Nessun segnale da Hakuto-r, il lander del programma giapponese, che voleva essere il primo privato a posarsi con successo sulla Luna: è rimasto in silenzio quando si attendeva il suo saluto dopo il touchdown. La compagnia nipponica che vi sono prove evidenti che la sonda si è schiantata sul suolo lunare.
Dopo il tentativo fallito della israeliana SpaceIL, la cui sonda precipitò schiantandosi malamente nel 2019, un'altra compagnia commerciale non riesce in quello che, finora, hanno ottenuto solo le agenzie spaziali di Usa, Russia e Cina. Ma la strada è comunque segnata: c'è la volontà, anche per i privati, di esplorare la Luna e di sfruttare le possibilità commerciali di questo "nuovo mondo". La piccola ispace (200 dipendenti), che ha raccolto oltre 200 milioni di investimenti da tutto il mondo, era arrivata a un passo. Dopo diversi minuti di tensione, in attesa della conferma dell'allunaggio, il fondatore e Ceo di…
Nessun segnale da Hakuto-r, il lander del programma giapponese, che voleva essere il primo privato a posarsi con successo sulla Luna: è rimasto in silenzio quando si attendeva il suo saluto dopo il touchdown. La compagnia nipponica che vi sono prove evidenti che la sonda si è schiantata sul suolo lunare.
Dopo il tentativo fallito della israeliana SpaceIL, la cui sonda precipitò schiantandosi malamente nel 2019, un'altra compagnia commerciale non riesce in quello che, finora, hanno ottenuto solo le agenzie spaziali di Usa, Russia e Cina. Ma la strada è comunque segnata: c'è la volontà, anche per i privati, di esplorare la Luna e di sfruttare le possibilità commerciali di questo "nuovo mondo". La piccola ispace (200 dipendenti), che ha raccolto oltre 200 milioni di investimenti da tutto il mondo, era arrivata a un passo. Dopo diversi minuti di tensione, in attesa della conferma dell'allunaggio, il fondatore e Ceo di ispace Takeshi Hakamada è comparso davanti alle telecamere in livestream confermando i sospetti: "Purtroppo non ci è stato possibile confermare che l'allunaggio è avvenuto con successo. Non abbiamo comunicazione con il lander". Difficile che Hakuto si faccia sentire, ma gli ingegneri di ispace continueranno a provarci.
Come buon auspicio, sul suo profilo Twitter, ispace aveva pubblicato un Earthrise, una foto della Terra che sorge sull’orizzonte lunare. Richiama quella che scattò William Anders il 24 dicembre 1968 durante la missione Apollo 8, attorno alla Luna. Il lander del Sol levante aveva ripreso il panorama il 20 aprile, una circostanza suggestiva perché sulla Terra si riesce a vedere l’ombra della Luna proiettata durante l’eclissi di Sole.
Servizi lunari
Hakuto-r, capitolo 1 (ci sono altre missioni allo studio), è partita da Cape Canaveral l'11 dicembre 2022 a bordo di un Falcon 9 della SpaceX. Era il giorno in cui rientrava sulla Terra la capsula Orion di Artemis I, la prima missione del programma Nasa per riportare astronauti sulla Luna. Un incrocio spaziale che, per ora, fa solo intuire il traffico che potrebbe esserci da qui a qualche anno da e verso il nostro satellite. L'obiettivo dell'iniziativa privata è, innanzi tutto, dimostrare di poter scendere e posarsi al suolo senza danni. Le condizioni sulla Luna sono molto diverse dalla Terra o Marte. Non c'è atmosfera da usare per rallentare, lo sanno bene gli israeliani ma anche l'India, che ha visto una sua sonda schiantarsi vicino al Polo sud lunare sempre nel 2019. Dal decollo al rilascio e per tutta la fase di crociera, le comunicazioni e le manovre erano state "nominali".
Il lander aveva il compito di rilasciare due piccoli rover. Uno è il Rashid, degli Emirati Arabi Uniti, l'altro è un "giocattolino", delle dimensioni di una palla da baseball, con due ruote, sviluppato e costruito dall'Agenzia spaziale giapponese con l'azienda di giocattoli per bambini Tomy e la Sony. Allo stesso modo in cui SpaceX si occupa del trasporto per lo spazio, ispace si propone come fornitrice di servizi, per governi, agenzie spaziali e aziende, per portare sulla Luna dispositivi e robot per fare ricerca scientifica ed esplorazione di risorse.
Proprio come SpaceIL, l'azienda israeliana che fallì il tentativo quattro anni fa, ispace è nata per proseguire lo sforzo messo in campo per vincere il Google Lunar Xprize. Il concorso, sponsorizzato dall'azienda di Mountain View, metteva in palio 30 milioni di dollari, il premio al team privato che sarebbe riuscito per primo a effettuare un allunaggio controllato sulla Luna (quindi senza schiantarsi) entro la fine del 2017. Nessuno vi riuscì. Ma alcune iniziative, come SpaceIL e ispace proseguirono, per diventare startup lunari. L'azienda nipponica è riuscita quindi a raccogliere, con successivi round di finanziamento, oltre 200 milioni di dollari.
L'Esa calcola che nei prossimi dieci anni saranno almeno 80 le missioni lunari battenti bandiere di tutto il mondo. Astronauti e robot, sonde e una Stazione spaziale in orbita. Si cominciano già a progettare gli insediamenti. Tutto da costruire e connettere. Uno studio della Bocconi di un paio di anni fa stimava sempre più vicina al successo la sostenibilità delle iniziative economiche e di business plan per la Luna. Per esempio per andare a cercare ghiaccio di acqua e metalli rari. Esplorazioni troppo costose da effettuare solamente con un equipaggio umano, ma fattibile con i robot. Così ispace tenta di scavarsi una nicchia in questo mercato ancora in formazione, ma che già vede in pista diverse altre aziende imbarcate dalla Nasa nel programma Commercial lunar payload services, o dall'Esa. Sarà una strada lunga, ispace potrebbe essere la prima a percorrerla.