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Starship, il razzo di SpaceX esplode in volo poco dopo il decollo

La navicella di Elon Musk, destinata a Luna e Marte, era al primo lancio di prova. Dopo la mancata separazione del primo stadio, il razzo è stato fatto deflagare da terra. Il miliardario: "È comunque un successo. Abbiamo imparato molto per il prossimo test, tra qualche mese"
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New York - Tre miliardi di dollari andati in fumo in quattro minuti. Elon Musk ha commentato che in realtà il lancio del nuovo razzo spaziale Starship, decollato oggi dalla base di Boca Chica in Texas, è stato comunque un successo, perché "ci ha consentito di imparare molto". Ha ragione, ma fino ad un certo punto. Perché da una parte l'obiettivo non era quello di veder esplodere tutto, però dall'altra il solo fatto che il mezzo sia riuscito a levarsi dalla Terra rappresenta un passo avanti verso il sogno di riportare gli esseri umani sulla Luna, e un giorno magari su Marte o anche oltre.

Starship è il razzo più grande e potente mai costruito dall'uomo. E' a…

New York - Tre miliardi di dollari andati in fumo in quattro minuti. Elon Musk ha commentato che in realtà il lancio del nuovo razzo spaziale Starship, decollato oggi dalla base di Boca Chica in Texas, è stato comunque un successo, perché "ci ha consentito di imparare molto". Ha ragione, ma fino ad un certo punto. Perché da una parte l'obiettivo non era quello di veder esplodere tutto, però dall'altra il solo fatto che il mezzo sia riuscito a levarsi dalla Terra rappresenta un passo avanti verso il sogno di riportare gli esseri umani sulla Luna, e un giorno magari su Marte o anche oltre.

Starship è il razzo più grande e potente mai costruito dall'uomo. E' alto 120 metri, ossia una decina in più del Saturn V, usato per le missioni Apollo che negli anni Sessanta avevano conquistato il nostro satellite. Però ha un potenza più che doppia, e in base al progetto dovrebbe ospitare circa 40 cabine, in grado di portare a spasso per l'universo cento persone.

La Nasa lo ha selezionato come mezzo per la missione Artemis, che in teoria nel dicembre del 2025 dovrebbe riportare gli astronuati sulla Luna. Però Musk, che lo ha costruito con la sua compagnia SpaceX, lo considera in realtà il primo passo per arrivare su Marte e altri pianeti, allo scopo di rendere la specie umana "multiplanetaria", nel caso qualche catastrofe ci costringesse ad abbandonare la Terra.

Questa mattina era previsto il primo lancio, dopo che lunedì era stato rinviato per un problema tecnico a dieci minuti dal decollo. Il razzo in effetti è riuscito ad alzarsi in volo, senza persone a bordo, ma invece di completare il previsto giro intorno al nostro pianeta, è scoppiato dopo quattro minuti.

Questo perché il "booster" che lo spingeva, detto Super Heavy, non si è staccato come previsto dal resto del mezzo. Alla vigilia Musk aveva abbassato le aspettative, dicendo che avrebbe considerato un successo il solo decollo, a patto di non distruggere l'intera rampa di lancio.

Quindi ha fatto subito buon viso a cattivo gioco: "Congratulazioni - ha scritto sul suo Twitter - al team di SpaceX, per un eccitante lancio di prova di Starship. Abbiamo imparato molto, in vista del prossimo test che avverrà tra pochi mesi". Anche l'amministratore della Nasa Bill Nelson, che ha dato a Musk l'appalto per il razzo di Artemis, si è congratulato: "Ogni grande risultato nella storia ha richiesto un certo livello di rischio calcolato, perché col grande rischio viene la grande ricompensa. Siamo impazienti di vedere il prossimo test, e oltre". Simile il tono usato dall'ingegnere di SpaceX Kate Tice, secondo cui "siamo riusciti ad alzarci dalla torre, che era la nostra unica speranza. Con questi test, il successo viene da ciò che impariamo, e quello di oggi ci aiuterà a rendere Starship più affidabile".

È vero, ma non ci vuole un genio delle esplorazioni spaziali per capire che sarebbe stato meglio se il razzo non fosse esploso. Primo, perché non essere riusciti a completare il previsto giro in orbita dimostra che sul piano tecnico il progetto ha ancora molta strada da fare, e non è detto che riesca a percorrerla tutta in sicurezza entro il 2025.

Secondo, perché comunque non è una bella immagine, proprio mentre gli Usa sono impegnati in una competizione tecnologica con la Cina, che fa parte della sfida geopolitica epocale per la suprezia mondiale. Terzo, perché magari riaccenderà i dubbi sulla scelta di affidare questi progetti ai privati, che magari costano meno e sono più veloci, ma proprio per questo tendono a "tagliare gli angoli". Quarto, perché dopo i problemi avuti con Tesla e Twitter sulla Terra, Musk avrebbe avuto bisogno di un successo più chiaro almeno tra le stelle. Il sogno però continua, anche perché non c'è nessun altro al mondo in grado di sognare così in grande.