Sono passate ventiquattr'ore dallo stop alla produzione di Non è l'Arena decisa da La7: ventiquattr'ore di ipotesi, smentite, polemiche. Dalle ospitate retribuite del prestanome dei fratelli Graviano, Salvatore Baiardo, alle indagini dell'Antimafia. Dal futuro del conduttore Massimo Giletti all'ultimo strappo con Urbano Cairo.
Giletti racconta di essere rimasto "basito" dalla decisione della rete, alla luce del fatto, fa notare, che il programma vanta "una media di circa il 6%". A Valerio Staffelli di Striscia la notizia che è andato a consegnargli il solito tapiro, ha aggiunto scherzando: "Bisogna chiedere a Urbano Cairo il perché mi abbiano mandato via, forse l'ha fatto perché sono juventino. Magari vengo a Mediaset". E sulla discussa messa in onda dello speciale su Matteo Messina Denaro, ha risposto: "L'Italia non è ancora pronta ad ascoltare certe verità, fa più comodo tenerle nei cassetti".
Caso Giletti-Baiardo: chi sono i protagonisti della vicenda
Una frase a cui a stretto giro ha risposto proprio Cairo: "Giletti ha condotto in 6 anni 194 puntate di Non è l'Arena dove ha potuto trattare in totale libertà tutti gli argomenti che ha voluto inclusi quelli relativi alla Mafia sulla quale ha fatto molte puntate, con tutti gli ospiti che ha voluto invitare. Gli auguro di trovare la stessa libertà incondizionata nella sua prossima esperienza televisiva o di altro genere".
Dunque il futuro è già lontano da lì? Giletti non "rimane a disposizione dell'Azienda", come si leggeva nella nota stampa di Cairo che ieri annunciava la sospensione della trasmissione domenicale? Neanche a farlo apposta, si direbbe, domenica al posto di Non è l'arena andrà in onda il film Un colpo perfetto.
A La7 intanto le bocche sono perlopiù cucite. "Alle 13.41 di ieri, 13 aprile, stavamo lavorando al programma che sarebbe dovuto andare in onda domenica. Alle 13.42 eravamo senza lavoro", racconta una delle 35 persone che collaboravano alla realizzazione di "Non è l'Arena". Sandra Amurri, giornalista della trasmissione, aggiunge ipotesi personali: "Mi chiedo: c'è davvero qualcuno disposto a credere che la ragione di una tale decisione della rete, possa essere dipesa dal pagamento di Baiardo per le sue partecipazioni al programma? E non sia, invece, scaturita dal susseguirsi di inchieste su fatti di mafia-politica-servizi deviati-massoneria, già in parte noti, ma prevalentemente, solo agli addetti ai lavori? E, aggiungo, non sia invece scaturita dalle inchieste in cantiere su altre verità nascoste sui cosiddetti "intoccabili"?". Poi aggiunge, confermando il via vai alla Dda fiorentina: "Non resta che sperare che la Procura di Firenze che ha ascoltato Massimo come persona informata dei fatti, e interrogato Baiardo, possa dare le adeguate risposte in tempi ragionevoli".
Giletti è stato ascoltato due volte dalla Dda di Firenze che indaga anche sulle stragi del 1993: una prima volta a dicembre, dopo l'intervista che il 5 novembre del 2022 Baiardo rilasciò a Non è l'arena con la profezia dell'arresto di Matteo Messina Denaro; una seconda volta a febbraio dopo la seconda apparizione nel programma tv del prestanome dei mafiosi. Con il procuratore Luca Tescaroli, Giletti avrebbe parlato anche del cachet erogato a Baiardo per le partecipazioni. Un compenso confermato anche dalla produzione del programma televisivo.
Di certo c'è l'indagine della Direzione distrettuale antimafia fiorentina che già dallo scorso anno ha acceso un faro attorno alla partecipazione del factotum dei Graviano. Partecipazione interrotta proprio ieri, poco prima che venisse reso noto lo stop alla trasmissione di Giletti, da un video su TikTok dello stesso Baiardo: "Ho abbandonato un po' La7, adesso ci sono delle nuove iniziative con nuove tv, non sono più a La7, probabilmente mi vedrete in Mediaset: lì almeno lasciano dire quello che uno pensa, non ti condizionano nel parlare", ha detto il gelataio di Omegna, anche stavolta profetico.
Di certo ci sono state anche le indiscrezioni su un riavvicinamento tra Giletti e la Rai, la prima azienda in cui ha lavorato da conduttore. Nulla più che indiscrezioni però secondo il giornalista che ha smentito "categoricamente incontri sia con dirigenti che con funzionari della televisione pubblica aventi per oggetto questo tema", ovvero il suo futuro. "Voglio che sia chiaro per il rispetto che devo ad entrambe le aziende, sia a quella per cui ho lavorato in passato, sia a quella per cui resto a disposizione oggi".
Anche Giampaolo Rossi, possibile futuro direttore generale Rai, ha affermato che "nessun incontro, neppure casuale, è mai avvenuto tra il dottor Giletti e me" e che la notizia di "presunti ripetuti incontri è destituita di ogni fondamento". La Rai ha spiegato che Giletti non avrebbe mai visto, se non per un breve scambio di saluti il 10 gennaio in occasione della conferenza stampa del programma Mixer, nemmeno Roberto Sergio, direttore di Rai Radio e "indicato come prossimo amministratore generale".
Nessuno spiega ancora però chiaramente le ragioni di una così clamorosa cancellazione.