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Motivazioni strage del 2 agosto 1980: quel filo nero che lega la bomba al delitto di Piersanti Mattarella

Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia ucciso a Palermo nel 1980 

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La Corte di assise  inserisce nel contesto della sentenza di Bologna l'omicidio del presidente della Regione Sicilia compiuto a Palermo
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L'omicidio del presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella, "e quello dell'onorevole Aldo Moro" per la Corte d'assise di Bologna, "furono precisi momenti attuativi" di una "strategia" in cui è compresa anche la strage del 2 agosto. Un tentativo, scrivono i giudici nella motivazione, "di influire sulla politica nazionale attraverso la strage indiscriminata per chiudere definitivamente con il passato resistenziale del nostro Paese".

La Corte inserisce nel contesto della sentenza il delitto compiuto a Palermo di Piersanti Mattarella, attribuito in un primo momento ai "neri" Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, dei Nar, successivamente assolti. Di questo delitto eccellente è stata condannata la cupola mafiosa, i cui boss furono ritenuti i mandanti, ma non sappiamo chi sono i killer. La causale del delitto è "strettamente legata alla situazione politica" di quel momento, la stessa…

L'omicidio del presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella, "e quello dell'onorevole Aldo Moro" per la Corte d'assise di Bologna, "furono precisi momenti attuativi" di una "strategia" in cui è compresa anche la strage del 2 agosto. Un tentativo, scrivono i giudici nella motivazione, "di influire sulla politica nazionale attraverso la strage indiscriminata per chiudere definitivamente con il passato resistenziale del nostro Paese".

La Corte inserisce nel contesto della sentenza il delitto compiuto a Palermo di Piersanti Mattarella, attribuito in un primo momento ai "neri" Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, dei Nar, successivamente assolti. Di questo delitto eccellente è stata condannata la cupola mafiosa, i cui boss furono ritenuti i mandanti, ma non sappiamo chi sono i killer. La causale del delitto è "strettamente legata alla situazione politica" di quel momento, la stessa per la strage del 2 agosto.

Un filo nero lega questi due fatti. "La partita storica è tuttora aperta e la recente riapertura delle indagini lo dimostra": la Corte fa riferimento alla nuova inchiesta riservata della procura di Palermo. Nuovi elementi sono stati acquisiti, collaboratori di giustizia interrogati e vecchi reperti inviati ai laboratori della scientifica. Per i giudici c'è una connessione tra Fioravanti e i poteri occulti, la massoneria e Gelli.