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Papa Francesco ai sacerdoti: no alla doppia vita, alle cordate e alla nostalgia del passato

(afp)
Alla messa del Giovedì santo con i preti di Roma, si rivolge ad alcuni di loro in crisi: no alle ipocrisie clericali e le falsità, ma non buttate tutto dalla finestra
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Evitare le cordate e la nostalgia del passato: è la raccomandazione indirizzata dal Papa ai sacerdoti nel corso della tradizionale messa crismale del giovedì santo, durante la quale Francesco ha rivolto un pensiero particolare ad alcuni sacerdoti "in crisi" che conosce, ai quali, in un immaginario colloquio a tu per tu, ha raccomandato: "La doppia vita non ti aiuterà e buttare tutto dalla finestra nemmeno".

"Si pecca contro lo Spirito che è comunione quando si diventa, anche per leggerezza, strumenti di divisione, con il chiacchiericco", ha detto Jorge Mario Bergoglio, "e si fa il gioco del nemico, che non viene allo scoperto e ama le dicerie e le insinuazioni, fomenta partiti e cordate, alimenta la nostalgia del passato, la sfiducia, il pessimismo, la paura. Stiamo attenti, per favore, a non sporcare l’unzione dello Spirito e la veste della Santa Madre Chiesa con la disunione, con le polarizzazioni, …

Evitare le cordate e la nostalgia del passato: è la raccomandazione indirizzata dal Papa ai sacerdoti nel corso della tradizionale messa crismale del giovedì santo, durante la quale Francesco ha rivolto un pensiero particolare ad alcuni sacerdoti "in crisi" che conosce, ai quali, in un immaginario colloquio a tu per tu, ha raccomandato: "La doppia vita non ti aiuterà e buttare tutto dalla finestra nemmeno".

"Si pecca contro lo Spirito che è comunione quando si diventa, anche per leggerezza, strumenti di divisione, con il chiacchiericco", ha detto Jorge Mario Bergoglio, "e si fa il gioco del nemico, che non viene allo scoperto e ama le dicerie e le insinuazioni, fomenta partiti e cordate, alimenta la nostalgia del passato, la sfiducia, il pessimismo, la paura. Stiamo attenti, per favore, a non sporcare l’unzione dello Spirito e la veste della Santa Madre Chiesa con la disunione, con le polarizzazioni, con ogni mancanza di carità e di comunione".

Nel pomeriggio la lavanda dei piedi al carcere minorile

Rientrato sabato scorso da un ricovero di quattro giorni al policlinico Gemelli, Francesco, che da oltre un anno ha difficoltà nella deambulazione, è stato affiancato, all'altare, dal suo vicario per la diocesi di Roma, il cardinale Angelo de Donatis. La messa "crismale" di questa mattina, annuale appuntamento di un vescovo con il suo clero, cade "nel giorno nativo del sacerdozio", come ha detto Bergoglio. Durante la celebrazione con i sacerdoti della diocesi di Roma, il Papa ha benedetto l’olio degli infermi, dei catecumeni e del crisma.

Nel pomeriggio di oggi, con la messa "in coena Domini" al carcere minorile di Casal del Marmo e la rituale lavanda dei piedi, ha avvio il triduo pasquale, che si conclude con la messa e la benedizione "urbi et orbi" della domenica di Pasqua. 

Il Papa ha incentrato la sua omelia su due questioni: l'importanza della "armonia" tra preti e l'importanza di ritrovare la vocazione una volta che si è persa la prima ispirazione. A questo scopo, Francesco ha regalato ai preti presenti nella basilica vaticana il libro "La seconda chiamata" di padre René Voillaume. Francesco ha esortato i sacerdoti, al proposito, a non trascurare la “gentilezza”: “Tante volte noi preti siamo dei maleducati, se la gente trova persino in noi persone insoddisfatte e scontente che criticano, zitelloni che puntano il dito, dove vedrà l’armonia?”, si è domandato.

La tentazione di un prete di "tirare a campare" svogliato

"Anche per noi c’è stata una prima unzione, cominciata con una chiamata d’amore che ci ha rapito il cuore", ha detto Bergoglio: "Per essa abbiamo lasciato gli ormeggi e su quell’entusiasmo genuino è scesa la forza dello Spirito, che ci ha consacrato. Poi, secondo i tempi di Dio, giunge per ciascuno la tappa pasquale, che segna il momento della verità. Ed è un momento di crisi, che ha varie forme. A tutti, prima o poi, succede di sperimentare delusioni, fatiche e debolezze, con l’ideale che sembra usurarsi fra le esigenze del reale, mentre subentra una certa abitudinarietà e alcune prove, prima difficili da immaginare, fanno apparire la fedeltà più scomoda rispetto a un tempo. Questa tappa rappresenta un crinale decisivo per chi ha ricevuto l’unzione. Si può uscirne male, planando verso una certa mediocrità, trascinandosi stanchi in una “normalità” dove si insinuano tre tentazioni pericolose: quella del compromesso, per cui ci si accontenta di ciò che si può fare; quella dei surrogati, per cui si tenta di "ricaricarsi” con altro rispetto alla nostra unzione; quella dello scoraggiamento, per cui, scontenti, si va avanti per inerzia. Ed ecco il grande rischio: mentre restano intatte le apparenze, "io sono sacerdote, sono prete", ci si ripiega su di sé e si tira a campare svogliati... quando il sacerdozio lentamente va scivolando sul clericalismo, il sacerdote si dimentica di essere pastore di popolo per diventare un chierico di Stato".

L'esortazione di Francesco ai preti "in crisi" che conosce

Il Papa, in particolare, ha fatto riferimento ad alcuni "fratelli" che "sono in crisi, diciamo così, sono disorientati e non sanno come riprendere la strada": "Io - ha proseguito - li ho presenti, e semplicemente dico: coraggio, il Signore è più grande dele tue debolezze, dei tuoi peccati. Affidati al Signore e lasciati chiamare una seconda volta, questa volta con l’unzione delo Spriito santo: la doppia vita non ti aiuterà e buttare tutto dalla finestra nemmeno, guarda avanti".

Per Francesco, in generale, è necessario scoprire che "la vita spirituale diventa libera e gioiosa non quando si salvano le forme e si cuce una toppa, ma quando si lascia allo Spirito l’iniziativa e, abbandonati ai suoi disegni, ci disponiamo a servire dove e come ci viene chiesto: il nostro sacerdozio non cresce per rammendo, ma per traboccamento! Se lasciamo agire in noi lo Spirito della verità custodiremo l’unzione, perché le falsità, le ipocrisie clericali, con cui siamo tentati di convivere verranno alla luce".