Chi è Valerio Valenti, il commissario per l'emergenza immigrazione
Dalla Sicilia, sua terra d'origine, a Trieste, dove ha guidato la prefettura Valerio Valenti, nominato oggi commissario per l'emergenza, di immigrazione si è sempre occupato.
Il governo ha deciso di affidare a lui, chiamato al Viminale dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per guidare il dipartimento Libertà civili e immigrazione, la gestione dei nodi della prima e seconda accoglienza e dei trasferimenti sulla terraferma dei migranti che sbarcano a Lampedusa.
Da sempre uomo di potere Valenti, indicato come vicino ad ambienti politici di centrodestra sin dai primi anni Duemila quando viene nominato viceprefetto. Sono gli anni in cui Valenti, 64 anni, trapanese, viene chiamato a svolgere il delicato ruolo di capo della segreteria politica dal potentissimo sottosegretario all'Interno Antonio D'Alì, di Forza Italia, adesso in carcere per scontare la condanna definitiva a sei anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Brescia, Brindisi, Trieste e Firenze le città in cui dal 2015 ad oggi ha svolto le funzioni di prefetto prima di essere chiamato al Viminale da Piantedosi.
Valenti si appresta a cominciare il suo incarico dopo aver effettuato un primo giro dei porti di sbarco più interessati dall'emergenza migranti dalla Sicilia alla Calabria. A sua disposizione, per il momento, una somma del tutto insufficiente ad affrontare le necessità, cinque milioni di euro.