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La fuga degli insegnanti dalla scuola, cresce il numero di chi chiede il pensionamento: "Genitori troppo aggressivi, alunni troppo fragili"

Un'aula di scuola in una foto d'archivio 
Quest'anno il 24 per cento di domande in più. Pesano anche le incertezze sui futuri trattamenti pensionistici e sui prevedibili innalzamenti dei requisiti di età, oltre all'insofferenza per i compiti burocratici che aumentano
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Maestri e professori in fuga dalla scuola. Genitori sempre più aggressivi, alunni fragili come mai prima, stipendi bassi e peso dell'età che avanza inducono i docenti italiani che possono lasciare la cattedra a farlo senza esitazione. Al punto che, dopo gli ennesimi episodi di violenza nei confronti dei docenti, il ministro dell'Istruzione e del merito ha deciso che a difendere i docenti nelle controversie con i genitori sarà d'ora in poi l'Avvocatura dello stato, che patrocina i dirigenti scolastici.

Gli ultimi dati sulle domande di pensionamento a partire dal prossimo mese di settembre confermano il desiderio dei docenti italiani di passare la mano ai colleghi più giovani. Sono i sindacati della scuola che curano le domande di pensionamento e che raccolgono le confidenze di una classe docente sempre più stanca.

"Chi raggiunge finalmente i requisiti per la pensione - racconta Ivana Barbacci, a capo della Cisl scuola - non…

Maestri e professori in fuga dalla scuola. Genitori sempre più aggressivi, alunni fragili come mai prima, stipendi bassi e peso dell'età che avanza inducono i docenti italiani che possono lasciare la cattedra a farlo senza esitazione. Al punto che, dopo gli ennesimi episodi di violenza nei confronti dei docenti, il ministro dell'Istruzione e del merito ha deciso che a difendere i docenti nelle controversie con i genitori sarà d'ora in poi l'Avvocatura dello stato, che patrocina i dirigenti scolastici.

Gli ultimi dati sulle domande di pensionamento a partire dal prossimo mese di settembre confermano il desiderio dei docenti italiani di passare la mano ai colleghi più giovani. Sono i sindacati della scuola che curano le domande di pensionamento e che raccolgono le confidenze di una classe docente sempre più stanca.

"Chi raggiunge finalmente i requisiti per la pensione - racconta Ivana Barbacci, a capo della Cisl scuola - non esita neanche un minuto a presentare domanda per cessare dal servizio. Il lavoro del docente è più che impegnativo e certamente usurante". Mentre per Elvira Serafini, dello Snals "da anni registriamo un trend in crescita dei pensionamenti anticipati. Probabilmente - spiega - pesano su questa tendenza non solo le incertezze sui futuri trattamenti pensionistici e sui prevedibili innalzamenti dei requisiti di età. Emerge chiaramente anche l'insofferenza per i compiti burocratici che aumentano e rendono l'esercizio della professione docente sempre più difficile e complessa".

I numeri 

Sono oltre 30mila le richieste di lasciare la scuola presentate entro lo scorso mese di febbraio. In 21mila e 600 circa hanno presentato domanda entro lo scorso mese di ottobre. Poi, il nuovo governo attraverso la legge di Bilancio ha aggiunto alle modalità per lasciare la cattedra anche Quota 103: 41 anni di servizio e almeno 62 di età. E entro lo scorso mese di febbraio hanno presentato domanda altri 9mila maestri e prof. E in tutto siamo oltre le 30 mila domande, 7mila (il 28%) in più rispetto a un anno fa, quando andarono in pensione in 24.531 docenti. Più richieste quindi nonostante le regole di quest'anno siano più restrittive rispetto a quelle di un anno fa. Per lasciare la scuola dal prossimo primo settembre occorre avere 41 anni e 10 mesi di servizio per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Oppure con la vecchia legge Fornero con 67 anni di età e almeno 30 di servizio. Le maestre di scuola dell'infanzia e primaria possono andare in pensione anticipata, a 66 anni e 7 mesi, se hanno già 30 anni di servizio perché svolgono un lavoro "gravoso". Poi c'è quota 100 (62 anni di età e 38 di servizio entro il 31 dicembre del 2021), Quota 102 "64 anni di età ed almeno 38 anni di contributi entrambi maturati entro il 31 dicembre 2022) e Quota 103. Oltre a Opzione donna e all'Ape sociale.

Le promesse di Meloni 

Nel corso delle prime settimane dell'attuale governo, si dibatteva sulla riforma "strutturale" della legge Fornero. Le opzioni più accreditate erano Opzione uomo (qualcosa di simile a Opzione donna, che prevede 58 anni di età e 35 anni di anzianità, ma con l'assegno pensionistico decurtato) e quota 41, in pensione al raggiungimento di 41 anni di servizio. Ma dopo pochi mesi l'esecutivo ha fatto marcia indietro. E nel Documento di economia e finanza (il Def) non ci sono previsioni di somme da destinare all'uscita dei dipendenti pubblici: l'ipotesi è quella di prorogare anche per i prossimi anni Quota 103.

Aggressioni e violenze 

Lo scorso mese di settembre, a Bari, un professore è stato picchiato da un adulto per una nota comminata a una studentessa. A ottobre, in un istituto di Rovigo la professoressa Maria Luisa Finatti è stata colpita con i pallini di gomma di una pistola ad aria compressa da parte dei propri studenti che hanno filmano e postato il tutto sui social. Tre mesi fa, a gennaio, un docente di un istituto tecnico di Modena è stato aggredito dai propri studenti ed è stato colto da malore. E qualche giorno fa a Castellammare di Stabia una professoressa sarebbe stata aggredita dalla madre di una studentessa, anche se la stessa madre nega, perché la prof aveva messo un brutto voto alla figlia. Episodi che testimoniano che la cosiddetta popolazione scolastica degli istituti italiani è sempre più difficile. Con alunni fragili in preda ad attacchi di panico al cospetto delle interrogazioni orali o dei compiti in classe.

Docenti anziani e stipendi bassi 

Lo scorso mese di ottobre, il ministro Giuseppe Valditara ha firmato la parte economica del nuovo contratto del comparto istruzione, con aumenti medi di 60/70 euro netti al mese e mille/duemila euro di arretrati. Ma gli stipendi medi dei docenti italiani restano tra i più bassi tra i paesi dell'Europa occidentale. In Germania, a titolo di esempio, si viaggia su cifre doppie rispetto a quelle percepite in Italia e in Spagna i docenti percepiscono il 20% in più dei colleghi italiani. Anche l'età costituisce un fattore determinante. In Italia, uno dei paesi europei con la classe docente più vecchia, il 17% dei docenti della scuola media ha già compiuto 60 anni. In Francia, dove si lotta per evitare l'aumento a 64 anni dell'età per uscire dal lavoro, gli over 60 rappresentano il 7% e in Germania meno del 13%.