o specializzati all'estero ci sarà un'inversione di rotta rispetto all'impostazione tenuta sinora. Nel giro di 15 giorni siamo passati - continuano dalla Flc Cgil - da un'informativa nella quale si ribadiva che chi ha acquisito il titolo all'estero ed è in attesa di riconoscimento avrebbe potuto inserirsi nella prima fascia delle Gps (le graduatorie provinciali dei supplenti), ma senza accedere ai contratti a tempo determinato, a una modifica totale di questa previsione normativa, con una nuova ordinanza di segno diametralmente opposto". Con la nuova ordinanza, nelle more che il titolo conseguito all'estero venga validato, i precari in graduatoria col titolo estero potranno avere la supplenza. E, a seguito del riconoscimento del titolo da parte di viale Trastevere, anche l'assunzione in ruolo.
Le reazioni
Coloro che hanno conseguito il titolo di specializzazione in Italia protestano. "Il ministro dell'Istruzione e del merito - scrive un lettore a Repubblica - modificherà l'ordinanza ministeriale che consentirà così a chi possiede il titolo estero di ottenere il ruolo o incarichi, scavalcando noi specializzati in Italia. Titoli acquistati, che non hanno fornito loro nessuna competenza, ma che consentiranno così di entrare a scuola e danneggiare gli alunni con disabilità e di conseguenza le loro famiglie". "20mila abilitazione comprate all'estero - scrive sui social Franco Rossini - il problema c'è. Se passa la norma, l'abilitazione italiana è carta straccia. Chi la prende in Italia, sta a casa".
In Italia
Nel nostro Paese, per ottenere la specializzazione su sostegno occorre frequentare il Tfa (il Tirocinio formativo attivo) organizzato da un ateneo statale o privato. Ma l'eccesso è limitato, a numero chiuso. E prima di frequentare il corso, occorre superare il test di ammissione. Soltanto dopo si possono frequentare le lezioni e sostenere l'esame finale. Il costo medio si aggira attorno ai 3 mila e 500 euro. E per sostenere il test si pagano da 70 a 150 euro. Dipende dall'ateneo che organizza i corsi. I posti messi in palio sono determinati dal ministero dell'Università e della ricerca con un proprio decreto. Tre anni fa, furono quasi 26 mila, suddivisi tra i diversi atenei che ne hanno fatto richiesta. A breve, dovrebbe scattare un'altra tornata di Tfa sostegno, l'ottava, con circa 42 mila posti a disposizione. E chi non supera il quizzone, spesso si rivolge a una università straniera.
All'estero
I siti internet che offrono l'abilitazione all'estero su sostegno sono innumerevoli. C'è chi promette lezioni in italiano e/o lezioni completamente online. I più attivi sono quelli rumeni, spagnoli o ciprioti. Ma per ottenere il titolo possono essere necessari anche 7/8mila auro. Poi occorre che il relativo titolo di specializzazione venga riconosciuto dal ministero italiano che verifica i contenuti studiati, i tempi e gli esami sostenuti. Secondo alcune stime, sarebbero più di 2 mila coloro che hanno avanzato domanda di convalida del titolo al ministero. E i tempi di attesa si allungano. Mentre ammonterebbero a diverse migliaia coloro che sono inseriti in graduatoria con riserva. "Il problema oggi - spiega Marcello Pacifico, a capo dell'Anief - non è più ostacolare chi consegue un titolo all'estero secondo le regole dell'Unione europea ma sbloccare un bando di concorso per abilitarsi in Italia fermo da tre anni. Sono più di 80 mila gli insegnanti di sostegno supplenti senza specializzazione e più di 20 mila quelli già specializzati che non sono assunti nei ruoli per via delle supplenze assegnate su posti in deroga". All'estero non è previsto test di preselezione e tutti possono ambire alla specializzazione su sostegno. Basta poterselo permettere.