✕

Il cardinale de Mendonça: "Gli ecoattivisti? È positivo che tra giovani ci sia tanta sensibilità alle questioni ambientali"

Il cardinale José Tolentino da Mendonca alla presentazione del padiglione della Santa Sede alla Biennale dell'Architettura di Venezia 2023 
Il prefetto del dicastero vaticano per la Cultura e l'Educazione sottolinea che l'attenzione ecologica e l'attivismo dei giovani è un importante segnale della nostra epoca. Presentato il padiglione della Santa Sede alla Biennale dell'Architettura di Venezia: nel nome della Laudato si e della Fratelli tutti
3 minuti di lettura

"Come non possiamo vivere senza futuro, non possiamo vivere nemmeno senza passato": il cardinale José Tolentino da Mendonca, "ministro della Cultura" di papa Francesco, commenta così le azioni degli ecoattivisti che, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul cambiamento climatico, compiono gesti eclatanti come imbrattare alcune opere d'arte con vernice lavabile. Il porporato portoghese, prefetto del dicastero vaticano per la Cultura e l'Educazione, ha presentato presso la sala stampa vaticana il padiglione della Santa Sede alla Biennale dell'Architettura che si svolge a Venezia dal 20 maggio al 26 novembre.

Il padiglione vaticano, collocato presso l'Abbazia di San Giorgio Maggiore, si ispira alle encicliche di papa Francesco Laudato si' e Fratelli tutti. La mostra intitolata Amicizia sociale: incontrarsi nel giardino, negli spazi espositivi e nel giardino del monastero benedettino, invita i visitatori, a "prend…

"Come non possiamo vivere senza futuro, non possiamo vivere nemmeno senza passato": il cardinale José Tolentino da Mendonca, "ministro della Cultura" di papa Francesco, commenta così le azioni degli ecoattivisti che, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul cambiamento climatico, compiono gesti eclatanti come imbrattare alcune opere d'arte con vernice lavabile. Il porporato portoghese, prefetto del dicastero vaticano per la Cultura e l'Educazione, ha presentato presso la sala stampa vaticana il padiglione della Santa Sede alla Biennale dell'Architettura che si svolge a Venezia dal 20 maggio al 26 novembre.

Il padiglione vaticano, collocato presso l'Abbazia di San Giorgio Maggiore, si ispira alle encicliche di papa Francesco Laudato si' e Fratelli tutti. La mostra intitolata Amicizia sociale: incontrarsi nel giardino, negli spazi espositivi e nel giardino del monastero benedettino, invita i visitatori, a "prendersi cura del pianeta come ci prendiamo cura di noi stessi e celebrare la cultura dell'incontro", ha spiegato l'architetto Roberto Cremascoli, curatore del padiglione della Santa Sede.

Una biennale dell'architettura diversa dal passato, quest'anno il padiglione della Santa Sede punta a uno stile più minimale: come sono state tradotte in termini architettonici e artistici le due encicliche di papa Francesco?

