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Quelle ragazze "matte per il calcio": così nasce la nazionale di calcio femminile per le pazienti psichiatriche

Il progetto "Crazy for football" è nato nel 2016 e la squadra maschile ha ispirato un documentario, un libro e un film. Ora le prime due donne si sono presentate alle selezioni. Il fondatore-psichiatra Rullo: "Adesso tocca a loro indossare questa maglia"
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Una si chiama Chiara, l'altra Damaris. Matte per il calcio. Così forti, appassionate e determinate da dettare una svolta di genere: la nascita della squadra femminile di "Crazy for football", la nazionale di calcio a 5 che schiera in campo solo ragazzi (e adesso ragazze) con problemi di salute mentale. Una storia vera, di cura e solidarietà, che ha ispirato un documentario, un libro e un film di Volfango De Blasi, David di Donatello nel 2017.

Chiara e Damaris sono ora le prime due ragazze nella storia della squadra, ideata da Ecos nel 2016, a presentarsi alle selezioni nella tappa di Firenze. Non essendoci una chiamata per le donne, si sono messe in fila tra i maschi. Quando è stato il loro turno hanno chiesto al mister: "E noi?".

"Sono venuta qui per divertirmi, per passare una giornata diversa, un po' fuori dal comune. Le femmine hanno voglia, passione e sono più determinate in certi aspetti dei ragazzi", ha spiegat…

Una si chiama Chiara, l'altra Damaris. Matte per il calcio. Così forti, appassionate e determinate da dettare una svolta di genere: la nascita della squadra femminile di "Crazy for football", la nazionale di calcio a 5 che schiera in campo solo ragazzi (e adesso ragazze) con problemi di salute mentale. Una storia vera, di cura e solidarietà, che ha ispirato un documentario, un libro e un film di Volfango De Blasi, David di Donatello nel 2017.

Chiara e Damaris sono ora le prime due ragazze nella storia della squadra, ideata da Ecos nel 2016, a presentarsi alle selezioni nella tappa di Firenze. Non essendoci una chiamata per le donne, si sono messe in fila tra i maschi. Quando è stato il loro turno hanno chiesto al mister: "E noi?".

"Sono venuta qui per divertirmi, per passare una giornata diversa, un po' fuori dal comune. Le femmine hanno voglia, passione e sono più determinate in certi aspetti dei ragazzi", ha spiegato Chiara tra sorrisi e sguardi emozionati. E con lei Damaris. Un messaggio preciso indirizzato ai mister e al fondatore di "Crazy for Football", lo psichiatra Santo Rullo: “Vogliamo giocare, create una Nazionale al femminile”.

La risposta non si è fatta attendere e Rullo ha accolto a braccia aperte le prime due maglie della Nazionale femminile. “Un invito che facciamo nostro - ha spiegato Rullo - Presto alla Nazionale maschile si affiancherà quella femminile, che sono certo ci darà tante soddisfazioni. Lo sport del resto dev'essere questo: partecipazione, divertimento e benessere. Non può e non deve esserci mai alcun tipo di discriminazione. Non vediamo l’ora di vedere in campo queste bravissime giocatrici, insieme a tante altre che sicuramente aderiranno al progetto”.

Il progetto di un calcio diverso, visto da un'altra prospettiva, come terapia. Per di più non solo singola, non solo individuale, ma collettiva, che fa sentire tutti uguali e parte di qualcosa, di un gruppo, e combatte i pregiudizi e gli stigmi legati alla malattia mentale visto che i giocatori e le giocatrici hanno tutti una patologia psichiatrica certificata e provengono prevalentemente dai centri di salute mentale sparsi in tutta Italia. Le selezioni ora sono in corso, tramite il sito o direttamente nelle tappe del tour per scegliere le calciatrici, da parte di Rullo e dei tre tecnici Enrico Zanchini, Riccardo Budoni e Cristian Simina.

"Questo progetto ha una grande valenza sia dal punto di vista tecnico-sportivo che scientifico. La Nazionale è in primis una squadra di calcio con valori sportivi di assoluto livello. Inoltre è stata da stimolo a tanti ragazzi che prima si nascondevano, si vergognavano di uscire allo scoperto e parlare della propria malattia, e lo hanno fatto per indossare questa maglia diventata simbolo di libertà, civiltà e speranza - spiega Rullo - Ora tocca alle ragazze".

“Ancora una volta - ha commentato anche Valerio Di Tommaso, presidente della non profit Ecos - si è dimostrato quanto bisogno ci sia di iniziative di questo tipo. La grande partecipazione che abbiamo registrato è la prova che servono luoghi ed occasioni dove sperimentare i benefici dello sport per la salute mentale. Ora il progetto di una nazionale "Crazy" al femminile ci stimola molto - Porteremo l'idea all'attenzione dell'Unione europea e cercheremo di realizzarla concretamente entro la fine dell anno".