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Meloni rivendica lo stop alla protezione speciale. Schlein: "Una vergogna"

(ansa)
La premier dall’Etiopia: “Nessuno in Europa adotta misure complementari”. Dal Pd appello alla destra: “Fermatevi, serve un piano nazionale per l’inclusione”. Neanche il maltempo frena gli sbarchi: altri ottocento arrivi in un giorno
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In favore di obiettivi e telecamere, gli occhi socchiusi, sembra sciogliersi in un abbraccio con i piccoli bimbi etiopi di una scuola di Addis Abeba. Quando li riapre, Giorgia Meloni è già pronta a rivendicare «l’obiettivo dell’eliminazione della protezione speciale».

«È una protezione ulteriore rispetto a quello che accade nel resto d’Europa e credo che l’Italia non abbia ragione di discostarsi dalle normative europee di riferimento», spiega la premier ribadendo un concetto assolutamente falso ( sono 18 in Europa i Paesi che prevedono forme di protezione complementari) e premurandosi di sottolineare l’unità delle forze di governo al netto delle fughe in avanti della Lega che da giorni si appunta al petto la medaglia del ritorno dei vecchi decreti Salvini. «Abbiamo parlato della questione un paio di settimane fa per capire se lavorare come iniziativa di governo o come iniziativa parlamentare …

In favore di obiettivi e telecamere, gli occhi socchiusi, sembra sciogliersi in un abbraccio con i piccoli bimbi etiopi di una scuola di Addis Abeba. Quando li riapre, Giorgia Meloni è già pronta a rivendicare «l’obiettivo dell’eliminazione della protezione speciale».

«È una protezione ulteriore rispetto a quello che accade nel resto d’Europa e credo che l’Italia non abbia ragione di discostarsi dalle normative europee di riferimento», spiega la premier ribadendo un concetto assolutamente falso ( sono 18 in Europa i Paesi che prevedono forme di protezione complementari) e premurandosi di sottolineare l’unità delle forze di governo al netto delle fughe in avanti della Lega che da giorni si appunta al petto la medaglia del ritorno dei vecchi decreti Salvini. «Abbiamo parlato della questione un paio di settimane fa per capire se lavorare come iniziativa di governo o come iniziativa parlamentare - sottolinea la premier - Alla fine abbiamo scelto di far lavorare i gruppi parlamentari ma non c’è divergenza sostanziale, c’è la volontà di lavorare insieme».

Il Pd: "Vergogna. La Destra si fermi" 

Parole che rimbalzano in Italia e a cui la segretaria del Pd Elly Schlein replica annunciando «una forte opposizione alle scelte del governo», a cominciare dalla realizzazione di un Cpr in Toscana. «Una vergogna cercare di nuovo di far pagare sulla pelle delle persone più fragili l’incapacità di questo governo di costruire delle politiche migratorie, stanno cercando di far tornare i decreti sicurezza di Salvini anche su aspetti come quelli dell’abolizione della protezione umanitaria su cui per altro c’erano state criticità sollevate dalla Corte Costituzionale». 

La proposta di un piano nazionale di inclusione

Domani, l’ultimo confronto in commissione Affari costituzionali sugli emendamenti al decreto Cutro, quelli della maggioranza e i circa 350 dell’opposizione, prima dell’approdo in aula al Senato martedì. Il responsabile immigrazione del Pd, Pierfrancesco Majorino prova a lanciare un appello alla destra: «Fermatevi! Apriamo un confronto per mettere in campo un grande piano nazionale di inclusione. Per rafforzare e non per indebolire le forme di protezione, il sostegno all’accoglienza diffusa e lasciarci alle spalle la stagione micidiale dei grandi Cara. Serve un’accoglienza di qualità, la distribuzione dei migranti su tutto il territorio italiano. E una regia per interventi immediati a sostegno dei Comuni chiamati a gestire migliaia di minori non accompagnati».

Braccio di ferro sui Cpr

Maggioranza e opposizione si sfidano anche sull’aumento dei Centri per il rimpatrio su cui il governo scommette per rendere effettive le espulsioni. Al no della Schlein si unisce il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: «Si tolgano dalla testa che in Toscana ci possa essere un Cpr. Anzi, i Cpr esistenti in giro per l’Italia, luoghi di reclusione degradanti e disumani, devono essere chiusi al più presto». A difendere la scelta dell’esecutivo arriva Giovanni Donzelli di FdI: «Se ci sono dei clandestini devono essere espulsi. Il modo migliore per espellerli è di tenere quelli che oggi si chiamano Cpr. Ricordo che non sono una invenzione della destra “razzista”, ma il frutto della legge Turco-Napolitano».

Altri 800 soccorsi in un giorno

Un braccio di ferro politico che approderà la prossima settimana in Parlamento mentre neanche il maltempo riesce a frenare gli arrivi di migranti: 800 quelli già sbarcati o soccorsi ieri da mezzi della Guardia costiera e navi umanitarie. In 221 erano su un peschereccio di 15 metri, soccorso al largo di Lampedusa da due motovedette. Un altro barcone con circa 500 persone a bordo è stato segnalato in zona sar maltese a sud est della Sicilia in difficoltosa navigazione verso le acque italiane. E 55 persone, a bordo di un barchino alla deriva in acque internazionali, sono state prese a bordo dalla Life Support di Emergency a cui il Viminale ha assegnato il lontanissimo porto di Marina di Carrara. «Centinaia di altre persone sono state riportate in Libia - denuncia il capomissione Emanuele Nannini - dopo il nostro soccorso siamo stati avvicinati da un’imbarcazione di milizie libici che ci ha intimato di allontanarci minacciandoci con armi e kalashnikov».