Cronaca

“Precauzione da mantenere”. Ma da maggio mascherine solo nei pronto soccorso

 “Precauzione da mantenere”. Ma da maggio mascherine solo nei pronto soccorso
Con la nuova ordinanza di Schillaci obbligatorie nelle Rsa e nelle malattie infettive. L'infettivologo Andreoni: "Vanno tenute in tutti i reparti"
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Si restringe l’obbligo di indossare le mascherine negli ospedali. Fino al 30 aprile si dovranno ancora portare in tutte le strutture sanitarie ma dal primo maggio, ha annunciato ieri il ministro alla Salute Orazio Schillaci, entrerà in vigore una nuova ordinanza che cambierà le cose radicalmente. Sarà imposto, ha spiegato il ministro, di portare le protezioni solo all’interno delle Rsa, le residenze per anziani, e in due reparti considerati molto delicati, cioè i pronto soccorso e le malattie infettive. L’atto sarà pronto oggi e si capirà se l’obbligo varrà anche per altri settori di area critica, come sembra. Cioè per specialità come cardiochirurgia, ematologia e altre che ospitano pazienti molto delicati. Per il resto, ci sarà una raccomandazione ad usarle nelle aree dove ci sono anziani, fragili e immunodepressi.

In più, ha annunciato il ministro, resterà l’autonomia dei reparti e delle direzioni sanitarie di stabilire cosa fare, cioè se mettere l’obbligo in reparti non compresi nell’ordinanza. "Mi auguro che i direttori sanitari intervengano per mantenere l’obbligo in tutto l’ospedale, a parte bar, mense e luoghi di stazionamento". A parlare è Massimo Andreoni, primario di malattie infettive di Tor Vergata, cioè l’ospedale dell’Università della quale Schillaci è stato rettore fino all’autunno scorso. "Dobbiamo uscire dall’idea del Covid ma tenere qualcosa di buono che ci ha insegnato. Nei Paesi dove si sta attenti alla salute pubblica ci si occupa dei fragili. E le mascherine servono a proteggere dal virus dell’influenza, dal virus respiratorio sinciziale e altri micro organismi. Il buonsenso dice che non vanno usate solo quando ci si reca da qualcuno in ematologia ma anche quando si entra in medicina interna per trovare la madre di 80 anni".

Riguardo alla responsabilità delle direzioni degli ospedali, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli aggiunge: "I medici devono valutare la situazione delle loro strutture e poi parlarne con l’azienda sanitaria o ospedaliera. Se il direttore ritiene che sia giusto lasciare comunque l’obbligo di mascherina in una struttura se ne prenda la responsabilità. Entriamo in una fase nella quale i professionisti devono avere una maggiore consapevolezza". Dice che si userà buonsenso Giovanni Migliore, il presidente di Fiaso, la federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere. "Adesso, oggettivamente, gli indici di trasmissione sono bassi. Il Covid non fa paura".

Intanto non parte la commissione parlamentare sul Covid, a cui è contraria l’opposizione. Ieri alla Camera, in commissione Affari sociali, è slittato il voto sugli emendamenti (oltre 100) del testo unico per istituire il nuovo organismo. Sempre ieri si è saputo che il 10 maggio il Tribunale dei ministri di Brescia interrogherà Roberto Speranza e Giuseppe Conte per l’inchiesta sulla gestione delle prime fasi della pandemia, in particolare sulla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro. Tra gli indagati c’è anche Silvio Brusaferro che proprio ieri ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica, consegnata all’Istituto superiore di sanità, da lui presieduto, "per l’impegno profuso da tutto il personale che ha contribuito incisivamente alle azioni di contrasto e contenimento del virus, con particolare senso di appartenenza alle istituzioni e dedizione al servizio della scienza e del Paese". Da una parte indagato, dall’altra premiato.