La Madonna di Trevignano, il mariologo: "La commissione ascolterà veggente e testimoni"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziLa commissione istituita dal vescovo di Civita Castellana per indagare sul caso della statua della Madonna che a Trevignano, sul lago di Bracciano, piangerebbe sangue e invierebbe messaggi ad una presunta veggente, che si fa chiamare Gisella Cardia, accerterà per prima cosa se vi è traccia di sovrannaturale, ascolterà inoltre la donna ma sentirà anche le molte persone coinvolte nelle ipotetiche visioni. Il tutto, dato il clamore mediatico, con "un po' di prudenza": lo dice padre Gian Matteo Roggio, mariologo della Pontificia Academia Mariana Internationalis, che spiega quali sono le procedure in casi del genere e sottolinea che "la maggioranza" delle apparizioni segnalate in Italia negli ultimi anni alla fine non si sono rivelate autentiche.
La commissione istituita dal vescovo di Civita Castellana per indagare sul caso della statua della Madonna che a Trevignano, sul lago di Bracciano, piangerebbe sangue e invierebbe messaggi ad una presunta veggente, che si fa chiamare Gisella Cardia, accerterà per prima cosa se vi è traccia di sovrannaturale, ascolterà inoltre la donna ma sentirà anche le molte persone coinvolte nelle ipotetiche visioni. Il tutto, dato il clamore mediatico, con "un po' di prudenza": lo dice padre Gian Matteo Roggio, mariologo della Pontificia Academia Mariana Internationalis, che spiega quali sono le procedure in casi del genere e sottolinea che "la maggioranza" delle apparizioni segnalate in Italia negli ultimi anni alla fine non si sono rivelate autentiche.
Come funzionano queste commissioni?
"Il procedimento segue le norme del dicastero vaticano per la Dottrina della fede approvate inizialmente nel 1978 e rese pubbliche nel 2011 all'epoca della commissione pontificia internazionale su Medjugorje presieduta dal cardinale Camillo Ruini. Sono la regola alla quale si devono attenere tutte le commissioni in tutte le parti del mondo quando emergono questi fenomeni".
Quali sono le procedure in casi come quello di Trevignano?
"La prima cosa da fare è accertare se il fatto esiste. Nella storia della Chiesa ci possono essere diversi fenomeni: un'apparizione, quando una persona dice "io ho visto", oppure "io ho visto e sentito", ci possono essere dei messaggi, delle conversazioni, oppure ci possono essere dei segni: immagini sacre che muovono gli occhi, che trasudano olii profumati, questo soprattutto nelle icone dell'oriente cristiano, oppure, nella nostra tradizione occidentale, le lacrime, che possono essere lacrime umane o lacrime di sangue. Pensiamo, per quanto riguarda le lacrime umane, alla Madonna di Siracusa, che all'epoca fu ripresa anche in diretta televisiva e la commissione stabilì che non si riusciva a trovare una spiegazione naturale, nessuno aveva manomesso il quadro, e dunque si trattava di fenomeno sovrannaturale. Questo è l'ambito delle cosiddette apparizioni e visioni: poi, ma è un caso diverso, c'è il campo dei fenomeni mistici, ad esempio quando una persona riceve il dono delle stigmate".
Come si muove una commissione per accertare il fatto? Fa ricorso a periti, ad indagini forensi o scientifiche?
"Le commissioni da questo punto di vista funzionano come un tribunale, cercano le prove. In genere le commissioni si appoggiano alle strutture esterne pubblicamente certificate, come può essere, nel caso delle lacrime, un ospedale, la polizia scientifica o altro. Poi c'è l'ascolto, e lì non ci sono giudici o avvocati alla Perry Mason: viene ascoltata la persona che riferisce di avere avuto la visione ma anche, in seconda battuta, le tante persone coinvolte, perché questi fenomeni sono sempre in certa misura comunitari, c'è il veggente ma intorno a lui si muove sempre una grande folla di persone: persone vicine al veggente, persone a loro volta testimoni di fatti che non riescono a spiegarsi, persone che partecipano a raduni nati attorno al fenomeno. Per fare un esempio, la commissione che si occupò delle apparizioni del bosco di Zaro, ad Ischia, mise a disposizione un indirizzo di posta elettronica per la gente che desiderasse contattarla. Si scatena una dinamica di gruppo e bisogna capire se sono dinamiche positive o negative".
