Migranti, appello del Pd alla Destra: "Fermatevi, mettiamo in campo un piano nazionale di inclusione"
"Voglio lanciare un appello alla destra: fermatevi. Apriamo un confronto per mettere in campo un grande piano nazionale di inclusione".
Pierfrancesco Majorino, responsabile dell'immigrazione nella nuova segreteria del Pd di Elly Schlein, prova a cambiare in corsa la marcia del decreto Cutro in Senato che la maggioranza vuole emendare con nuove norme che ricalcano l'ossatura dei vecchi decreti Salvini, dal taglio della protezione speciale alla rimodulazione del sistema di accoglienza.
Majorino, il centrodestra sembra viaggiare in direzione totalmente opposta rispetto alla vostra proposta. Non crede?
"Stanno andando avanti in maniera piuttosto cinica e sconsiderata facendo un calcolo spregiudicato che è quello di alimentare la sensazione di insicurezza, togliendo forme di protezione e regolarizzazione dei migranti. L'unico risultato di questa manovra sarà che persone che hanno avuto il permesso diventeranno nuovi senza tetto o vittime di sfruttamento. E questo viene fatto con un obiettivo preciso, che poi era quello di Salvini cinque anni fa: accrescere l’insicurezza per cavalcaree la paura della gente, soprattutto nelle grandi città".
Se pensa questo, come può immaginare che il vostro appello possa essere preso in considerazione?
"Giorgia Meloni in questi mesi ha fondato tutto sul costruire un’immagine di responsabilita e dialogo con le istituzioni europee. Sta a lei dimostrare di essere coerente con quel tipo di impostazione. Quando lei, adesso, fa riferimento alla necessità di annullare la protezione speciale vende solo fumo negli occhi e nasconde il fatto che per mesi non hanno fatto niente. Spendono parole di grande attenzione ma poi sono gli stessi di prima che in Europa vanno dietro Orban".
Come lo immagina questo piano che proponete?
"Serve un piano nazionale di inclusione fatto per rafforzare e non per indebolire le forme di protezione, il sostegno all’accoglienza diffusa e lasciarci alle spalle la stagione micidiale dei grandi Cara. Serve un'accoglienza di qualità, la distribuzione dei migranti su tutto il territorio italiano con grande senso di responsabiità. Quello che chiediamo all’europa dobbiamo farlo anche a livello nazionale. E poi servono progetti per la formazione e l'inserimento lavorativo dei migranti, corsi di lingua, cose che sono lasciate alla bontà di qualche amministratore locale e agli interventi del terzo settore".
C'è un'emergenza immigrazione in Italia o no?
"Se il ministro Piantedosi dice di condividere le osservazioni forti della Cei e del cardinale Zuppi deve riconoscere che la direzione è del tutto diversa da quella che la questione sta assumendo in Parlamento. E allora ci si misuri con le tante proposte dell'opposizione, ci sono tanti emendamenti nostri che vengono rimossi dal tavolo. Tutto il sistema politico deve fare un grande salto di qualità e misurarsi con il metro concreto delle necessità prima che le emergenze sui territori diventino reali".
A cosa si riferisce?
"Innanzitutto a quella ribadita dai sindaci sulla questione delle migliaia di minori non accompagnati per cui manca totalmente una regia sugli interventi da mettere in campo. E' una questione molto delicata che riguarda bambini e ragazzai, buttata sulle spalle dei Comuni che giustamente da tempo chiedono di non essere lasciati solo. Se non si affronta subito questo tema diventerà una vera emergenza di carattere sociale e umanitario".
La destra non sembra particolarmente propensa a cercare dialogo sul tema, persino le raccomandazioni del Quirinale sulla protezione speciale sembrano essere cadute nel vuoto.
"Rivolgo il mio appello consapevole del fatto che non è un tema su cui ci possono essere parti politiche che danno lezioni agli altri. Facciamo uno sforzo comune, concreto, per affrontare la vita delle persone. Ci troviamo davanti a bambini, donne, uomini che chiedono il nostro aiuto".