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Spazio, il piano cinese: tra cinque anni una stazione sulla Luna

(reuters)
IL prossimo obiettivo della corsa allo spazio di Pechino è ancora una volta il nostro satellite. In una continua sfida al dominio della Nasa
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PECHINO - Mao Zedong si lamentava che i cinesi non sarebbero mai stati in grado di lanciare in orbita nemmeno una patata. E invece. Nel giro di nemmeno due anni, i cinesi si sono addirittura costruiti una loro stazione spaziale: Tiangong, il “Palazzo celeste”. E ora, dopo il rover su Marte per esplorare la superficie del Pianeta rosso e dopo la sonda che nel 2020 ha riportato dopo 44 anni i primi campioni dalla Luna, il prossimo obiettivo di questa corsa allo spazio per i cinesi è ancora una volta la Luna. In una continua sfida al dominio della Nasa.

La prima base entro il 2028

Pechino ha in programma di costruire la sua prima base entro il 2028, con materiali ricavati dal suolo lunare, per poi farvi atterrare gli astronauti (anzi, taikonauti, come si chiamano qui) due anni più tardi. “La missione Chang'e 8 sarà lanciata nel 2028 (preceduta da altre due missioni preparatorie, ndr) per stabilire una stazione di ricerca scientifica con equipa…

PECHINO - Mao Zedong si lamentava che i cinesi non sarebbero mai stati in grado di lanciare in orbita nemmeno una patata. E invece. Nel giro di nemmeno due anni, i cinesi si sono addirittura costruiti una loro stazione spaziale: Tiangong, il “Palazzo celeste”. E ora, dopo il rover su Marte per esplorare la superficie del Pianeta rosso e dopo la sonda che nel 2020 ha riportato dopo 44 anni i primi campioni dalla Luna, il prossimo obiettivo di questa corsa allo spazio per i cinesi è ancora una volta la Luna. In una continua sfida al dominio della Nasa.

La prima base entro il 2028

Pechino ha in programma di costruire la sua prima base entro il 2028, con materiali ricavati dal suolo lunare, per poi farvi atterrare gli astronauti (anzi, taikonauti, come si chiamano qui) due anni più tardi. “La missione Chang'e 8 sarà lanciata nel 2028 (preceduta da altre due missioni preparatorie, ndr) per stabilire una stazione di ricerca scientifica con equipaggio al Polo Sud della Luna”, afferma Wu Weiren, capo del programma di esplorazione lunare cinese. Per costruire le proprie strutture, durante una conferenza tenutasi nei giorni scorsi a Wuhan, gli scienziati cinesi hanno confermato che stanno valutando la possibilità di stampare mattoni in 3D utilizzando materiali provenienti dalla superficie lunare. Per farlo è stato svelato dai ricercatori dell’Università Huazhong un prototipo di robot a sei zampe, simile a un insetto: un "super muratore" in grado di mettere insieme questi mattoncini stampati, un pò come si fa con i Lego. Se tutti i test verranno superati in questi anni, gli oggetti potrebbero così essere prodotti o sostituiti nello spazio, anziché essere lanciati dalla Terra, riducendo notevolmente i costi. “La sonda Chang'e 8 condurrà indagini in loco sull'ambiente e sulla composizione dei minerali, oltre a determinare se tecnologie come la stampa 3D possano essere impiegate sulla superficie lunare”, scrive la stampa statale.

Il programma di esplorazione lunare

Istituito nel 2004, il programma di esplorazione lunare (Chang’e, dal nome della Dea cinese della Luna) ha lanciato la sua prima navicella tre anni più tardi. Nel 2013 la Cina ha fatto atterrare con successo la sua prima sonda. Obiettivo finale: l’esplorazione del Polo Sud lunare, un'area che gli scienziati ritengono essere il posto migliore per trovare acqua. Lì dove anche gli americani hanno messo da tempo gli occhi. Se i progetti lunari sembrano andare avanti spediti, quelli marziani rallentano. Dopo mesi di ibernazione programmata, il rover Zhurong - atterrato nel Pianeta rosso nel maggio 2021, alimentato a energia solare e che prende il nome dal dio cinese del fuoco - non si è ancora “risvegliato”. Avrebbe dovuto farlo a dicembre. “È probabile che un accumulo di polvere abbia portato a una diminuzione della sua capacità di produrre elettricità, tale da renderla insufficiente per il suo risveglio", ha dichiarato ieri Zhang Rongqiao, capo progettista del programma di esplorazione di Marte, in un'intervista alla Cctv.