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Quelle icone ucraine fatte con le schegge delle bombe russe

Sono state realizzate dall'Accademia Belle Arti di Leopoli, una di queste è stata regalata al Papa. "Un monito contro la guerra". E parte una mostra itinerante
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Schegge di bombe russe estratte dalle ferite dei bambini ucraini incastonate ai piedi di Cristo in croce. Più che una icona, è il potente metaforico pugno allo stomaco realizzato dagli studenti dell'Accademia nazionale di Belle Arti di Leopoli (Lviv), in Ucraina, dal titolo “Unbroken”. Tragico emblema del “grido” dell'arte sacra iconografica incentrata sui simboli della Passione di Cristo (la corona di spine, i chiodi, le ferite, le lance dei soldati romani...) contro il conflitto russo, l'inutile strage che da oltre un anno sta devastando l'Ucraina.

 

La prima opera consegnata al Papa

Il primo esemplare della croce “Unbroken”  è stato consegnato a papa Francesco mercoledì 29 marzo alla fine dell'udienza pubblica in piazza San Pietro, poco prima del suo ricovero al policlinico Gemelli. Un'opera d'arte concepit…

Schegge di bombe russe estratte dalle ferite dei bambini ucraini incastonate ai piedi di Cristo in croce. Più che una icona, è il potente metaforico pugno allo stomaco realizzato dagli studenti dell'Accademia nazionale di Belle Arti di Leopoli (Lviv), in Ucraina, dal titolo “Unbroken”. Tragico emblema del “grido” dell'arte sacra iconografica incentrata sui simboli della Passione di Cristo (la corona di spine, i chiodi, le ferite, le lance dei soldati romani...) contro il conflitto russo, l'inutile strage che da oltre un anno sta devastando l'Ucraina.

 

La prima opera consegnata al Papa

Il primo esemplare della croce “Unbroken”  è stato consegnato a papa Francesco mercoledì 29 marzo alla fine dell'udienza pubblica in piazza San Pietro, poco prima del suo ricovero al policlinico Gemelli. Un'opera d'arte concepita, realizzata e plasmata in due soli esemplari come monito contro la guerra di Putin e di tutti i conflitti in corso nel mondo. Oltre a papa Bergoglio – che al momento di ricevere l'icona si è commosso, l'ha benedetta e baciata, dando subito disposizione di esporla nel suo studio privato a Santa Marta – a ricevere in dono l'altro esemplare della croce dei bimbi feriti è stato consegnato dai giovani artisti ucraini a Domenico Giani, comandante emerito della Gendarmeria Pontificia e presidente delle Misericordie d'Italia, come segno di riconoscenza per i quotidiani aiuti che l'antica istituzione di volontariato della Toscana sta dando al popolo ucraino dall'inizio dell'invasione russa con forniture di cibo, vestiti, medicinali, ospitalità.

La mostra itinerante

Spirito e significato della suggestiva, nonché inquietante, icona contenente pezzi di proiettili e di bombe esplose estratti dalle ferite dei piccoli ucraini sono stati al centro della presentazione nella Sala Marconi della Radio Vaticana della mostra “Arma Christi”, la rassegna itinerante di 18 icone realizzate con analoghe modalità tecniche al Dipartimento di Arte Sacra dell'Accademia di Leopoli per il primo anniversario della guerra russa, con le testimonianze di Vasyl Kosiv e di Danilo Tkanko, rispettivamente rettore e membro dell'Accademia, di padre Smith Marcin, missionario polacco in prima fila accanto alla popolazione ucraina, del presidente delle Misericordie Domenico Giani e di Luca Collodi, giornalista e coordinatore dell'iniziativa. “Al Papa, oltre alla benedizione delle icone, abbiamo chiesto preghiere, benedizioni, affetto paterno  per gli studenti di arte e design ucraini che, malgrado la devastante invasione russa, continuano a studiare, a creare opere d'arte e a combattere il male della guerra con la forza della cultura”, rivela il rettore Vasyl Kosiv, anche nella sua veste di Assessore alla Cultura e all'Educazione della Municipalità di Leopoli.

"La nostra azione contro la guerra"

Scopo del progetto – spiega il rettore - “è quello di attirare l'attenzione sulla guerra in corso ispirandosi all'iconografia "Arma Christi", che mostra come gli strumenti crudeli usati nella Passione siano diventati strumenti con i quali Cristo ha superato la sua crocifissione. Attraverso la sua Passione, morte e risurrezione, Cristo ha infatti sconfitto la morte e il male. E' questa la forza e la certezza che anima tutto il popolo ucraino”- “Le idee e i temi delle icone sono diversi, ma – aggiunge padre  Marcin - le opere d'arte realizzate dagli studenti e dai docenti dell'Accademia sono unite da una triste realtà: i frammenti di proiettili della guerra montati nella composizione. Schegge di armi che vengono associate agli strumenti della Passione di Cristo e per questo incastonate nella croce di spine sul capo di Gesù, nelle piaghe delle ferite delle mani, del costato e delle gambe del Crocifisso, ma anche nelle punte delle lance dei romani sotto la croce del Golgota o nei cuori della Madre e del Figlio trafitti dal dolore”.

 

Obiettivo del progetto, raccogliere fondi per la ricostruzione

L'obiettivo del progetto (visitabile sul sito web: https://friendsoflnaa.org/en/events-2/) – spiega ancora padre Marcin - è raccogliere fondi per la ricostruzione del rifugio antiaereo dell'Accademia per gli studenti, i cui paesi d'origine sono occupati o sotto attacco, e per i loro familiari. “L'Accademia Nazionale di Belle Arti di Lviv – tiene a sottolineare il rettore Kosiv - è l'unica scuola d'arte di proprietà statale in Europa ad avere un Dipartimento di Arte Sacra. Attraverso la realizzazione di icone, una fusione unica di arte contemporanea e iconografia tradizionale, vogliamo ricordare al mondo le virtù che sono state pietra angolare della nostra civiltà”. Dallo scoppio della guerra, l'Accademia Nazionale di Belle Arti di Lviv è diventata una comunità che ospita altre scuole d'arte ucraine, chiuse per la violenza dei combattimenti. Ospita oltre 200 studenti e insegnanti fornendo loro strutture di studio offline e alloggi.

 

Sotto la minaccia dei bombardamenti

Lviv, città di 800.000 abitanti, nonostante la sua posizione vicino al confine polacco, resta sotto la costante minaccia di bombardamenti, raccontano i membri dell'Accademia. Le sirene antiaeree suonano quasi ogni giorno, fino a quattro volte al giorno. Il rifugio antiaereo dell’Accademia è diventato un luogo sicuro per gli studenti ed è stato trasformato in una sorta di aula dove si tengono anche lezioni, consulenze e persino mostre. L'Accademia punta a trasformarlo in aule per uno studio confortevole e sicuro, anche attraverso il ricavato delle icone, ma “soprattutto mediante una grande catena di unione e solidarietà che tutte le istituzioni culturali europee potranno realizzare con l'obiettivo di aiutare i giovani artisti e nello stesso tempo salvaguardare il patrimonio artistico ed architettonico dai bombardamenti”, conclude il rettore Vasyl Kosiv..