Runner ucciso dall’orso, il Trentino si ribella: “Ora vanno cacciati”
dal nostro inviato Giampaolo Visetti , dal nostro inviato Giampaolo VisettiCALDES (TRENTO) - Una lotta disperata nel vano tentativo di sfuggire all'attacco di un orso. Andrea Papi, runner trentino di 26 anni trovato morto all'alba dei giovedì sul monte Peller in Val di Sole, ha combattuto per infiniti minuti prima di soccombere a un'aggressione che non ha precedenti in Italia.
L'autopsia
E' questo l'esito dell'autopsia effettuata a Trento alla presenza dei tre periti nominati dal procuratore Sandro Ramondi, che ha chiuso il modello 45 per "atti non costituenti reato" e ha già dato il nulla osta per la sepoltura. L'esame medico-legale non si è limitato a confermare che la vittima è stata attaccata da un orso mentre correva lungo una strada forestale sotto malga Grum, diretto verso casa a Caldes. Ha certificato "numerose ferite da colpi di artigli e morsi su tutto il corpo", in particolare su mani e braccia: prova della strenua lotta del giovane. Fatale un morso al collo, causa d…
CALDES (TRENTO) - Una lotta disperata nel vano tentativo di sfuggire all'attacco di un orso. Andrea Papi, runner trentino di 26 anni trovato morto all'alba dei giovedì sul monte Peller in Val di Sole, ha combattuto per infiniti minuti prima di soccombere a un'aggressione che non ha precedenti in Italia.
L'autopsia
E' questo l'esito dell'autopsia effettuata a Trento alla presenza dei tre periti nominati dal procuratore Sandro Ramondi, che ha chiuso il modello 45 per "atti non costituenti reato" e ha già dato il nulla osta per la sepoltura. L'esame medico-legale non si è limitato a confermare che la vittima è stata attaccata da un orso mentre correva lungo una strada forestale sotto malga Grum, diretto verso casa a Caldes. Ha certificato "numerose ferite da colpi di artigli e morsi su tutto il corpo", in particolare su mani e braccia: prova della strenua lotta del giovane. Fatale un morso al collo, causa di un rapido dissanguamento. Smentito, come noto alla scienza, ogni tentativo da parte del plantigrado di cibarsi della vittima. Altri rilievi hanno anche ricostruito il tentativo di Papi di sottrarsi all'attacco fuggendo per almeno un centinaio di metri, buttandosi a capofitto nel ripido pendio boscoso sottostante la strada.
La dinamica
Per gli inquirenti proprio il fatto che il runner scendesse rapidamente, solo e senza fare rumore, ha favorito il contatto e l'attacco dell'animale, sorpreso dietro una curva cieca. Ricostruita dalle forze dell'ordine la dinamica della tragedia: durante lotta e fuga, la furia dell'orso ha strappato t-shirt, giacca a vento e pantaloncini del giovane, la borraccia, lo zainetto e un ramo raccolto per difendersi, trovati insanguinati a decine di metri dal luogo in cui Papi è stato individuato dopo sei ore di ricerche. Decisivo per il recupero della salma, oltre al fiuto di uno dei due cani molecolari, l'agganciamento della cella del telefonino, rimasto acceso.
Il test del dna
Già oggi, massimo martedì, è quindi atteso dalla Fondazione Mach l'esito del test del dna, prelevato nel corso dell'autopsia: darà un'identità certa all'orso che ha sferrato l'attacco e potranno partire caccia, cattura e abbattimento, già disposto con un'ordinanza da Maurizio Fugatti. Il presidente trentino ha riunito presso il Commissariato del governo il comitato per la sicurezza e l'ordine pubblica, comunicando a Roma le sue decisioni: abbattere subito tutti e tre gli orsi problematici e "ridurre massimo a 50 il numero di esemplari in Trentino". Sul Peller, ora presidiato delle guardie forestali, sono segnalati tra dieci e venti esemplari usciti dal letargo: oltre 120 quelli censiti in Trentino: eseguire condanna o trasferimento di oltre 70 animali, tantomeno in tempi rapidi, non sarà facile e Fugatti non ha spiegato come sarà possibile. "Non è affare mio stabilire le modalità di cattura - ha detto - e tantomeno mi occupo del benessere degli animali. Da ora in poi mi occupo solo di quello della popolazione".
Lo scontro
Fissato per la prossima settimana l'incontro con Ispra e ministro dell'Ambiente, Pichetto Fratin. La tragedia di Andrea Papi radicalizza lo scontro. Gli animalisti chiedono moderazione e basi scientifiche prima di ogni azione contro una specie protetta in Europa: "Provata l'aggressione - la posizione del Wwf - la rimozione come ultima soluzione è accettabile: ma con misure proporzionate e motivate, per migliorare l'accettazione sociale della specie". Specie sui social l'opposizione "pro-orso" monta: tra minacce di boicottaggio turistico e di manifestazioni diffuse in tutta Italia. Sull'altro fronte partiti di destra, agricoltori, allevatori e popolazione locale, che invocano "misure drastiche e definitive". "Gli orsi che attaccano - dice Lorenzo Ciccolini, fratello dell'uomo aggredito un mese fa a Rabbi e portavoce di tutti i sindaci solandri - vanno abbattuti subito. Dopo sette feriti e un morto non possiamo più concedere ai predatori una seconda possibilità. E pretendiamo il taglio sostanziale al numero degli esemplari. Il progetto Life Ursus nel 1998 parlava al massimo di qualche decina di animali: siamo quasi al triplo, i tecnici dicano quanti il Trentino può sopportarne".
La paura
Dietro la richiesta, destinata a dividere Trento, Roma e Bruxelles (che tutela rigidamente gli orsi in Europa), la rabbia e la paura delle gente. Nelle valli ai piedi delle Dolomiti di Brenta la morte di Papi sta scatenando una vera e propria rivolta. "Il rischio dell'inazione - dice Antonio Maini, sindaco di Caldes - è che la gente decida di farsi giustizia da sé, cedendo al bracconaggio". A scuotere la popolazione, che ora teme di frequentare i boschi "anche solo per camminare, fare legna, pascolare gli animali e raccogliere funghi", l'atto di accusa di Franca Ghirardini, mamma della vittima. Mercoledì sera ha aspettato inviano il ritorno del figlio assieme alla fidanzata Alessia Gregori. "Per muoversi volevano il morto - il suo grido contro i politici affidato ad amici di famiglia - e l'hanno avuto. Per me sarebbe una vergogna ancora più inaccettabile vedere presto un'altra madre costretta a sopportare il dolore che ora uccide anche me".