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Migranti, gli emendamenti del governo al decreto: stretta su accoglienza ed espulsioni. La gestione di Lampedusa alla Croce rossa

(ansa)
Due le modifiche proposte dall'esecutivo: la prima prevede il potenziamento dei centri di prima accoglienza e misure per la riduzione e revoca delle condizioni di accoglienza. La seconda riguarda le procedure accelerate di frontiera, il riconoscimento della protezione internazionale e l'accompagnamento immediato alle frontiere
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Sono due maxi emendamenti quelli proposti dal governo al decreto Migranti e 'bollinati' dal ministero dell'Economia. Si tratta di un'aggiunta all'articolo 5 per cui si introducono misure per il potenziamento tecnico-logistico dei centri di prima accoglienza, modifiche al sistema di accoglienza e riduzione e revoca delle condizioni di accoglienza. In particolare si estendono le procedure in deroga per la realizzazione "sollecita" di hotspot e centri di prima accoglienza. Inoltre si consente al ministero dell'Interno, fino a fine 2025, di affidare alla Croce Rossa Italiana la gestione dell'hotspot di Lampedusa, in situazione di particolare affollamento.

L'altro emendamento è un'aggiunta all'articolo 7 del decreto, riguardante le procedure accelerate di frontiera, il riconoscimento della protezione internazionale e l'accompagnamento immediato alle frontiere. Mancano modifiche sulla protezione speciale, su cui il governo sarebbe orientato a introdurre un'ulteriore stretta, perché dovrebbero essere introdotte da un altro emendamento su cui l'esecutivo sta lavorando.

Il governo dunque va avanti per la sua strada e punta a modifiche importanti (nel senso di ulteriori restrizioni) nell'iter di conversione in legge del decreto approvato in consiglio dei ministri dopo il naufragio di Cutro. Lo fa con alcuni emendamenti su cui la maggioranza ha faticosamente trovato la quadra e dopo un'altrettanto faticosa bollinatura da parte del Mef per la copertura economica.

Intanto lo stato d'emergenza per l'immigrazione dichiarato dal governo Meloni non influenzerà le scelte dell'Europa, che non sembra neanche intenzionata a concedere ulteriori finanziamenti per far fronte all'aumento degli sbarchi. La commissione europea ha già fatto sapere di non avere intenzione di modificare il piano di azione sul Mediterraneo centrale presentato lo scorso novembre a causa dell'aumento degli arrivi registrato nel corso delle ultime settimane. "Siamo al lavoro per attuarlo", ha precisato una portavoce precisando che è in oltre in corso il lavoro legislativo per arrivare all'approvazione del nuovo Patto sulla migrazione entro il 2024.