Lo zoologo: “Importammo questi orsi in Trentino 24 anni fa. Se pericolosi però vanno eliminati”
dal nostro inviato Giampaolo Visetti , dal nostro inviato Giampaolo VisettiAndrea Mustoni, zoologo, lei è il padre del progetto Life Ursus che 24 anni fa ha reintrodotto l’orso sulle Alpi e in Trentino: perché la convivenza con l’uomo si rivela tanto difficile?
“L’habitat biologico, nel Parco Adamello Brenta, si è confermato buono. Quello politico e gestionale, in Trentino, no”.
Cosa intende dire?
“La politica ha usato e sfrutta l’orso in modo ideologico, a fini di propaganda. Nel 1999 il 75% dei trentini era pro-orso. Lo scorso anno il 75% si è dichiarato contro”.
Perché?
“Non è stata mai fatta una comunicazione seria, a scienza e cultura si è anteposta la strategia politica della paura. Il primo piano comunicazione è del 2002, l’ultimo del 2016: mai attuati”.
La comunicazione avrebbe scongiurato gli attacchi contro le persone?
“Nel resto del mondo, dove si fa, incontri e attacchi vengono gestiti. L’orso è un an…
Andrea Mustoni, zoologo, lei è il padre del progetto Life Ursus che 24 anni fa ha reintrodotto l’orso sulle Alpi e in Trentino: perché la convivenza con l’uomo si rivela tanto difficile?
“L’habitat biologico, nel Parco Adamello Brenta, si è confermato buono. Quello politico e gestionale, in Trentino, no”.
Cosa intende dire?
“La politica ha usato e sfrutta l’orso in modo ideologico, a fini di propaganda. Nel 1999 il 75% dei trentini era pro-orso. Lo scorso anno il 75% si è dichiarato contro”.
Perché?
“Non è stata mai fatta una comunicazione seria, a scienza e cultura si è anteposta la strategia politica della paura. Il primo piano comunicazione è del 2002, l’ultimo del 2016: mai attuati”.
La comunicazione avrebbe scongiurato gli attacchi contro le persone?
“Nel resto del mondo, dove si fa, incontri e attacchi vengono gestiti. L’orso è un animale pericoloso, ma non è un carnivoro: attacca l’uomo solo se spaventato e privo di vie di fuga”.
Gli animalisti sono contro gli abbattimenti: condivide?”
“No. Gli esemplari problematici, troppo confidenti, esistono. Si sarebbe dovuto abbatterli fin dall’inizio, spiegando perché, sostituendoli con altri prelevati in Slovenia. In Trentino gli orsi sono oltre 120, ma discendono da due soli maschi, Joze e Gasper. L’impoverimento genetico minaccia l’intera popolazione”.
L’orso appartiene a una specie protetta: non basta catturare gli esemplari problematici?
“Condannarli a morte in un recinto, imbottiti di farmaci, è una crudeltà inutile. Solo eliminando gli esemplari che si avvicinano cronicamente all’uomo, per nostra colpa e ignoranza, si può salvare la loro presenza sulle Alpi”.
Perché?
“La gente oggi ha paura, teme per sé e per le proprie attività, va rispettata. Bisogna educare, spiegare come comportarsi nelle aree popolate dagli orsi, impedire loro l’accesso a cibo e rifiuti umani, usare di più i collari segnaletici, risarcire i danni. Gli abbattimenti, in casi estremi, non devono essere un tabù”.
Ma l’orso è davvero importante per l’ambiente?
“Più la biodiversità è completa e più un ecosistema è stabile. L’orso poi ha un cruciale valore antropologico”.
In Val di Sole, dopo l’attacco di un mese fa a Rabbi, ora si parla di tragedia annunciata: condivide?
“L’uomo c’è, gli orsi vanno gestiti e la politica deve comunicare la realtà senza opportunismi. Caos, attacchi e polemiche sono figli della mancanza di una cultura della presenza dell’orso. A non volerla è una politica ignorante e populista”.