Papa Francesco: "Dopo 10 anni voglio tornare in Argentina: la visiterò nel 2024"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziFrancesco vuole visitare finalmente l'Argentina l'anno prossimo: lo assicura il papa stesso in una conversazione con il quotidiano argentino La Nación. Jorge Mario Bergoglio, 86 anni e un problema di mobilità ormai stabile, non ha diminuito il programma dei suoi viaggi. Questa settimana, da venerdì 28 a domenica 30 aprile, visiterà Budapest, a inizio agosto è atteso a Lisbona per la Giornata mondiale della Gioventù. Non è stato ancora ufficializzato, ma poi a settembre Francesco intende recarsi prima a Marsiglia, per un incontro di vescovi del Mediterraneo, e poi, pochi giorni dopo, in Mongolia. In un colloquio con Joaquín Morales Sola, firma politica de La Nación, ora, annuncia, per la prima volta in modo così chiaro, di volere tornare in Argentina nel 2024. Dalla sua elezione al Conclave del 2013 il Papa argentino non è mai tornato nel suo Paese.
La prima volta dal Conclave del 2013
"Voglio v…
Francesco vuole visitare finalmente l'Argentina l'anno prossimo: lo assicura il papa stesso in una conversazione con il quotidiano argentino La Nación. Jorge Mario Bergoglio, 86 anni e un problema di mobilità ormai stabile, non ha diminuito il programma dei suoi viaggi. Questa settimana, da venerdì 28 a domenica 30 aprile, visiterà Budapest, a inizio agosto è atteso a Lisbona per la Giornata mondiale della Gioventù. Non è stato ancora ufficializzato, ma poi a settembre Francesco intende recarsi prima a Marsiglia, per un incontro di vescovi del Mediterraneo, e poi, pochi giorni dopo, in Mongolia. In un colloquio con Joaquín Morales Sola, firma politica de La Nación, ora, annuncia, per la prima volta in modo così chiaro, di volere tornare in Argentina nel 2024. Dalla sua elezione al Conclave del 2013 il Papa argentino non è mai tornato nel suo Paese.
La prima volta dal Conclave del 2013
"Voglio venire nel Paese il prossimo anno", afferma Bergoglio, che precisa di non gradire di essere associato ad una o all'altra parte politica dell'Argentina. Francesco, che in patria gode sia di diffuse simpatie sia di decise avversioni, evita quest'anno perché, spiega, nel Paese si svolgono diverse elezioni, locali, parlamentari e, ad ottobre, presidenziali. Quando era arcivescovo di Buenos Aires i suoi rapporti con l'allora coppia presidenziale, i peronisti Nestor e Cristina Kirchner, erano tesi. Da Papa la relazione con Cristina, divenuta presidente e, ora, vicepresidente, sono decisamente migliorati. Sono stati freddi quelli con il presidente liberista Mauricio Macri, e, inizialmente cordiali, si sono raffreddati quelli con l'attuale presidente Alberto Fernández, a sua volta peronista. "Sono fuori dal Paese da 10 anni e non ho il polso di quanto accade in Argentina", sostiene ora Bergoglio, che ripete a La Nación che aveva progettato di visitare l'Argentina nel 2017 nel quadro di un viaggio in diversi Paesi latinoamericani ma proprio per evitare un periodo elettorale in Cile posticipò la visita e, alla fine, per motivi atmosferici, la limitò a Cile e Perù.
Wojtyla, "un santo già da vivo"
Nel colloquio con La Nación, il Papa affronta altri temi: Bergoglio riferisce che sceglierà presto il successore all'arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Mario Aurelio Poli che egli stesso nominò poco dopo essere eletto Papa. Il porporato, che ha da poco compiuto 75 anni e pertanto andrà presto in pensione, è stato ricevuto la scorsa settimana dal Papa. In questi anni ha tenuto un profilo basso. "Ci sono tre candidati molto forti", si limita a dire il Papa.
Francesco torna poi sulle polemiche sorte su Giovanni Paolo II dopo che egli ha deciso di far riaprire ai magistrati vaticani le indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Il fratello della ragazza, Pietro Orlandi, ha riferito alcune illazioni sulla figura del Papa polacco, suscitando la condanna del Vaticano e la stessa riprovazione di Francesco. "Giovanni Paolo II", dice ora il suo successore sul soglio di Pietro, "è stato un santo in vita e lo è formalmente ora da morto. Nessuno onestamente può dubitare di Papa Wojtyla".
Il futuro di Gaenswein fuori dal Vaticano
Con La Nacion, infine, il Papa torna a parlare dei destini di monsignor Georg Gänswein, il segretario particolare di Benedetto XVI che, in occasione della morte del Pontefice tedesco, si è prodotto in una serie di esternazioni critiche nei confronti del Papa regnante. Francesco spiega che, di sicuro, l'arcivescovo tedesco non rimarrà a Roma, perché così non è mai accaduto per i segretari dei Papi. Bergoglio, secondo quanto riporta il quotidiano argentino, avrebbe proposto a Gänswein di "tornare nella sua diocesi in Germania", non dunque come vescovo ordinario. E, più in generale, "ha deciso che Gänswein può scegliere se restare in Italia o tornare in Germania, ma qualsiasi opzione deve vederlo fuori dalle mura vaticane".