L'infernale ragnatela delle leggi italiane: uno studente le ha mappate. Ecco cosa ha scoperto
di Luana de Francisco , di Luana de FranciscoImmaginiamo un pagliaio: che lo si guardi da fuori o da dentro, l'impressione sarà di perdersi in un buco nero. Immaginiamo allora che quel pagliaio rappresenti l'insieme delle leggi italiane: al senso di smarrimento, si sommerà la paura di finire inghiottiti nella sua complessità. Marco Cimolai, studente di Informatica appassionato di tecnologia, lo ha fatto per davvero, analizzando quasi 13 mila norme, tra dpcm, articoli e misure urgenti, e il risultato è un programma in grado di decifrarne i collegamenti, ma anche di svelarne le intrinseche contraddizioni.
Tessuto normativo italiano, questo il nome assegnato allo studio, sarà uno dei progetti presenti il prossimo 19 aprile alla Milano Design Week. Era stata proprio un'azienda milanese, conquistata dal lavoro di "legal design" pubblicato da Marco sul proprio sito, a contattarlo e proporgli di partecipare. E lui, che ha 22 anni, vive con la famiglia a Fontanafredda (Pordenone)…
Immaginiamo un pagliaio: che lo si guardi da fuori o da dentro, l'impressione sarà di perdersi in un buco nero. Immaginiamo allora che quel pagliaio rappresenti l'insieme delle leggi italiane: al senso di smarrimento, si sommerà la paura di finire inghiottiti nella sua complessità. Marco Cimolai, studente di Informatica appassionato di tecnologia, lo ha fatto per davvero, analizzando quasi 13 mila norme, tra dpcm, articoli e misure urgenti, e il risultato è un programma in grado di decifrarne i collegamenti, ma anche di svelarne le intrinseche contraddizioni.
Tessuto normativo italiano, questo il nome assegnato allo studio, sarà uno dei progetti presenti il prossimo 19 aprile alla Milano Design Week. Era stata proprio un'azienda milanese, conquistata dal lavoro di "legal design" pubblicato da Marco sul proprio sito, a contattarlo e proporgli di partecipare. E lui, che ha 22 anni, vive con la famiglia a Fontanafredda (Pordenone) e si divide tra i corsi all'università di Udine e i turni alla Electrolux di Porcia, dove nel frattempo è stato assunto come sviluppatore di software, ha accettato con entusiasmo. Lo stesso che, in tempi di Covid, lo aveva spinto a mettere mano all'impresa, tuffandosi nel ginepraio di leggi che accompagnano (complicandola) la vita di qualsiasi cittadino.
"Ho iniziato per gioco, lavorandoci nei ritagli di tempo libero", racconta, "ma alla fine, senza neppure volerlo, da quell'esperimento è nata una storia che, usando un cerchio colorato al posto delle parole, comunica un messaggio inequivocabile: abbiamo troppe leggi e per capirne una bisogna interpretare anche tutte le altre". L'idea di partenza era che fosse tecnicamente impossibile che una tale "ragnatela" potesse vivere in armonia, "senza lasciare spazio a cavilli o controsensi illogici", spiega. L'incrocio delle 12.677 leggi prese in esame - appena il 10 per cento del totale - ha confermato essere proprio così. "Esistono leggi con riferimenti circolari", annota Marco nelle conclusioni, "auto riferimenti, leggi più o meno riferite, altre con dimenticanze e altre ancora pubblicate con il solo scopo di correggerle. Insomma, sorgono più domande che risposte".
Consultare il suo grafico, invece, è meno difficile di quanto possa sembrare. Basta seguire le istruzioni. In pratica, ogni cerchio corrisponde a una norma, il colore ne indica la tipologia (verde per la Costituzione, rosso per i decreti legge, giallo per i decreti legislativi, blu per le leggi) e la luminosità la data di pubblicazione (più è chiaro e più il provvedimento è recente). Il testo di ogni disposizione, al suo interno, rimanda a quello di altre e i collegamenti sono visualizzati da una freccia. L'esperimento ha prodotto una serie di classifiche. In cima alla graduatoria dei testi cui sono stati rivolti più richiami ci sono gli articoli 87 (con 2.094 menzioni) e 77 (1.258) della Costituzione (relativi, rispettivamente, al capo dello Stato e ai decreti del Governo), seguiti dalla legge 9 del 2009 (con 1.231 menzioni) su "Misure urgenti in materia di semplificazione normativa". Alla voce "errori o dimenticanze" sono riportate le sviste trovate ripassando ciascun provvedimento: da "fabbraio" a "agsoto". Quanto all'autoreferenzialità delle norme, quelle individuate sono 1.619, mentre in 206 casi "si ritorna alla legge di partenza". A monte dell'analisi, pure un'esigenza di maggiore chiarezza. "Ho deciso di lavorarci", spiega ancora Marco, "anche per rendere le leggi italiane più accessibili".
Cresciuto guardando il padre lavorare al pc, ormai è Marco a dare consulenza a tutti. E non soltanto in famiglia. "Ci sono aziende che apprezzano appunto l'ordine che sono riuscito a portare a una prima parte di leggi", dice, mentre si prepara allo sbarco a Milano, "ma ho già in mente anche un altro tipo di approfondimento. Sto lavorando a un prototipo che consenta di cercare quante volte determinate parole siano state usate nei provvedimenti nel corso degli anni. Due esempi su tutti: di "lire" si è parlato sempre meno dal 2001 e il nome di "Berlusconi" è tornato molte volte negli anni in cui ha guidato il Governo".