Intelligenza artificiale, intervista all’ad di Iubenda: “Ma ChatGpt ha falle gravi nelle norme sulla privacy”
di Filippo Santelli , di Filippo Santelli«OpenAI ha l’atteggiamento tipico delle aziende americane, che tendono a ignorare le regole e aspettare di essere sanzionate. Sarebbe giusto, magari perché sono alla moda, esentarle dalle norme che imponiamo alle imprese europee?». C’è chi, nel mondo dell’innovazione italiana, si schiera dalla parte del Garante della privacy. Andrea Giannangelo, 33 anni, è fondatore e ad di Iubenda, ex startup ora molto cresciuta che aiuta i siti ad adeguarsi alle norme di settore, 90 mila clienti in tutto il mondo.
Ha ragione il Garante?
«La sua azione si è risolta in uno scivolone comunicativo, un danno di immagine per l’Italia. Ma mi sembra pacifico che ChatGpt abbia mancanze basilari rispetto alla legislazione europea, per esempio sul consenso all’utilizzo dei dati personali».
Si doveva proprio bloccare?
«Il provvedimento del Garante non blocca, chiede di sospendere il trattamento dei dati. È OpenAI ch…
«OpenAI ha l’atteggiamento tipico delle aziende americane, che tendono a ignorare le regole e aspettare di essere sanzionate. Sarebbe giusto, magari perché sono alla moda, esentarle dalle norme che imponiamo alle imprese europee?». C’è chi, nel mondo dell’innovazione italiana, si schiera dalla parte del Garante della privacy. Andrea Giannangelo, 33 anni, è fondatore e ad di Iubenda, ex startup ora molto cresciuta che aiuta i siti ad adeguarsi alle norme di settore, 90 mila clienti in tutto il mondo.
Ha ragione il Garante?
«La sua azione si è risolta in uno scivolone comunicativo, un danno di immagine per l’Italia. Ma mi sembra pacifico che ChatGpt abbia mancanze basilari rispetto alla legislazione europea, per esempio sul consenso all’utilizzo dei dati personali».
Si doveva proprio bloccare?
«Il provvedimento del Garante non blocca, chiede di sospendere il trattamento dei dati. È OpenAI che ha deciso di interrompere il servizio, ma avrebbe potuto rispondere in modo diverso, per esempio sistemando le cose che potevano essere corrette in fretta, come l’informativa sulla privacy e la verifica dell’età».
Molti sostengono che l’approccio legalistico, italiano ed europeo, limiti l’innovazione.
«Mi stupisce che passi il messaggio per cui far rispettare la normativa europea sui dati, la Gdpr, non serva. Tutto il mondo va nella direzione europea, avere delle regole è l’unico modo per far rispettare alle grandi aziende i diritti degli utenti. E le regole vanno applicate a tutti, altrimenti la concorrenza non è pari. Difendere le norme è un interesse strategico dell’Europa, la può rendere un mercato affidabile e darle un vantaggio competitivo».
OpenAI e il Garante troveranno la quadra?
«Su alcuni aspetti la soluzione è semplice, bastano dei messaggi agli utenti. Altri, come l’utilizzo dei dati personali per addestrare gli algoritmi, sono più spinosi. Ma gestibili: si possono riconoscere i dati personali e non utilizzarli, oppure creare una “modalità privata” in cui le informazioni che condivido con ChatGpt non vengono usate per l’apprendimento dell’AI».