✕

Ultima Generazione nel mirino dei pm: “Gli ecoattivisti sono un'associazione a delinquere”

La polizia blocca manifestanti di Ultima Generazione alla Fiera di Padova 
Avvisi di garanzia a dodici militanti del gruppo ambientalista che sta agendo su scala nazionale. Per l’accusa i blocchi stradali e i blitz contro le opere d’arte sono azioni coordinate a livello nazionale. La replica: “La battaglia continua”
2 minuti di lettura

Dopo la vernice e i placcaggi, ora arriva l’inchiesta penale. Blocchi stradali e imbrattamenti degli ambientalisti di Ultima Generazione sono il cuore di un’indagine aperta per associazione a delinquere finalizzata all’interruzione di pubblico servizio, all’ostacolo della libera circolazione, al deturpamento di beni culturali e all’imbrattamento di luoghi. Il colpo da ko agli ecoattivisti italiani arriva da Padova, dove la Digos è riuscita a ricostruire le dinamiche del gruppo locale, accertando le relazioni e i contatti a livello nazionale e internazionale.

La Procura, con il pubblico ministero Benedetto Roberti, ha accolto il canovaccio investigativo e inviato gli avvisi di garanzia a dodici militanti del gruppo ambientalista che …

Dopo la vernice e i placcaggi, ora arriva l’inchiesta penale. Blocchi stradali e imbrattamenti degli ambientalisti di Ultima Generazione sono il cuore di un’indagine aperta per associazione a delinquere finalizzata all’interruzione di pubblico servizio, all’ostacolo della libera circolazione, al deturpamento di beni culturali e all’imbrattamento di luoghi. Il colpo da ko agli ecoattivisti italiani arriva da Padova, dove la Digos è riuscita a ricostruire le dinamiche del gruppo locale, accertando le relazioni e i contatti a livello nazionale e internazionale.

La Procura, con il pubblico ministero Benedetto Roberti, ha accolto il canovaccio investigativo e inviato gli avvisi di garanzia a dodici militanti del gruppo ambientalista che sta agendo su scala nazionale, i “cugini” veneti di coloro che hanno colpito a Palazzo Vecchio prima del placcaggio del sindaco di Firenze Dario Nardella. Dunque, secondo quanto accertato dagli investigatori del primo dirigente Giovanni De Stavola, le manifestazioni di disobbedienza civile per chiedere ai governi impegni contro il collasso ecoclimatico non erano improvvisate. Erano invece blitz organizzati, discussi e soprattutto vagliati da una gerarchia interna. E questo è il motivo per cui la Digos padovana è riuscita a chiedere l’aggravante dell’associazione a delinquere. «Ma noi non ci spaventiamo, l’unica cosa che ci può fermare è essere ascoltati sull’ambiente», dice deciso Luca Trivellone, uno dei coordinatori del collettivo che negli ultimi mesi ha messo a segno diverse azioni.

«Ma noi non ci spaventiamo, l’unica cosa che ci può fermare è essere ascoltati sull’ambiente», dice deciso Luca Trivellone, uno dei coordinatori del collettivo che negli ultimi mesi ha messo a segno diverse azioni.

Sono sette gli episodi contestati: il 29 aprile 2022 gli striscioni srotolati in via Venezia, strada a largo scorrimento, con blocco del traffico; l’11 maggio, in occasione della chiusura del forum sull’energia e la sostenibilità, l’imbrattamento di un muro del Centro culturale Altinate; il 10 giugno un nuovo blocco stradale sul cavalcavia di Chiesanuova, con manifestazione senza preavviso; il 21 agosto l’incatenamento dell’ingresso della Cappella degli Scrovegni, impedendo l’accesso ai turisti in fila; il 7 settembre le vernici spray sui muri della sede regionale della Lega, a Noventa Padovana, nei giorni in cui il leader Matteo Salvini è in Veneto.

La Digos riuscì a bloccare l’azione ma i giovani ci riprovarono due settimane dopo. Infine il 6 ottobre scorso, con un nuovo blocco di mezz’ora lungo la tangenziale, all’ora di punta. Gli indagati sono quasi tutti studenti universitari, anche se tra loro c’è un veterano di 57 anni.

L’indagine della Digos padovana è stata avviata dopo la perquisizione a un attivista, che poi è diventato uno dei leader di Ultima Generazione in Veneto. Se il giudice dovesse accogliere la richiesta non è escluso un effetto domino anche in altre città italiane dove gli ambientalisti si sono mossi, come Milano e Firenze.