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La magistrata scrittrice fermata dal Csm: niente tour nelle scuole per parlare di libri

(ansa)

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Marzia Sabella non potrà invogliare gli studenti alla lettura: "Non è un'attività di ambito giuridico"
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Al Csm non piace che una scrittrice che è anche magistrato vada ad incontrare nelle scuole gli studenti per invogliarli alla lettura e alla scrittura. La prima commissione del Consiglio superiore della magistratura che si occupa delle "incompatibilità" blocca, votando all'unanimità, l'autrice di romanzi e testi di saggistica, Marzia Sabella, che è anche procuratrice aggiunta a Palermo, perché questo "incarico", secondo la burocrazia di Palazzo dei Marescialli, "non può essere autorizzato".

Per l'organo di autogoverno non può andare a parlare nelle scuole nell'ambito del progetto "Adotta uno scrittore" curato dal Salone internazionale del libro di Torino, perché "il soggetto conferente", scrive il Csm nella delibera riferendosi al Salone "quale fondazione di partecipazione configurante "modello atipico di persona giuridica privata", non ha come ogget…

Al Csm non piace che una scrittrice che è anche magistrato vada ad incontrare nelle scuole gli studenti per invogliarli alla lettura e alla scrittura. La prima commissione del Consiglio superiore della magistratura che si occupa delle "incompatibilità" blocca, votando all'unanimità, l'autrice di romanzi e testi di saggistica, Marzia Sabella, che è anche procuratrice aggiunta a Palermo, perché questo "incarico", secondo la burocrazia di Palazzo dei Marescialli, "non può essere autorizzato".

Per l'organo di autogoverno non può andare a parlare nelle scuole nell'ambito del progetto "Adotta uno scrittore" curato dal Salone internazionale del libro di Torino, perché "il soggetto conferente", scrive il Csm nella delibera riferendosi al Salone "quale fondazione di partecipazione configurante "modello atipico di persona giuridica privata", non ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente l'attività formativa o scientifica in ambito giuridico". In buona sostanza, escludendo il burocratese, se fosse una casa editrice che pubblica testi giuridici o organizza corsi di formazione giuridica - e la Commissione ne ha deliberate tante - allora la richiesta potrebbe essere accolta. Ma siccome è il Salone internazionale del libro, per la Prima commissione non si può dare corso. È la restrizione della democrazia, un impedimento alla libertà di espressione di una scrittrice che è anche magistrata.

Nella stessa seduta la Commissione ha invece accolto la richiesta di togati che chiedevano l'autorizzazione per l'incarico che arrivava da case editrici per: "Lezione sul tema della responsabilità amministrativa degli enti", e poi "lezione nell'ambito del master in successioni mortis causa", ed ancora "lezione di diritto processuale civile", "lezione di diritto processuale civile e diritto di famiglia", "lezione di diritto civile (modalità da remoto)".

Forse è il caso di ricordare ai componenti del Csm che il Salone del libro dal 1988 è la più importante fiera dell'editoria italiana. Per i lettori è un grande festival internazionale della cultura. Ogni anno arrivano al Salone le autrici e gli autori che hanno fatto la storia della letteratura del Novecento e del nostro secolo. E alla scuola viene dedicato un ampio spazio che dura tutto l'anno con tanti progetti. Tra questi, il più longevo è "Adotta uno scrittore", che da 21 anni porta a scuola i più importanti autori contemporanei. Agli studenti sono dedicati incontri per formare i lettori di domani.

Il fulcro attorno a cui ruota il progetto che coinvolge Marzia Sabella "è il conoscersi favorendo uno scambio reale tra autori e studenti, un incontro tra diverse esperienze, sensibilità, passioni e interessi", si legge sul sito del Salone. Agli autori e alle autrici non è dato alcun vincolo tematico o di metodo, gli appuntamenti prendono forma a partire dal dialogo con i ragazzi e le ragazze. Il relatore della prima commissione, l'ex senatore di Forza Italia, Enrico Aimi, ha comunicato alla procuratrice aggiunta il preavviso di rigetto della sua richiesta di autorizzazione. La delibera è stata trasmessa al Plenum del Csm, al quale spetta di ratificare o rinviare al mittente.

Il Salone scrive che "Non si tratta di lezioni frontali o di presentazioni editoriali, il tema centrale è la lettura (poesia, narrativa, saggistica, fumetto o albo illustrato) come piacere, come strumento di crescita e di comprensione di sé e del mondo". L'incarico che è stato chiesto di svolgere a Marzia Sabella non è dunque una docenza, né stabile né episodica, e i suoi incontri nelle scuole non vertono sull'insegnamento di una qualsiasi dottrina, ma si basa sul dialogo, sulle "esperienze, sensibilità, passioni" che si racchiudono nella produzione letteraria dell'autrice, al fine di "mostrare il lato vivo e dinamico dei libri".

I libri sono dunque il punto di partenza per stringere legami, scoprire complicità, coltivare un dialogo e parlare di storie. Marzia Sabella non ha mai fatto parte di correnti nella magistratura, ha una lunga esperienza nella lotta alla mafia, è stata il pm che assieme al collega Michele Prestipino ha coordinato l'arresto di Bernardo Provenzano, titolare di importanti inchieste su Cosa nostra e in precedenza anche sulla pedofilia, è stata a lungo la procuratrice "reggente" dell'ufficio di Palermo prima della nomina di Maurizio de Lucia, e adesso rappresenta l'accusa nel processo in cui è imputato il ministro Matteo Salvini, su cui ha condotto le indagini. Un magistrato irreprensibile.

L'ultimo libro che ha scritto Marzia Sabella è un bel romanzo "Lo sputo", edito da Sellerio, tradotto anche in Spagna, in cui racconta con una grande forma letteraria e di narrazione la storia di una donna che negli anni Sessanta denunciò la mafia e i boss. La storia di una donna che si ribellava e chiedeva giustizia per l'omicidio del compagno e poi del figlio. Nessuna vendetta mafiosa, chiedeva solo l'azione della giustizia. Quella che oggi può impedire a Marzia Sabella di portare il suo pensiero democratico e la sua esperienza letteraria agli studenti.