Migranti, tensostrutture nei porti, navi e aerei per svuotare Lampedusa: così il Viminale si prepara all'estate
Il prefetto di Parma Antonio Garufi è il primo a pronunciare quelle due parole, requisizioni e tendopoli, che nessun amministratore locale d'Italia vuol sentire. Ma a fronte dei 27.000 migranti già arrivati nei primi tre mesi dell'anno e soprattutto alla vigilia di un'estate che si preannuncia di flussi sempre più consistenti e a bandi per l'accoglienza che vanno deserti da un capo all'altro del Paese, c'è da correre ai ripari. Da qui una serie di misure allo studio del Viminale per non farsi trovare impreparati.
Noleggio di navi e aerei per svuotare Lampedusa
L'hotspot dell'isola di Lampedusa è ingestibile già a marzo. Ha una capienza di 400 persone e ce ne sono stabilmente da 1500 a 2500. E' urgente dunque garantire un meccanismo di trasferimenti sulla terraferma continuo che non può essere assicurato nè dai traghetti di linea né dagli assetti della guardia costiera e della Mari…
Il prefetto di Parma Antonio Garufi è il primo a pronunciare quelle due parole, requisizioni e tendopoli, che nessun amministratore locale d'Italia vuol sentire. Ma a fronte dei 27.000 migranti già arrivati nei primi tre mesi dell'anno e soprattutto alla vigilia di un'estate che si preannuncia di flussi sempre più consistenti e a bandi per l'accoglienza che vanno deserti da un capo all'altro del Paese, c'è da correre ai ripari. Da qui una serie di misure allo studio del Viminale per non farsi trovare impreparati.
Noleggio di navi e aerei per svuotare Lampedusa
L'hotspot dell'isola di Lampedusa è ingestibile già a marzo. Ha una capienza di 400 persone e ce ne sono stabilmente da 1500 a 2500. E' urgente dunque garantire un meccanismo di trasferimenti sulla terraferma continuo che non può essere assicurato nè dai traghetti di linea né dagli assetti della guardia costiera e della Marina che potrebbero essere impegnati in operazioni di soccorso nel Mediterraneo. L'idea è dunque quella di chiedere alla Difesa navi ad hoc della marina miliatare o tornare a noleggiare dei traghetti di compagnie private, come accadde per la quarantena dei migranti durante il Covid, da tenere fisse in rada davanti a Lampedusa per scaricare continuamente l'hotspot dai migranti che sbarcano sull'isola. Anche la gestione del centro, oggi assai critica, portrebbe passare di mano ed essere autorizzata con procedura in deroga.
Tensostrutture nei porti
L'arrivo di centinaia di migranti senza soluzione di continuità sta già creando notevoli disagi nei porti più esposti: a Lampedusa nei giorni scorsi, i migranti sbarcati sono rimasti per ore e ore sul molo Favaloro senza alcuna assistenza e anche il piccolo porto di Roccella Ionica non è attrezzato per la prima accoglienza a centinaia di persone contemporaneamente. L'ipotesi è quella di montare tensostrutture in alcuni porti siciliani e calabresi per consentire che le persone possano rimanere in condizioni dignitose anche per diverse ore prima di essere smistate nei centri di accoglienza.
Rimpatri forzati assistiti
Aumentare il numero dei rimpatri effettivi delle persone a cui viene negata la protezione e provengono da Paesi con i quali sussistono degli accordi è una priorità del governo che punta non solo a realizzare un centro per il rimpatrio per ogni regione ma a svuotare rapidamente i posti in quelli che ci sono già. E questo per evitare che migliaia di persone, in assenza di post nei Cpr, restino di fatto a vagare in Italia con un semplice foglio di via che non rispetteranno mai. L'idea che il ministro Piantedosi aveva già portato sui tavoli europei è quella di invogliare i migranti da rimpatriare con un contributo straordinario di 500 euro che serva ad evitare ricorsi e lungaggini burocratiche e a favorire la rapidità dei rimpatri.
Strutture mobili e tendopoli
La mancanza di disponibilità delle associazioni del Terzo settore a rispondere ai bandi con cui i prefetti cercano nuovi posti per l'accoglienza potrebbe spingere a misure straordinare come l'individuazione di aree, soprattutto nel centro e nord Italia, da requisire o nella disponibilità dell'agenzia per il Demanio e della Difesa dove piazzare strutture mobili per la prima e la seconda accoglienza. La vigilanza potrebbe essere affidata, come già accaduto in passato, ai militari dell'operazione Strade sicure.