"Abbiamo raccolto la sfida della curatrice, Lesley Lokko, che ha proposto come tema di questa 18esima edizione "Il laboratorio del futuro". Il padiglione della Santa Sede avrà esplicitamente un carattere laboratoriale: non ci sono risposte ma uno spirito di ricerca. Per questo abbiamo voluto fare un passo indietro: non un passo avanti ma un passo indietro che ci aiuti a pensare il contributo dell'architettura, delle arti, del pensiero e della religione circa la possibilità, alla fine, di creare uno spazio di relazione. Abbiamo individuato come tematica l'amicizia sociale, una categoria importante nel pensiero di papa Francesco, che implica la capacità di mettersi in ascolto, in atteggiamento di accoglienza. Un certo carattere minimale non vuol dire una diserzione dello spazio ma creare uno spazio di riflessione e accoglienza anche con mezzi poveri, laddove la povertà può essere intensamente espressiva. Abbiamo due proposte che mettono in dialogo tra di loro due generazioni: l'architetto portoghese Alvaro Siza a giugno prossimo compie 90 anni, lo studio Albori è una generazione di architetti più giovani  (Emanuele Almagioni, Giacomo Borella, Francesca Riva, ndr). Le sculture di Siza trasmettono in modo molto schematico cosa sia l'arte dell'incontro, un'arte aperta, incompiuta: in quelle figure siamo contagiati da una speranza, perché ci sentiamo identificati con gesti che sono gesti quotidiani di attesa, un passo verso l'altro, una disponibilità per la parola e l'ascolto. È un manifesto poetico di cosa sia l'incontro. Lo studio Albori, con la sua architettura partecipativa, volutamente ecologica, fatta di riciclaggio di materiali, ha realizzato cose semplici come la coltivazione di un orto, la costruzione di un pollaio, di una pergola, di uno spazio conviviale, con una scelta che sembra un passo indietro dall'architettura ma, allo stesso tempo, fa vedere la potenzialità dell'architettura, perché in questa forma silenziosa di presentare il gesto architettonico c'è un grande desiderio di farlo diventare esplicitamente umano".

La curatrice Lesley Lokko, architetta ghanese-scozzese, ha notato che nel progettare la biennale "è emersa più volte la domanda se esposizioni di questa portata, sia in termini di emissioni di carbonio sia di costi, possano essere giustificate", ed ha voluto impostare l'esposizione tenendo presenti due temi, "decarbonizzazione" e "decolonizzazione": una biennale un po' terzomondista in sintonia con le idee di papa Francesco su una necessaria rivisitazione del modello di sviluppo della nostra società?

"Penso che ogni biennale, e anche questa, è uno spazio di riflessione aperto e critico sul presente. Certamente le questioni elencate dalla curatrice sono questioni che riguardano noi tutti: nell'arte dell'incontro tra culture e popoli abbiamo bisogno di guardare la nostra storia e capire cosa ci può portare a un futuro più equo, con meno diseguaglianze, più umano, più fraterno come dice papa Francesco. Sicuramente le sue encicliche costituiscono un patrimonio ideale che trova tanti punti di contatto con quelle che sono le preoccupazioni delle donne e degli uomini del nostro tempo, condivise da artisti, architetti, ricercatori. E' bello constatare la sincronicità del pensiero di papa Francesco con quello che oggi noi viviamo e che sono le domande che sorgono da tante parti".

A proposito dell'emergenza climatica, cosa pensa di quei movimenti di giovani ambientalisti che scelgono ad esempio di imbrattare con vernice lavabile alcune opere d'arte famose: alcuni li chiamano "ecovandali", altri considerano opportuno sensiblizzare la società sul tema del cambiamento climatico con azioni eclatanti.

"Oggi sappiamo che uno dei segni molto positivi della nostra epoca è la sensibilità all'ecologia, come l'enciclica Laudato sì ci richiede. È in atto una revisione di un antropocentrismo dispotico che dimenticava le altre creature e dimenticava che la missione dell'essere umano è di essere non padrone ma custode sensato del creato. Questa sensibilità emergente è un segno molto positivo della nostra contemporaneità. Un altro segno positivo è che siano le generazioni più giovani quelle che portano la bandiera di questa preoccupazione: papa Francesco rileva frequentemente l'importanza della sensibilità dei più giovani nel promuovere il rispetto del futuro del pianeta, delle relazioni qualificate eticamente tra gli esseri umani e di un rispetto più ampio della natura. Su questo c'è oggi un consenso ampio nella nostra società e nel mondo della cultura, è in questa direzione che dobbiamo avanzare. Quanto ai gesti di cultura, o di controcultura, che oggi si vedono, l'appello grande che possiamo fare è alla responsabilità di tutti: non solo nel rapporto al futuro comune ma anche nel rapporto all'eredità di un passato che continua a ispirarci di diventare umani: come non possiamo vivere senza futuro, non possiamo vivere nemmeno senza passato".