Cronaca

"C'è puzza di gas", la campagna di Legambiente svela 150 punti di dispersione nei gasdotti: "Uno spreco e un grave impatto sul clima"

Il gasdotto GreenStream
Il gasdotto GreenStream 
Il rilevamento affidato a una termocamera a infrarossi. Le falle su 16 impianti monitorati tra Sicilia, Campania e Basilicata. Solo in 26 casi si tratta di rilascio volontario di metano nell'aria. La maggior parte per guasti a bulloni, giunture, manometri, valvole, tubature
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In Italia 150 punti di dispersioni diretti su 16 impianti monitorati nel 2022 e nel 2023. È quanto emerge dalla campagna "C'è puzza di gas, per il futuro del Pianeta non tapparti il naso", realizzata da Legambiente e che, grazie al supporto di Clean Air Task Force, ha monitorato e documentato le dispersioni di metano di alcuni impianti energetici della Penisola. Tra Sicilia, Campania e Basilicata, legati prevalentemente al trasporto di gas come gasdotti, centrali di compressione, impianti di regolazione e misura di gas, pozzi e centrali di trattamento e raccolta di idrocarburi, le falle sono state rilevate grazie all'utilizzo di una termocamera a infrarossi "Flir GF320".

Nella lotta alla crisi climatica, l'Italia deve fare i conti anche con il problema delle dispersioni di metano in atmosfera da impianti che trattano fonti fossili. Una questione su cui il Paese deve intervenire al più presto, a partire dal settore energetico, dotandosi anche di una normativa stringente per rendere monitoraggi e controlli obbligatori negli impianti.

Su 150 punti di disperzione, la maggior parte hanno a che fare con perdite, ovvero emissioni di gas fossile da bulloni, giunture, manometri, valvole, tubature e altre componenti, a testimonianza della necessità di aumentare i monitoraggi, le verifiche e gli interventi. Sono 26, in totale, invece i casi di venting (ossia di rilascio volontario di metano direttamente in atmosfera).

In questo viaggio lungo la Penisola, tra gli "osservati speciali" monitorati da Legambiente il gasdotto Greenstream, in Sicilia, che collega la Libia all'Italia e la centrale di compressione di Melizzano, in Campania in provincia di Benevento, che rappresenta un'infrastruttura strategica per il Paese visto che attraverso di essa passa buona parte del gas importato dal sud Italia e spinto verso nord. In entrambi gli impianti sono state registrate perdite di metano.

Un quadro preoccupante quello tracciato dalla campagna di Legambiente  e che ha portato alla luce numerose criticità, a partire da uno stato generale delle infrastrutture caratterizzate da scarsa manutenzione, da un massiccio utilizzo di pratiche di venting e la mancanza di dati pubblici. Senza contare che il metano ha impatti sull'ambiente e sul clima. Se immesso direttamente in atmosfera può avere infatti un effetto fino a 86 volte più climalterante dell'anidride carbonica per i primi 20 anni. Si stima che a livello globale nel 2021 siano stati emessi in atmosfera ben 126 miliardi di metri cubi di gas solamente dal settore oil and gas, un enorme spreco di risorse oltre ad una minaccia per il clima.