Donne pagate meno e più precarie, la Fao contro il gender gap nei campi
di Luca Fraioli , di Luca FraioliColtiviamo l'uguaglianza tra generi, anche nei campi. Perché a giudicare dall'ultimo documento della Fao, che sarà presentato oggi a Roma, è ancora molto magro il raccolto in fatto di parità tra donne e uomini nel settore agroalimentare. E invece, se si colmasse quel gender gap i frutti sarebbero enormi: annullando il divario retributivo tra donne e uomini in agricoltura, l'aumento del prodotto interno lordo mondiale sarebbe di mille miliardi di dollari. Mentre 45 milioni di persone uscirebbero dallo stato di povertà alimentare. Sono le stime contenute nel rapporto Status of Women in Agrifood System, che fotografa, a dieci anni dall'ultima analisi del genere, una situazione che forse è persino peggiorata.
"Anche in questo settore, le donne pagano un prezzo più alto nei periodi di crisi. E negli ultimi anni c'è stata la pandemia, sono aumentati i conflitti e si è aggravata l'emergenza climatica…
Coltiviamo l'uguaglianza tra generi, anche nei campi. Perché a giudicare dall'ultimo documento della Fao, che sarà presentato oggi a Roma, è ancora molto magro il raccolto in fatto di parità tra donne e uomini nel settore agroalimentare. E invece, se si colmasse quel gender gap i frutti sarebbero enormi: annullando il divario retributivo tra donne e uomini in agricoltura, l'aumento del prodotto interno lordo mondiale sarebbe di mille miliardi di dollari. Mentre 45 milioni di persone uscirebbero dallo stato di povertà alimentare. Sono le stime contenute nel rapporto Status of Women in Agrifood System, che fotografa, a dieci anni dall'ultima analisi del genere, una situazione che forse è persino peggiorata.
"Anche in questo settore, le donne pagano un prezzo più alto nei periodi di crisi. E negli ultimi anni c'è stata la pandemia, sono aumentati i conflitti e si è aggravata l'emergenza climatica", spiega Lauren Phillips, coautrice del rapporto e vicedirettrice della divisione Trasformazione rurale inclusiva e Uguaglianza di genere. "Nel settore della lavorazione dei cibi durante il primo anno di Covid ha perso il lavoro il 22% delle donne contro il 2% degli uomini".
Prendono 80 centesimi, un collega un dollaro
La maggiore vulnerabilità delle lavoratrici dipende dal fatto che spesso sono più marginalizzate, con meno protezioni sociali e con contratti più precari rispetto ai colleghi maschi. Oltre che meno remunerativi: per ogni dollaro guadagnato in agricoltura da un uomo, una donna prende 80 centesimi. Un gap che ha conseguenze colossali sull'economia e sulla lotta alla povertà. "Nel mondo più di un terzo delle donne lavoratrici è occupata nel settore agroalimentare: il 36%. Ma in alcune aree del Pianeta la percentuale raddoppia: in Africa si tocca il 66% e nel Sudest Asiatico addirittura il 71% - dice Phillips - Questo significa che per risolvere i problemi della povertà e della fame in quelle zone è necessario intervenire per colmare il gender gap in agricoltura. Visto che tante donne lavorano in questo settore, migliorando le loro condizioni e la loro produttività l'economia migliorerebbe per tutti".
Minore accesso al credito e alla formazione
Le donne, si legge nel documento della Fao, hanno una proprietà terriera meno sicura, un minore accesso al credito e alla formazione. E devono lavorare con tecnologie agricole progettate per gli uomini. Disuguaglianze che creano un divario di genere del 24% nella produttività tra donne e uomini in aziende agricole di pari dimensioni. Ma basterebbe poco a far salire la produttività delle contadine.
Lo racconta una delle storie contenute nel rapporto. "Nella Repubblica Democratica del Congo sono stati costruiti asili per i bambini delle donne che lavorano i campi. Ai nostri ricercatori - confessa Lauren Phillips - quelle mamme hanno detto che grazie a quel supporto lavoravano di più e in modo più sereno, perché sapevano di aver lasciato i figli in un luogo sicuro". I problemi, anche se di tutt'altra natura, non mancano nei Paesi ricchi. "All'aumentare del Pil, le donne si spostano nella filiera alimentare: dai campi alla lavorazione dei cibi. Ma in Occidente resta il nodo del lavoro domestico non retribuito, in media quattro ore contro le due degli uomini, che va a sommarsi a quello in azienda".
Il caso Italia
E l'Italia? "È una del poche nazioni ad aver comunicato alla Fao i dati sulla proprietà dei terreni agricoli di uomini e donne - risponde Phillips - Tutti i dati raccolti in questo report ci permettono di guardare all'intero sistema, dai campi alla tavola, mostrandoci dove sono le disuguaglianze tra donne e uomini, ma anche quali sono le opportunità per migliorare la situazione". "Se affrontiamo le disuguaglianze di genere nei sistemi agroalimentari, faremo un balzo in avanti per porre fine alla povertà e creare un mondo libero dalla fame", è l'auspicio del direttore generale della Fao, Qu Dongyu. "Le donne hanno sempre lavorato nei sistemi agroalimentari. È ora che i sistemi agroalimentari lavorino per le donne".