Runner ucciso in Trentino, l'autopsia: aggredito dall'orso quand'era vivo. La Provincia: "Va subito abbattuto e il numero degli esemplari dimezzato"
dal nostro inviato Giampaolo Visetti , dal nostro inviato Giampaolo VisettiTRENTO - C'è la conferma ufficiale dell'autopsia. Ad aggredire e uccidere Andrea Papi, il runner di 26 anni trovato morto nei boschi del monte Peller, sopra l'abitato di Caldes, è stato un orso. L'agguato è avvenuto mentre il giovane era vivo, tanto che è fuggito e ha poi tentato di difendersi con un bastone. Estratto il Dna dell'orso per procedere all'individuazione. La Procura di Trento, che ha aperto un fascicolo modello 45, senza notizia di reato si è affidata a un collegio di tre periti con a capo l’anatomopatologo Mattia Barbareschi. Gli esperti - oltre al dottore, uno specialista in Dna e un veterinario - hanno quindi certificato che è stato un orso a uccidere il giovane. Nell'arco di un paio di giorni dovrebbero arrivare anche i risultati genetici sui campioni organici raccolti sul posto così da poter identificare l'esemplare, catturarlo e, come ventilato, arrivare all'abbattimento.
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TRENTO - C'è la conferma ufficiale dell'autopsia. Ad aggredire e uccidere Andrea Papi, il runner di 26 anni trovato morto nei boschi del monte Peller, sopra l'abitato di Caldes, è stato un orso. L'agguato è avvenuto mentre il giovane era vivo, tanto che è fuggito e ha poi tentato di difendersi con un bastone. Estratto il Dna dell'orso per procedere all'individuazione. La Procura di Trento, che ha aperto un fascicolo modello 45, senza notizia di reato si è affidata a un collegio di tre periti con a capo l’anatomopatologo Mattia Barbareschi. Gli esperti - oltre al dottore, uno specialista in Dna e un veterinario - hanno quindi certificato che è stato un orso a uccidere il giovane. Nell'arco di un paio di giorni dovrebbero arrivare anche i risultati genetici sui campioni organici raccolti sul posto così da poter identificare l'esemplare, catturarlo e, come ventilato, arrivare all'abbattimento.
La Provincia: "Abbatterlo subito"
"La Giunta provinciale di Trento, venuta a conoscenza dell'esito delle operazioni peritali sul corpo di Andrea Papi, ha comunicato al Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica di un provvedimento contingibile e urgente per la rimozione di un orso pericoloso per incolumità e sicurezza pubblica". Lo ha reso noto, in conferenza stampa, il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, a mar<gine della riunione tenutasi al Palazzo del Governo di Trento. "Il dispositivo - ha aggiunto Fugatti - prevede che il Corpo forestale dia seguito all'ordinanza, proseguendo il monitoraggio dell'area e procedendo nel più breve tempo possibile all'identificazione genetica dell'esemplare responsabile dell'aggressione e di procedere nell'abbattimento. Eventuali esemplari catturati nelle operazioni potranno essere custoditi in cattività in attesa della conferma genetica".
Fugatti ha inoltre annunciato che in Trentino la presenza degli orsi verrà sensibilmente ridotta: "Il numero degli esemplari dovrà essere dimezzato e portato a circa 50 plantigradi come previsto dal progetto originale del 1996.
Di corsa verso casa
Intanto si va chiarendo la dinamica dell’incontro che è risultato fatale per l’atleta di Calves che, diplomato a Ferrara in scienze motorie, per lavoro consegnava negli alberghi la carne di una macelleria di Croviara. Scendendo di corsa dalla malga Grum (1.525 metri) sul monte Peller verso casa dove l’attendevano per cena la fidanzata, Alessia Gregori, e la madre, Franca Gherardini, Andrea Papi si è trovato davanti, svoltata una curva cieca, l’orso che poi l’ha ucciso. Il giovane e l’animale si sono spaventati. Ed è iniziata la lotta che è risultata fatale per il runner.
Il terrore e la fuga: pantaloncini e maglietta strappati dagli artigli
I medici hanno riscontrato ferite su un braccio, una profonda al ventre ma letale è stata quella che l'animale ha provocato sul collo del runner. Il 26enne - i cui pantaloncini e maglietta sono stati ritrovati lontani dal corpo, segno che la fiera lo ha artigliato e inseguito lungo il declivio - ha cercato di difendersi impugnando un grosso bastone, trovato poi nel bosco dalle forze dell'ordine. Ma questa scelta è stata fatale per lui. Gli esperti consigliano infatti di non reagire davanti a un orso nel caso di un incontro nel bosco, ossia di rimanere immobili e di cercare di rendere il meno visibile possibile la propria figura per non spaventare ancora di più il plantigrado. Ma il terrore deve aver offuscato la mente della vittima che ha cercato di scappare e di lottare.
Caccia a uno dei venti orsi che vivono nella zona
L’animale, dopo aver ferito a morte il runner, si è allontanato dalla radura, senza infierire ulteriormente sul corpo (gli zoologi sottolineano che gli orsi non mangiano gli uomini). Dovrebbe essere uno dei venti esemplari che vivono in Val di Sole ma non è escluso che possa essere uno dei 120 complessivi che si contano oggi in Trentino dopo che una ventina di anni fa è iniziato il ripopolamento con due capi catturati in Slovenia.
La rabbia della mamma del ragazzo
Molti valligiani ormai vivono come un incubo la presenza degli orsi. Il 75% della popolazione trentina nel 2022 si è dichiarata contraria a questi animali nella regione (ha rivelato lo zoologo Andrea Mustoni che li reintrodusse grazie al progetto “Life Ursus”). Tra i contrari anche la madre di Andrea Papi. Franca Ghirardini ieri, appresa la notizia della morte del figlio, si è sfogata con i giornali locali: “Hanno voluto il morto, ora ce l’hanno” ha detto prima di chiudersi nel dolore.