Madonna di Trevignano, la veggente sparisce con la sua statuetta. E le accuse dei pentiti scuotono il paese
dalla nostra inviata Maria Novella De Luca e di Marco Carta , dalla nostra inviata Maria Novella De Luca e di Marco CartaL'ultima apparizione di Gisella (non della Madonna) risale a giovedì scorso, 6aprile, vigilia del venerdì santo. Nottetempo Maria Giuseppe Scarpulla, in arte Gisella Cardia, presunta veggente condannata per bancarotta fraudolenta, ha caricato insieme al marito Gianni valigie e borsoni sulla sua auto ed è scomparsa. Portandosi dietro una scia di veleni, sospetti, pettegolezzi, statuette piangenti, lacrime di sangue, ex adepti che l'accusano di truffa, abusi edilizi, processi e messaggi apocalittici.
La moltiplicazione di pizze e gnocchi
Il citofono della casa di Trevignano Romano, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, una strada appartata con vista lago di Bracciano, suona a vuoto. "Se n'è andata e finalmente qui è tornata la tranquillità, non si trovava più un posto per parcheggiare", conferma gentilmente …
L'ultima apparizione di Gisella (non della Madonna) risale a giovedì scorso, 6aprile, vigilia del venerdì santo. Nottetempo Maria Giuseppe Scarpulla, in arte Gisella Cardia, presunta veggente condannata per bancarotta fraudolenta, ha caricato insieme al marito Gianni valigie e borsoni sulla sua auto ed è scomparsa. Portandosi dietro una scia di veleni, sospetti, pettegolezzi, statuette piangenti, lacrime di sangue, ex adepti che l'accusano di truffa, abusi edilizi, processi e messaggi apocalittici.
La moltiplicazione di pizze e gnocchi
Il citofono della casa di Trevignano Romano, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, una strada appartata con vista lago di Bracciano, suona a vuoto. "Se n'è andata e finalmente qui è tornata la tranquillità, non si trovava più un posto per parcheggiare", conferma gentilmente il vicino. Dov'è finita Gisella? E perché è fuggita da Trevignano questa ex imprenditrice che afferma di ricevere ogni tre del mese un messaggio da Maria Vergine, sostiene di avere una o più statuette portate da Medjugorie che piangono alternativamente lacrime di sangue o di olio santo, nonché di possedere le stimmate e di poter moltiplicare, come Gesù, i pani e i pesci? Nel suo caso però la moltiplicazione del cibo sarebbe avvenuta, così ha detto lei stessa, "con teglie di pizza e piatti di gnocchi". A dire il vero, però, così sussurrano le malelingue, nonostante tali fenomeni soprannaturali legati al cibo, durante l'utimo raduno il 3 aprile scorso, da una pasticceria invasa di fedeli sarebbero scomparse (rubate) ben tre colombe pasquali.
"Si è rifugiata in un convento a pregare perché vittima di una campagna di odio" dicono i suoi adepti che riempiono i social di testimonianze di miracoli e guarigioni. "Se n'è scappata perché inseguita dalla giustizia" dichiarano assai più concretamente i molti che alla "Medjugorie di Trevignano" non credono affatto. "È andata semplicemente in vacanza", rilancia la sua avvocata Alessandra Orlando provando a smentire l'ipotesi della fuga.
La fuga nella notte
Di certo c'è comunque che sacro e profano si mescolano sempre di più dietro questa storia (o forse storiaccia) cresciuta negli interstizi del fanatismo religioso, nutrita del silenzio anzi di una sorta di complicità da parte dell'ex vescovo di Civita Castellana Romano Rossi e della disperazione di chi si è affidato alla santona in momenti di debolezza e malattia. Di certo, ancora, c'è che Gisella Cardia è scomparsa dopo che alla sua porta hanno (finalmente) bussato i carabinieri, a seguito di un esposto per truffa presentato da un investigatore privato, Andrea Cacciotti, sul quale la procura di Civitavecchia sta per aprire un'inchiesta.
E di sicuro ci sono i tre procedimenti giudiziari in cui la signora Maria Giuseppa Scarpulla, siciliana di Caltanissetta, auto-ribattezzatasi Gisella Cardia, anni 53, è coinvolta. Il primo per bancarotta fraudolenta per la ditta di ceramiche di cui era rappresentante. Il secondo, davanti alla procura di Civitavecchia, per una controversia societaria. E il terzo per gli abusi edilizi commessi nel terreno sull'altipiano di via Campo delle Rose, comprato per sessantamila euro con i soldi donati dai fedeli, diventato una speciale di santuario dove ogni tre del mese la veggente afferma di parlare con la Madonna.
