In Calabria adesso c'è la pasta Sam: il sogno realizzato di tre amici arrivati con i barconi dalla Libia
di Gabriella Cantafio , di Gabriella Cantafio"Ho lasciato il mio Paese per inseguire il sogno di un futuro migliore, ma non credevo di trovare l'occasione della mia vita in Italia" ad affermarlo è Adama Traore, 23enne senegalese approdato, 5 anni fa, sulla costa calabrese insieme all'amico Sadia Diaby e ad altre centinaia di migranti che, come tanti altri, si sono imbarcati dalla Libia con poche certezze e molta speranza.
Accolti dal Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai) di Rogliano, all'interno di "Casa Ismaele" hanno conosciuto Madi Minougouy, coetaneo della Costa d'Avorio, con cui, sin da subito, hanno condiviso il desiderio di apprendere e sentirsi parte integrante della comunità locale. A offrire loro un'occasione di integrazione socio-economica è stato il progetto "Fare Sistema Oltre l'Accoglienza", promosso dalla Cooperativa Fo.Co., che prevede corsi di lingua italiana e percorsi formativi professionalizzanti per giovani migranti.
…"Ho lasciato il mio Paese per inseguire il sogno di un futuro migliore, ma non credevo di trovare l'occasione della mia vita in Italia" ad affermarlo è Adama Traore, 23enne senegalese approdato, 5 anni fa, sulla costa calabrese insieme all'amico Sadia Diaby e ad altre centinaia di migranti che, come tanti altri, si sono imbarcati dalla Libia con poche certezze e molta speranza.
Accolti dal Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai) di Rogliano, all'interno di "Casa Ismaele" hanno conosciuto Madi Minougouy, coetaneo della Costa d'Avorio, con cui, sin da subito, hanno condiviso il desiderio di apprendere e sentirsi parte integrante della comunità locale. A offrire loro un'occasione di integrazione socio-economica è stato il progetto "Fare Sistema Oltre l'Accoglienza", promosso dalla Cooperativa Fo.Co., che prevede corsi di lingua italiana e percorsi formativi professionalizzanti per giovani migranti.
"Arrivare in un Paese sconosciuto, incapaci di pronunciare anche una sola parola in italiano, non è stato semplice, ma eravamo reduci da difficoltà molto più devastanti. Non ci siamo mai arresi, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato sodo per costruire il nostro futuro" racconta Adama che, amalgamando acqua e farina, insieme a Sadia e Madi ha trovato la ricetta per il loro riscatto. Frequentando un corso per maestri pastai, infatti, i tre ragazzi hanno scoperto l'arte della pasta fresca artigianale, hanno applicato le competenze apprese in pastifici locali, dove hanno svolto un periodo di tirocinio, ma soprattutto hanno fatto lievitare il sogno di aprire un pastificio tutto loro.
"A dir la verità, nei nostri Paesi di origine si mangia davvero poca pasta, ma quando siamo arrivati a Rogliano era tra le pietanze principali della mensa e abbiamo iniziato ad apprezzarla, a tal punto che abbiamo deciso di imparare a produrla", ammette il giovane senegalese che nell'alimento cardine della dieta mediterranea ha trovato le indicazioni per intraprendere il percorso di emancipazione che l'ha reso un imprenditore.
Con il sostegno della cooperativa Fo.Co., capofila del progetto co-finanziato da Fondazione con il Sud, i tre amici hanno costituito la cooperativa S.A.M. - acronimo che richiama le iniziali dei loro nomi - e, superando con determinazione i limiti della burocrazia italiana, hanno gettato le basi dell'omonima startup, Pastificio Sam, che, sabato 22 aprile, a Mangone, paesino dell'entroterra cosentino, aprirà le porte al pubblico.
"Proprio così dovrebbero essere intese le politiche di integrazione: non assistenzialismo, ma vere e proprie opportunità di realizzazione socio-economica e professionale per i migranti", commenta Giovanni Calabrese, responsabile del progetto che sta seguendo ogni passo di questa straordinaria impresa.
Ma non è tutto: nel piccolo laboratorio, Adama, Sadia e Madi producono anche ostie artigianali. Tutti e tre di fede musulmana, preparano il simbolo del Corpo di Cristo. "Non abbiamo alcun problema a realizzare un simbolo cristiano, anzi per noi rappresenta un'occasione per ringraziare la religione delle tante persone che ci hanno accolto e sostenuto" aggiunge Adama, mentre Calabrese si sofferma sulla richiesta di ostie artigianali segnalata da un'indagine di mercato, a seguito della supremazia della produzione industriale.
I tre giovani imprenditori non contengono la gioia di avercela fatta: "Ci riteniamo fortunati, quest'opportunità non è affatto scontata, per tanti nostri amici, purtroppo, non c'è stato lo stesso lieto fine. Ogni giorno condividiamo il nostro orgoglio anche con i nostri familiari che, seppur distanti, sono sempre grati agli italiani che ci hanno consentito una nuova vita", chiosa Adama che, intento a gestire i primi ordini di clienti privati e ristoranti, accennando un sorriso confida l'ambizione di fare arrivare la pasta Sam in tutta Italia.