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Il giallo della mamma uccisa a Rovigo: il marito ha un alibi di ferro, sequestrato un fucile

(ansa)
La donna è stata scoperta dai figli di 8 e 11 nella villetta bifamiliare in campagna dove viveva. E' morta in ospedale con un proiettile in testa. Scartata l'ipotesi che a sparare possano essere stati i bambini giocando con l'arma. Che non si trova
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ROVIGO - Una donna di 31 anni con un proiettile conficcato in testa. I suoi due figli, di 8 e 11 anni, che, disperati, chiamano aiuto. Il vicino di casa che la soccorre per primo. Il marito al lavoro. E l'arma del delitto che non si trova. Sono gli elementi chiave del giallo di Ariano nel Polesine, campi, nebbia e campanili nel punto in cui la provincia di Rovigo sfiora quella di Ferrara.

La vittima agonizzante

Lì martedì pomeriggio è stata trovata ancora agonizzante Rkia Hannaoui, casalinga di origini marocchine sopravvissuta per qualche ora dopo che qualcuno le ha sparato in testa. È morta in seguito all'ospedale, dopo una Tac cerebrale con un esito inequivocabile: presenza di un corpo estraneo metallico. Tanti elementi ambigui per un mistero che ancora nessuno è riuscito a chiarire. La Procura di Rovigo ha aperto un'inchiesta per omicidio e i carabinieri attendono l'esito dell'autopsia, per poter imboccare una strada inv…

ROVIGO - Una donna di 31 anni con un proiettile conficcato in testa. I suoi due figli, di 8 e 11 anni, che, disperati, chiamano aiuto. Il vicino di casa che la soccorre per primo. Il marito al lavoro. E l'arma del delitto che non si trova. Sono gli elementi chiave del giallo di Ariano nel Polesine, campi, nebbia e campanili nel punto in cui la provincia di Rovigo sfiora quella di Ferrara.

La vittima agonizzante

Lì martedì pomeriggio è stata trovata ancora agonizzante Rkia Hannaoui, casalinga di origini marocchine sopravvissuta per qualche ora dopo che qualcuno le ha sparato in testa. È morta in seguito all'ospedale, dopo una Tac cerebrale con un esito inequivocabile: presenza di un corpo estraneo metallico. Tanti elementi ambigui per un mistero che ancora nessuno è riuscito a chiarire. La Procura di Rovigo ha aperto un'inchiesta per omicidio e i carabinieri attendono l'esito dell'autopsia, per poter imboccare una strada investigativa piuttosto che l'altra.

Una villa nella campagna

La donna viveva con la famiglia al piano terra di una villetta bifamiliare, in cui al piano superiore vive il proprietario, Giacomo Stella. Tutto intorno orti, fossati, la stradina in cui ogni giorno passa lo scuolabus. Paesaggi da film di Mazzacurati. Il metronomo della vita di Rkia Hannaoui era scandito dagli orari in cui i membri della famiglia se ne vanno e tornano di casa: lei prepara i figli per la scuola, ricevi i figli di ritorno dalla scuola, prepara colazione, pranzo e cena per il marito. E poi lava, stira, pulisci, accudisci le galline in cortile. Queste erano le sue giornate, così come le vedeva la piccola società di Ariano. Il delitto di questa donna, però, sfugge alla comprensione collettiva.

L'alibi del marito

Il marito, Lebdaoui Asmaoui, si trovava al lavoro. "Io pensavo che mia moglie fosse caduta, non capisco cosa possa essere successo. Ditemi come è morta", dice ora disperato, dopo aver risposto più volte alle domande dei carabinieri. L'uomo lavora nelle campagne polesane come operaio agricolo. È lui a testimoniare del buon rapporto che intercorre con il proprietario della casa. "È il padrone che mi dà la casa, abita sopra il nostro appartamento, e noi viviamo lì da circa sei anni. È una brava persona, gioca con i bambini e stiamo bene tutti".

L'allarme dei due figli

I primi a dare l'allarme sono stati proprio i figli. Le loro grida hanno attirato l'attenzione di Giacomo Stella, che è sceso di corsa. "Sono andato a soccorrerla ma non c'era niente vicino al suo corpo. Ho pensato che avesse battuto la testa, poi quando l'ho girata mi sono accorto che c'era il sangue sulla nuca". Il sangue usciva da un piccolo foro, talmente piccolo che avevano pensato fosse provocato dalla caduta. La Tac ha confermato invece la presenza di un oggetto metallico ma più che un proiettile gli investigatori del colonnello Emilio Mazza pensano possa trattarsi di un pallino da fucile. E infatti alcune armi sono state sequestrate proprio al vicino di casa che, biascicando poche parole, annuncia di essersi rivolto a un avvocato. Anche lui rischia di finire nell'elenco dei sospettati, in questa storia costellata di punti interrogativi.

Il sangue sul pavimento

Le tracce di sangue sul pavimento della cucina fanno pensare che l'assassino possa aver colpito Rkia in un altro luogo, per poi trasportarne il corpo dentro casa. I carabinieri hanno perquisito l'esterno di un rudere a poca distanza dall'abitazione, visto che una vicina aveva detto loro di avere visto la donna proprio lì, poche ore prima. Probabilmente stava cercando le uova delle galline che razzolano liberamente. Di lì a poco qualcuno ha sparato, appositamente o per errore.