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"Noi, scampati per miracolo dall'attacco dell'orsa JJ4. Il nostro amico Andrea, una vittima annunciata"

Fabio e Christian Misseroni 
La rabbia di Fabio e Christian Misseroni, padre e figlio che nel 2020 furono aggrediti e feriti dallo stesso plantigrado che ha ucciso il runner: "Tutti in paese avevano presagito questa morte. Per la popolazione è un pericolo evidente"
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CLES – Fabio a Christian Misseroni, padre e figlio, voi siete stati aggrediti da JJ4 il 22 giugno 2020, sempre sul monte Peller: con quale stato d’animo avete saputo che si tratta dello stesso orso che una settimana fa ha ucciso Andrea Papi?

“Emozione e rabbia, siamo scoppiati a piangere. Fisicamente le nostre ferite sono guarite: le conseguenze emotive e psicologiche ci accompagneranno per sempre”.

Ve lo aspettavate?

“Abbiamo pensato a JJ4 dal primo istante. Le guardie forestali confermano però che sul Peller vive l’esemplare di orso più grosso del Trentino: considerato l’attacco devastante contro Andrea, caro amico, ci era rimasto un dubbio. La firma dell’attacco era però quella dell’orsa che ha ferito noi”.

Perché?

“E’ stata un’aggressione imprevedibile, fulminea, silenziosa e terribile come la nostra. Tre anni fa noi stavamo risalendo un dosso e procedevamo chiacchierando…

CLES – Fabio a Christian Misseroni, padre e figlio, voi siete stati aggrediti da JJ4 il 22 giugno 2020, sempre sul monte Peller: con quale stato d’animo avete saputo che si tratta dello stesso orso che una settimana fa ha ucciso Andrea Papi?

“Emozione e rabbia, siamo scoppiati a piangere. Fisicamente le nostre ferite sono guarite: le conseguenze emotive e psicologiche ci accompagneranno per sempre”.

Ve lo aspettavate?

“Abbiamo pensato a JJ4 dal primo istante. Le guardie forestali confermano però che sul Peller vive l’esemplare di orso più grosso del Trentino: considerato l’attacco devastante contro Andrea, caro amico, ci era rimasto un dubbio. La firma dell’attacco era però quella dell’orsa che ha ferito noi”.

Perché?

“E’ stata un’aggressione imprevedibile, fulminea, silenziosa e terribile come la nostra. Tre anni fa noi stavamo risalendo un dosso e procedevamo chiacchierando. All’improvviso abbiamo sentito rugliare da sotto un abete. Nemmeno il tempo di voltarci e l’orsa ci è stata sopra. Impossibile fuggire”.

Come vi siete salvati?

“Oggi abbiamo la conferma di essere vivi per miracolo, perché eravamo in due. L’orsa ha azzannato a una gamba Christian: aveva gli scarponi e si è difeso scalciandola sul muso. L’animale l’ha sollevato da terra e ha puntato alla gola: Io, con la forza della disperazione, mi sono gettato tra JJ4 e mio figlio, un istante prima del morso fatale. A questo punto ha rischiato lui di morire”.

Come?

“L’orsa sembrava impazzita. Con gli artigli mi ha rovesciato sulla schiena e con un morso mi ha spezzato una gamba. Non sappiamo come, ma un attimo prima che azzannasse alla testa Christian siamo riusciti ad alzarci e a gridare: solo a quel punto l’orsa ha realizzato che eravamo in due. Ci ha guardato, si è eretta anche lei sulle zampe posteriori e con un balzo è scomparsa nel bosco”.

Pensate sia fuggita?

“E’ rimasta sorpresa dal vedere che eravamo in due. Poteva ucciderci con due zampate, ma non sapeva chi guardare. Gli zoologi ci hanno spiegato che è stata spaventata da una circostanza a lei ignota”.

In quanto tempo siete guariti?

“Parliamo di guarigione fisica: io in tre mesi, dopo due interventi alla gamba. Christian in tre settimane. Abbiamo dovuto chiudere la macelleria di famiglia per venti giorni, le scorte di carne sono marcite. Non andiamo più soli nel bosco, al minimo rumore trasaliamo. Dallo choc non si guarisce”.

Come siete stati risarciti?

“Una beffa. Christian non è stato ricoverato in ospedale: gli hanno pagato solo scarponi e vestiti. Io ancora zoppico, ho preso meno di 5 mila euro per gli interventi chirurgici. L’amarezza però oggi va oltre”.

Perché?

“Avevamo chiesto alla Provincia se fosse previsto un risarcimento per carne perduta e macelleria chiusa. Il dirigente del servizio fauna ha risposto di no perché non l’aveva mangiata l’orso. Ci siamo sentiti presi in giro e umiliati”.

Pensate che le istituzioni abbiamo una responsabilità per non aver impedito che JJ4 sia tornata ad attaccare l’uomo, uccidendo Andrea Papi?

“E’ stata una morte annunciata e prevista da tutti gli abitanti della zona. Era noto che quell’orsa fosse molto aggressiva. Gli organi giudiziari si sono opposti a cattura e abbattimento, come preteso dagli animalisti: finora non abbiamo sentito scuse e ammissioni di colpa”.

Ora condividete abbattimenti e trasferimento di massa degli orsi?

“Sì, anche se ormai è tardi. Noi siamo vivi per caso, Andrea non c’è più: temiamo che per l’ennesima volta nessuno sarà chiamato a rispondere per avere abbandonato la popolazione ad un pericolo evidente”.