A Torino la prima pizzeria antispreco. Il titolare: "Diamo un sacchetto per portare a casa i cornicioni della pizza avanzati"
di Guido Andruetto , di Guido AndruettoPer fare la pizza ci vuole l'impasto, per fare l'impasto ci vogliono acqua e farina. Due materie prime che, di questi tempi, tra siccità, cambiamenti climatici e guerre, valgono oro. Eppure anche l'oro si getta nei bidoni della spazzatura delle pizzerie di tutto il mondo. Una quantità mastodontica e incalcolabile di avanzi delle pizze che ogni giorno finiscono nell'immondizia.
Una piccola rivoluzione che parte da Torino
A Torino adesso c'è una pizzeria, la prima in assoluto, che combatte lo spreco alimentare con i cornicioni della pizza. Le alte e croccanti croste della pizza tradizionale napoletana che tantissimi, troppi, scartano e lasciano nel piatto a fine pasto, spesso per abitudine o per gusto personale, ma se ci si ferma a pensare è una cosa insostenibile e inaccettabile, oggi più che mai. Dalla città della Mole due storiche pizzerie consociate, Amici Miei e Il Padellino, lanciano una piccola rivoluzione per valori…
Per fare la pizza ci vuole l'impasto, per fare l'impasto ci vogliono acqua e farina. Due materie prime che, di questi tempi, tra siccità, cambiamenti climatici e guerre, valgono oro. Eppure anche l'oro si getta nei bidoni della spazzatura delle pizzerie di tutto il mondo. Una quantità mastodontica e incalcolabile di avanzi delle pizze che ogni giorno finiscono nell'immondizia.
Una piccola rivoluzione che parte da Torino
A Torino adesso c'è una pizzeria, la prima in assoluto, che combatte lo spreco alimentare con i cornicioni della pizza. Le alte e croccanti croste della pizza tradizionale napoletana che tantissimi, troppi, scartano e lasciano nel piatto a fine pasto, spesso per abitudine o per gusto personale, ma se ci si ferma a pensare è una cosa insostenibile e inaccettabile, oggi più che mai. Dalla città della Mole due storiche pizzerie consociate, Amici Miei e Il Padellino, lanciano una piccola rivoluzione per valorizzare gli scarti potenzialmente deflagrante, in grado di estendersi su scala planetaria.
Una bustina per salvare gli avanzi
Non ha nessuna ambizione di cambiare il mondo, il titolare Marco Bonomi, ma di fatto ci sta provando. E per farlo ha investito su un'idea che in questi giorni sta incontrando l'apprezzamento dei clienti. L'imprenditore torinese della ristorazione, una laurea in ingegneria e un talento smodato nel concepire locali che funzionano, dalle trattorie contemporanee alle pizzerie e pasticcerie napoletane nella città dei gianduiotti e dei grissini, si è inventato un semplice sacchetto di carta all'interno del quale, al termine del pranzo e della cena, le persone possono mettere i cornicioni della pizza avanzati. E portarseli a casa. "Anche perché sono ancora più prelibati il giorno dopo - assicura Bonomi - e infatti sulla busta di carta abbiamo scritto che il cornicione della pizza può diventare un ottimo snack se consumato il giorno seguente. Ad esempio come aperitivo accompagnato da formaggi e affettati oppure trasformarsi in un dolce sfizioso con un po' di Nutella o di miele sopra".
Un esempio da ripetere
Il messaggio è chiaro: "Riduciamo lo spreco alimentare, portiamo a casa gli avanzi". L'iniziativa prende il via da questo weekend e durerà per sempre. Rappresenta indubbiamente un costo aggiuntivo per l'imprenditore, ma è soprattutto un beneficio sia per il cliente che per l'ambiente e il pianeta. Un attivismo più incisivo nelle questioni alimentari di cui parla Carlo Petrini di Slow Food, passa anche per queste due pizzerie che si trovano a pochi isolati di distanza, nella zona di Porta Susa, tra l'altro una vicina alla pizzeria napoletana dell'ex calciatore Ciro Ferrara, che forse aderirà alla proposta di Bonomi, come potrebbe fare anche Piero Chiambretti nelle sue pizzerie a Torino. Città che innova e che stupisce quando meno te l'aspetti.
I cornicioni della pizza buoni anche il giorno dopo
I cornicioni delle pizze, avanzi che finiscono irrimediabilmente nelle pattumiere delle cucine, se possono essere salvati da questo indegno destino magari non salveranno il pianeta, ma almeno ridaranno valore e consapevolezza all'atto del mangiare e alla necessità di ridurre gli sprechi. "Diamo un segno di svolta rispetto al passato - aggiunge Bonomi - da decenni e decenni i camerieri in tutte le pizzerie del mondo svuotano ogni giorno piatti pieni di cornicioni della pizza dentro l'immondizia - speriamo che adesso anche la gente capisca e scelga di modificare il proprio atteggiamento, magari grazie a questo sacchetto che ti permette di portare a casa i cornicioni della tua pizza e di mangiarli come meglio credi il giorno dopo, scaldati leggermente in forno sono eccezionali, specie se conditi con un po' di olio extravergine d'oliva e accompagnati da pomodorini pachino e una buona mozzarella di bufala".
Prevenire lo spreco alimentare
Questo è un modo sano e virtuoso per fare anche prevenzione dello spreco alimentare. I dati a livello mondiale sono disastrosi, come avverte Slow Food: il 33 per cento della produzione alimentare non è utilizzata e va nello scarto, questo significa gettare via miliardi di tonnellate di cibo, con milioni di ettari di terra fertile e miliardi di litri d'acqua utilizzati per produrre quegli scarti. "Se la perdita e lo spreco di cibo fossero un Paese - ha affermato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell'United Nations Environment Programme - sarebbe la terza maggiore fonte di emissioni di gas serra".