Ci possono essere ciarlatani che abusano della credulità di persone disperate...
"Per questo la prima cosa che le commissioni devono fare è rendersi conto se c'è un fatto, provato: se, cioè, il fenomeno presenta degli indizi che potrebbero far pensare al sovrannaturale o non sembra avere caratteristiche tali da presumere che ci sia il sovrannaturale in azione".
Gli esiti possibili quali sono? Ci possono essere vie di mezzo, come per Medjugorje, dove la Santa Sede ha approvato i pellegrinaggi senza però esprimere un parere definitivo sulla fondatezza delle apparizioni?
"Le norme sono secche, prevedono il sì o il no: sì, c'è del sovrannaturale, no, non c'è del sovrannaturale. La tradizione teologica, però, non è così secca, e prevede anche una terza, possibile soluzione, attendista: adesso non sappiamo, non abbiamo elementi probatori talmente pesanti che ci portino a dire sì, ma nemmeno abbiamo elementi altrettanto pesanti che ci portino a dire no. E allora si attende, una posizione che non è, però, quella di Ponzio Pilato ma, semmai, quella di Gamaliele, il fariseo che quando arrestarono gli apostoli disse: se la loro attività è di origine umana, verrà distrutta, ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli. È così: se è una cosa di Dio, Dio stesso provvederà a renderla chiara. Nel frattempo è dovere dei vescovi vigilare attentamente: vigilare non è termine poliziesco, il vescovo, attento alla devozione, fa in modo che i credenti che si recano in questi luoghi o ascoltano queste parole reagiscano secondo la retta fede. E quindi non facciano di quei luoghi e di quelle parole un nuovo Vangelo".
Il vescovo precedente, monsignor Romano Rossi, aveva avallato le apparizioni di Trevignano?
"No, adesso poveretto lo accusano di qualsiasi cosa ma monsignor Rossi non si è mai espresso a favore di questi fenomeni, non ha preso posizione. Ha fatto quello che un pastore fa, ha puntato su una devozione sana, sul rosario. In questi casi per un pastore ci sono due atteggiamenti possibili: dire "mi disinteresso, non ritegno questo fenomeno importante", oppure, se si vede che questi fenomeni coinvolgono tante persone, dire: "Andiamo a vedere cosa c'è". Rafforzando, nello stesso tempo, gli anticorpi dei fedeli, in modo da poter dire, poi, se si tratta di una panzana o no".
Quanti dei casi emersi in Italia negli ultimi anni si sono rivelati fondati e quanti infondati?
"La maggioranza dei fenomeni non si rivela fondata. Il fenomeno può essere non autentico per diverse ragioni, la casistica è molto ampia: perché dietro c'è la malizia dell'uomo, fenomeni creati ad arte per abusare della credulità popolare e spillare soldi a persone che stanno male; perché si tratta di persone che dicono di avere avuto una visione ma non sono pienamente padrone di se stesse, non hanno un equilibrio psicologico pieno; o perché si tratta di persone in buona fede che, però, ritengono di avere avuto una visione che invece si rivela non autentica".
Il vescovo di Civita Castellana, monsignor Marco Salvi, ha detto che la commissione da lui istituita "circa un mese fa" presenterà "nei prossimi giorni" una "prima relazione": ma per un risultato completo di una commissione del genere quanto tempo può passare?
"Le commissioni non sanno mai quello a cui concretamente andranno incontro, le previsioni temporali sono impossibili, non avrebbe senso farle. Potrebbero volerci anni. Di certo il primo passo è accertare se il fatto ha una possibile interpretazione sovrannaturale o no, ma anche questo non è mai un giudizio immediato. Nel caso specifico, poi, c'è una sovraesposizione mediatica estrema, sia dei pro che dei contro, che infiamma gli animi, e in questi casi un po' di prudenza in più non fa male".