Il comitato anti- santuario: "Impediremo nuovi abusi edilizi"
Anzi, a quanto sembra, e così come denuncia il neonato comitato anti-santuario, la veggente-imprenditrice e il marito Gianni attraverso società prestanome avrebbero comprato altri nove ettari di parco vincolato per altri novantamila euro. A quale fine? Con quali interessi? La società che li avrebbe acquistati, si chiama - forse non è un caso - "Terra di Maria". "A noi del fatto religioso non importa nulla, ma Scarpulla sta facendo cose intollerabili in un parco vincolato. Addirittura vuole scavare un pozzo, lo impediremo" avverte Giorgio De Rossi del comitato anti-santuario.
Parlano i nuovi pentiti
In questa Pasquetta da tutto esaurito e l'aria frizzante sulle sponde del lago la vera notizia, però, sono le prime crepe nel muro del silenzio. Parlano gli ex. Quelli che a Gisella, alle sue capacità profetiche e di guarigione avevano creduto. Tanto da arrivare a donarle, come Luigi Avella, ben 123mila euro per la sua fondazione. Tanto da seguirla notte e giorno come Roberto Rossiello e sua moglie Martina, giovane coppia di educatori, tra i primi ad assistere alla "lacrimazione" della statuetta portata da Medjugorie che Gisella teneva, allora, era il 2016, nella sua camera da letto. "C'erano soldi, tanti soldi, che giravano in quelle stanze", ricordano, stanze dove Gisella prometteva guarigioni e miracoli a chi aveva la ventura di crederle.
"Ero in un momento di enorme difficoltà, mia moglie ed io eravamo malati, ci siamo affidati, è stato un errore clamoroso, Gisella e Gianni erano diventati i nostri migliori amici, ho visto cose pazzesche in quella casa, lentamente mi sono fatto coinvolgere un tutte le attività della fondazione" racconta Avella, funzionario del ministero di Grazia e Giustizia in pensione, esperto di "mariologia", ossia lo studio delle apparizioni della Madonna.
Avella, oggi tra i principali accusatori di Gisella, ha donato ben 123mila alla onlus della santona, soldi con cui coniugi Cardia avrebbero comprato il primo terreno. Avella sostiene poi, ma questo fa parte del "filone mistico" che nei messaggi della Madonna, ci sarebbero non "parole di santità" bensì criptiche "profezie demoniache". "Ho cominciato ad avere dei sospetti quando a fronte di donazioni per 120mila euro, ho visto che erano stati spesi soltanto 400 euro destinati alle mense dei poveri".
Il testimone: "Sono fuggito da Gisella e lei mi ha minacciato".
Alla testimonianza di Avella si aggiunge, adesso, quella di Roberto Rossiello. Nel silenzio di molti altri che ancora non trovano il coraggio di parlare. "Mia moglie Martina ed io siamo stati tra i primi ad essere invitati a casa sua. La statuetta che piangeva l'abbiamo vista, ma non erano lacrime piuttosto un olio le cui goccioline erano anche sul manto, sul vestito. Certo prima di farci entrare nella sua camera da letto ci ha fatto aspettare almeno venti minuti. Perché? A cosa servivano quei minuti? Ed era così con tutti. Sapete quante statuette che piangono ci sono in giro a Trevignano adesso? Almeno sei. E di certo, ne ho le prove, quelle con le lacrime di sangue sono almeno due. A volte Gisella ne tira fuori una a volte un'altra. È tutta una follia. Con la connivenza del precedente vescovo. Sapete che chiedeva i soldi per l'affitto di casa, dicendo che la sua era la casa della Madonna? E minacciò la mamma di un bimbo malato di tumore che si era allotanata da lei. Così come ha fatto con me. Però da questa esperienza Martina ed io siamo usciti rafforzati, abbiano imparato a diffidare dei falsi profeti".
Sangue umano o sangue di maiale?
Il sangue. È il versante giallo di questa "Medjugorje di Trevignano". Di che materia è il plasma trovato sulle guance della statuetta? Sangue di maiale come afferma Andrea Cacciotti, pittoresco investigatore privato, detto "il comandante"? O sangue umano, come affermano Gisella e il marito, citando una vera o presunta indagine della curia?
Il cancello del pratone dei miracoli è sbarrato. Auto di fedeli salgono al santuario, arrivano da Grosseto, da Formia, delusi dal vuoto, dal cartello che sbarra l'accesso. "Curiosità", dicono. Ma promettono di tornare. Il In attesa del rientro (forse) di Gisella e del tre maggio prossimo. Mese per tradizione dedicato alla Madonna.