La Geo Barents, il desiderio del piccolo migrante: "Ditemi che mangerò pizza tutti i giorni"
Il sorriso del piccolo migrante che sbarca dalla Geo Barents è contagioso: "Mangerò pizza? Ditemi che potrò mangiare pizza tutti i giorni adesso".
La nave di Medici senza frontiere è approdata a Brindisi con 339 migranti. Persone provenienti da Siria, Pakistan, Bangladesh, Egitto, Somalia e Sri Lanka (24 i minori non accompagnati) sono stati soccorsi due giorni fa da un grande peschereccio che ne trasportava 440 (cento migranti sono già arrivati in Sicilia dopo un trasbordo davanti alle coste catanesi ordinato dal Viminale). Uno sbarco, quello di questa mattina a Brindisi, che potrebbe riservare qualche sorpresa visto che il soccorso della nave umanitaria, uno dei più difficili (è durato ben 11 ore con un mare con onde alte fino a quattro metri), si è svolto in modo anomalo, in zona Sar maltese ma senza il coordinamento né delle autorità de La Valletta né di quelle di Roma a …
Il sorriso del piccolo migrante che sbarca dalla Geo Barents è contagioso: "Mangerò pizza? Ditemi che potrò mangiare pizza tutti i giorni adesso".
La nave di Medici senza frontiere è approdata a Brindisi con 339 migranti. Persone provenienti da Siria, Pakistan, Bangladesh, Egitto, Somalia e Sri Lanka (24 i minori non accompagnati) sono stati soccorsi due giorni fa da un grande peschereccio che ne trasportava 440 (cento migranti sono già arrivati in Sicilia dopo un trasbordo davanti alle coste catanesi ordinato dal Viminale). Uno sbarco, quello di questa mattina a Brindisi, che potrebbe riservare qualche sorpresa visto che il soccorso della nave umanitaria, uno dei più difficili (è durato ben 11 ore con un mare con onde alte fino a quattro metri), si è svolto in modo anomalo, in zona Sar maltese ma senza il coordinamento né delle autorità de La Valletta né di quelle di Roma a cui pure, come fa sempre, Medici senza frontiere ha sempre comunicato in tempo reale ogni movimento.
In teoria, il soccorso avvenuto senza un formale coordinamento potrebbe prefigurare per la nave la violazione delle norme previste dal decreto Piantedosi e, dunque, un'eventuale sanzione, che sarebbe la seconda dopo quella già comminata a marzo quando alla Geo Barents è stata contestata la mancata comunicazione dei dati della scatola nera della nave. Nel caso di una seconda sanzione, la nave potrebbe essere fermata per 60 giorni.
Un soccorso durato 11 ore
Ma ricapitoliamo come sono andate le cose: il soccorso è avvenuto martedì in zona Sar maltese dove, su un peschereccio di trenta metri partito quattro giorni prima dalla Cirenaica, da 36 ore chiedevano aiuto 440 migranti che, in più occasioni, erano riusciti a mettersi in contatto con il centralino Alarm phone. Per tutta la giornata di lunedi all'Sos non ha risposto nessuno: il centro di coordinamento di Roma rimbalzava le chiamate su La Valletta e Malta, come sempre fa, si rifiutava di mandare mezzi in soccorso del barcone. La Geo Barents era a circa dieci ore di navigazione ma ha comunque raccolto la chiamata di Alarm phone e si è diretta verso le coordinate segnalate.
I pescherecci a fare da schermo alle onde
Nel frattempo, visto l'aggravarsi del meteo, le autorità di Malta hanno assunto il coordinamento del soccorso limitandosi però a chiedere a due mercantili che incrociavano in zona di ombreggiare il peschereccio riparandolo dalle onde alte. Impossibile, per i due mercantili, prendere a bordo i migranti sia perché non attrezzati sia perché le condizioni del mare non consentivano l'avvicinamento.
Malta si tira indietro
Avvistato il peschereccio alle 4 del mattino di martedì, anche la Geo Barents è stata impossibilitata a mettere in mare i gommoni fino al primo pomeriggio quando le onde si sono abbassate. Consegnati i salvagente ai 440 migranti sul peschereccio che ondeggiava paurosamente, ci sono volute undici ore per portarli tutti in salvo. Operazioni, però, non coordinate da nessuno visto che le autorità maltesi si sono rifiutate di farlo - evidentemente per evitare di dovere assegnare un porto a un numero così elevato di migranti. L'intenzione delle autorità maltesi era quella di monitorare il barcone in attesa che riuscisse a proseguire verso nord ed entrare in zona Sar italiana dove sarebbe stato soccorso dalle nostre motovedette. Ma la Geo barents è arrivata prima.
Il Viminale assegna il porto
A quel punto, chiesto il porto a tutte le autorità è stato il Viminale ad assegnare lo sbarco di Brindisi dopo una sosta in mare aperto davanti alle coste catanesi per trasbordare su una motovedetta un centinaio di migranti. L'arrivo in Puglia questa mattina. Poi sarà la Guardia costiera a valutare la condotta della nave umanitaria. Senza la quale i migranti (già senza acqua né cibo da due giorni e senza salvagente) sarebbero rimasti in una situazione di rischio ancora per molte ore visto che nessun mezzo di soccorso militare nè italiano nè maltese aveva ritenuto di rispondere all'Sos di Alarm phone.