Le orme sulla neve e la trappola al miele, l’orsa JJ4 catturata con i suoi cuccioli
dal nostro inviato Gianpaolo Visetti , dal nostro inviato Gianpaolo VisettiMALÈ (VAL DI SOLE) - Sapevano che sarebbe tornata presto sui suoi passi, verso il luogo della tragedia. L'hanno così attirata in trappola nel suo bosco e con il suo cibo preferito in primavera: mele, rese più dolci e odorose con del miele. La fuga di JJ4 è stata ostacolata da una spruzzata di neve fresca, su cui nel fine settimana sono rimaste impresse le sue orme, e dai suoi tre cuccioloni di sedici mesi, ancora vogliosi di giocare con lei. Non è stato però un colpo di fortuna: a tradirla dopo meno di due settimane, quindici anni di monitoraggio genetico che hanno rivelato agli uomini che le davano la caccia le abitudini più segrete dell'orsa di 17 anni che il 5 aprile ha ucciso il ventiseienne trentino Andrea Papi sopra Caldes, in Val di Sole.
La cattura seguendo le tracce
La vita libera di Jj4 è finita lunedì alle 23, dopo che grazie alle foto-trappole nelle ultime ore si era stretto il cerchio della Forestale…
MALÈ (VAL DI SOLE) - Sapevano che sarebbe tornata presto sui suoi passi, verso il luogo della tragedia. L'hanno così attirata in trappola nel suo bosco e con il suo cibo preferito in primavera: mele, rese più dolci e odorose con del miele. La fuga di JJ4 è stata ostacolata da una spruzzata di neve fresca, su cui nel fine settimana sono rimaste impresse le sue orme, e dai suoi tre cuccioloni di sedici mesi, ancora vogliosi di giocare con lei. Non è stato però un colpo di fortuna: a tradirla dopo meno di due settimane, quindici anni di monitoraggio genetico che hanno rivelato agli uomini che le davano la caccia le abitudini più segrete dell'orsa di 17 anni che il 5 aprile ha ucciso il ventiseienne trentino Andrea Papi sopra Caldes, in Val di Sole.
La cattura seguendo le tracce
La vita libera di Jj4 è finita lunedì alle 23, dopo che grazie alle foto-trappole nelle ultime ore si era stretto il cerchio della Forestale attorno a lei e alla sua cucciolata. Domenica la famigliola era stata avvistata nella Val Meledrio, lunedì mattina aveva lasciato le sue tracce nella foresta sotto le piste da sci di Folgarida, sopra Dimaro, nuovamente in Val di Sole. Sul suo cammino, seguito grazie agli escrementi e ai peli impigliati nei tronchi degli abeti, JJ4 aveva distrutto due fotocellule e alcuni cartelli di avviso pericolo-orsi.
La trappola in fonfdo al tunnel
L'altra notte ha ceduto e si è infilata in una delle due trappole a tubo nascoste dalla Forestale nei boschi sopra Malè, a quota 1.400 metri, meno di quattro chilometri dalla strada sterrata dove ha attaccato Andrea Papi. Non fosse stata intercettata, avrebbe presto raggiunto proprio la zona di Malga Grum, meta della corsa della sua vittima. "Le femmine sono stanziali - dice Alessandro De Guelmi, veterinario che ha addormentato JJ4 nelle due precedenti catture - e per preferenze alimentari tendono a frequentare gli stessi luoghi nei medesimi periodi dell'anno. In primavera quest'orsa ha sempre svezzato i suoi cuccioli con germogli e petali di crocus, sul versante nord del Peller, dove nel 2020 aveva attaccato due cacciatori. Si è fidata di una trappola che conosceva, considerandola una seconda tana".
Addormentata con l'anestetico
A complicare la cattura, proprio la presenza dei tre cuccioli. Due, del peso di 35-40 chili, nella foga di buttarsi sulla frutta sono caduti in trappola con la madre. La squadra-cattura, quattro uomini più due veterinari, è stata così costretta a sparare l'anestetico per addormentare JJ4. "Aperta la gabbia - dice Raffaele De Col, capo della Protezione civile trentina - i cuccioli sono scappati nel bosco. Ormai sono svezzati, le loro possibilità di sopravvivenza non dipendevano già più dalla madre".
Delicata e lunga la sedazione. Solo dopo mezzanotte la trappola con dentro l'orsa di 150 chili addormentata, è stata caricata su un carrello e trainata con un fuoristrada fino al centro per la fauna selvatica a Casteller, sopra Trento. Il recinto è lo stesso che ospita M49, l'artefice di due prodigiose fughe tra il 2019 e il 2020, ribattezzato Papillon dall'ex ministro Costa. Qui, dopo le 2 di notte JJ4 si è svegliata in una "gabbia di adattamento" di 3 metri per 4. "Sta bene - dice Giovanni Giovannini, capo del servizio foreste del Trentino - ma la detenzione resta uno shock. Ora monitoreremo il livello di stress dovuto alla vicinanza di M49 nella stagione degli amori".
Tre settimane di prigionia in attesa della sentenza
Se il Tar di Trento, che ha accolto il ricorso animalista contro l'ordinanza di abbattimento firmata dal presidente Maurizio Fugatti, non anticiperà il giudizio annunciato per l'11 maggio, per l'orsa si annunciano oltre tre settimane di prigionia. Respinta per ora la richiesta di anticipare la sentenza a domani. "Appena i giudici lo permetteranno - dice Fugatti - sopprimeremo JJ4 con l'eutanasia. Avremmo preferito farlo subito sul posto: chi vuole bene agli orsi trentini non deve pensare a questo esemplare, ma aiutarci a trasferire i 70 in sovrannumero".
Gli animalisti sul piede di guerra
Se la condanna verrà eseguita, a JJ4 sarà sparato un dardo-sonnifero e iniettato in vena un veleno a base di curaro, capace di soffocarla in pochi minuti. Per la Provincia la battaglia giudiziaria può rivelarsi lunga, incerta e costosa. Le associazioni animaliste hanno presentato al Tar un nuovo ricorso, assicurano di aver individuato all'estero un sito pronto ad accogliere la condannata e annunciano manifestazioni davanti all'ufficio di Fugatti, o all'esterno del recinto del Casteller, presidiato dalle forze dell'ordine in quanto "obiettivo sensibile". Contro l'abbattimento anche i genitori di Andrea Papi, che ripetono di pretendere "giustizia per nostro figlio".
Il via libera da Roma
La rivolta pro-JJ4 monta pure sui social, che invitano a boicottare il turismo in Trentino. Gli orsi reintrodotti dalla Slovenia non appartengono però alla Provincia, chiamata a gestirli, ma sono dello Stato. Il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin ha fatto sapere che Fugatti ha mano libera su JJ4 perché il parere di Ispra, già favorevole all'abbattimento, è solo consultivo. L'imminente tavolo Stato-Provincia sugli orsi si limiterà così a valutare il possibile trasferimento degli animali che Fugatti definisce "in eccesso" e a chiedere al ministero degli Interni il permesso di dotare di spray anti-orso almeno il personale chiamato a seguire gli animali.