✕

Spazio, rimandato a domani il lancio della missione Juice dell'Esa verso Giove

Preparativi per il lancio 
Il rinvio a causa del maltempo. La sonda esplorerà i tre satelliti medicei Europa, Ganimede e Callisto. Sotto alla loro superficie ghiacciata si nasconde più acqua di quanta ne ospiti la Terra. "Andremo lì per capire se esistono le condizioni per la vita"
2 minuti di lettura

Rimandato a domani il lancio della missione Juice dell'Esa, a causa delle condizioni meteo avverse. Il lancio era previsto per oggi alle 14.15. A dare la notizia, in diretta della base di Kourou, è stato il presidente dell'Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia. La sonda Juice viaggerà per otto anni nello spazio per andare a cercare l’acqua. Acqua, in forma liquida, teoricamente adatta alla vita, si trova infatti sulle lune di Giove. Invisibile perché coperta da uno strato di ghiaccio, misteriosa perché nessuno l’ha mai osservata con nitidezza, inquieta, tanto da prorompere – si sospetta – in enormi geyser in grado di raggiungere lo spazio, l’acqua dei tre satelliti medicei Europa, Ganimede e Callisto è la pista più intrigante che abbiamo per andare alla ricerca di vita extraterrestre.

La missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa) si chiama Juice – Jupiter Icy Moons Explorer – pro…

Rimandato a domani il lancio della missione Juice dell'Esa, a causa delle condizioni meteo avverse. Il lancio era previsto per oggi alle 14.15. A dare la notizia, in diretta della base di Kourou, è stato il presidente dell'Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia. La sonda Juice viaggerà per otto anni nello spazio per andare a cercare l’acqua. Acqua, in forma liquida, teoricamente adatta alla vita, si trova infatti sulle lune di Giove. Invisibile perché coperta da uno strato di ghiaccio, misteriosa perché nessuno l’ha mai osservata con nitidezza, inquieta, tanto da prorompere – si sospetta – in enormi geyser in grado di raggiungere lo spazio, l’acqua dei tre satelliti medicei Europa, Ganimede e Callisto è la pista più intrigante che abbiamo per andare alla ricerca di vita extraterrestre.

La missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa) si chiama Juice – Jupiter Icy Moons Explorer – proprio perché andrà a esplorare le lune ghiacciate di Giove. La sonda decollerà dalla base di Kourou, nella Guyana francese, e la sua partenza potrà essere seguita dalla tv su internet dell’Esa. Un solo secondo durerà la finestra di lancio: perso quell’attimo, bisognerà aspettare 24 ore perché l’opportunità si ripresenti.

Il flipper spaziale

Per raggiungere Giove senza i motori nucleari che gli Stati Uniti e la Russia usano, ma l’Europa no, infatti, Juice dovrà giocare un flipper spaziale che non ammette errori, sfruttando con la massima precisione l’attrazione gravitazionale di Luna, Terra e Venere per guadagnare velocità e poi farsi fiondare a 600 milioni di chilometri di distanza, dove si trova Giove, ma dopo aver percorso in tutto in otto anni 2 miliardi di chilometri.

Arrivata a destinazione, nel 2031, la sonda passerà altri tre anni rimbalzando come una pallina fra le orbite di Giove e dei tre satelliti medicei sorvolandoli 35 volte. Da lì ci manderà le informazioni che tanto aspettiamo sugli elementi che compongono la superficie – se sono adatti alla vita o no – e sulla natura degli oceani che circolano al di sotto delle calotte ghiacciate: se contengono sostanze nutrienti o no. In caso di risposte positive, bisognerà pensare una nuova missione capace di atterrare e analizzare campioni. Ma questa al momento è solo un’ipotesi prematura.

Prima, Juice dovrà sopravvivere ai più 250 gradi che incontrerà sorvolando Venere e ai meno 230 con cui conviverà attorno a Giove. Dovrà alimentare i suoi dieci strumenti scientifici (ma avrà a bordo anche la riproduzione di alcune pagine del Sidereus Nuncius di Galileo) con un’energia solare che, a una distanza cinque volte superiore rispetto alla Terra, è 25 volte più debole. Per questo in Italia sono stati realizzati ben 85 metri quadri di pannelli solari. E’ la superficie più ampia mai usata in un volo interplanetario, ma fornirà l’energia equivalente a quella di un microonde.

Gli occhi scientifici di Juice

Questa goccia di energia dovrà bastare ad alimentare gli strumenti scientifici, fra cui quelli progettati dall’Agenzia spaziale italiana (Asi): il radar capace di vedere sotto alla superficie di ghiaccio (realizzato dall’università di Trento), la macchina fotografica che riprenderà i dettagli della banchisa (costruita da Istituto Nazionale di Astrofisica, Inaf, e università di Napoli Parthenope) e lo strumento che disegnerà la mappa dell’attrazione gravitazionale dei tre satelliti (gestito dall’ università di Roma Sapienza). Insieme alla Francia, poi, l’Italia ha realizzato lo spettrometro capace di individuare gli elementi chimici delle lune medicee. Un involucro di piombo racchiuderà gli strumenti per proteggerli dalle potenti radiazioni di Giove.

Alessandro Atzei, ingegnere di sistema degli strumenti dell’Esa, ha spiegato prima del lancio perché ne vale la pena, e perché gli 1,6 miliardi di dollari spesi per Juice disseteranno la nostra sete di scoperta: “Ognuna delle tre lune di Giove nasconde sotto la superficie ghiacciata più acqua liquida di quanta ne contengano gli oceani della Terra. Non andremo lì per trovare la vita, ma per capire se ci sono le condizioni che la rendono possibile”.