Migranti, il governo dichiara lo stato d’emergenza e riduce la protezione speciale. Cosa cambia adesso.
di Fabio Tonacci , di Fabio TonacciROMA - I migranti come fossero un terremoto. Con una delibera del Consiglio dei ministri, l'Italia dichiara lo stato di emergenza nazionale per l'accoglienza dei rifugiati. Durerà almeno sei mesi e un'ordinanza del capo della Protezione civile nominerà un commissario delegato, esattamente come accade dopo un sisma grave. Ma non è l'unica novità. Con un pacchetto di emendamenti al decreto Cutro, su cui Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno trovato l'accordo politico e che sarà depositato in Parlamento quasi sicuramente oggi, il governo Meloni ha intenzione di stringere ulteriormente le maglie della protezione speciale, rendere più rigide le regole di chi ne ha diritto, introdurre misure per rimandare a casa più velocemente chi arriva sui barconi o lungo le rotte di terra. Se non è un ritorno ai decreti sicurezza di Salvini, ci manca davvero poco.
Lo stato di emergenza nazionale, dunque. &Egrav…
ROMA - I migranti come fossero un terremoto. Con una delibera del Consiglio dei ministri, l'Italia dichiara lo stato di emergenza nazionale per l'accoglienza dei rifugiati. Durerà almeno sei mesi e un'ordinanza del capo della Protezione civile nominerà un commissario delegato, esattamente come accade dopo un sisma grave. Ma non è l'unica novità. Con un pacchetto di emendamenti al decreto Cutro, su cui Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno trovato l'accordo politico e che sarà depositato in Parlamento quasi sicuramente oggi, il governo Meloni ha intenzione di stringere ulteriormente le maglie della protezione speciale, rendere più rigide le regole di chi ne ha diritto, introdurre misure per rimandare a casa più velocemente chi arriva sui barconi o lungo le rotte di terra. Se non è un ritorno ai decreti sicurezza di Salvini, ci manca davvero poco.
Lo stato di emergenza nazionale, dunque. È stato proposto dal ministro Nello Musumeci (Protezione civile e politiche del mare) su richiesta di Matteo Piantedosi (Interno) e a sostegno è stato stanziato un fondo extra di 5 milioni di euro, che nelle intenzioni può raggiungere i 300 milioni. La scelta del governo è basata sostanzialmente su due numeri: 31.292 e 115.000. Il primo rappresenta gli sbarchi fino ad oggi, il trecento per cento di più rispetto allo stesso periodo del 2022. Il secondo sono i migranti presenti in questo momento in Italia (i profughi ucraini non sono conteggiati) e che, stando alle tabelle del Viminale, hanno saturato il sistema dell'accoglienza nazionale.
E viene da chiedersi perché, visto che nel 2016, l'anno record per gli sbarchi (181 mila) l'Italia ospitò 176 mila persone senza per questo dichiarare lo stato di emergenza nazionale. Il precedente risale al 2011, allora il premier era Silvio Berlusconi e l'emergenza venne affidata al prefetto Franco Gabrielli.
Ora il commissario delegato, che salvo sorprese sarà il prefetto Valerio Valenti (l'ufficialità nelle prossime ore), già capo del dipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno, ha il compito di reperire posti letto aggiuntivi con procedure rapide e semplificate perché potrà derogare alle norme degli appalti delle prefetture.
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È una nuova cornice giuridica dove si vedranno gli effetti restrittivi del pacchetto di emendamenti della maggioranza, presentato nella Commissione affari costituzionali del Senato che sta discutendo il decreto Cutro, quello emesso dal governo dopo la strage di naufraghi davanti alle coste calabresi. La protezione speciale, la terza forma di tutela per i profughi dopo l'asilo e la protezione sussidiaria per chi fugge dalle guerre, verrà compressa per diminuire il numero delle persone che ne hanno diritto. Non solo. Decadrà per chi rientra anche solo temporaneamente in patria, e la verifica per il rinnovo passa dagli attuali 4 a 2 anni.