Trieste, omicidio dei due poliziotti: imputato assolto anche in Appello
di Gianpaolo Sarti , di Gianpaolo SartiTRIESTE - Sul volto e nelle parole di Fabio Demenego c'è delusione e rabbia. "Siamo stanchi, siamo stanchi.. ", dice scuotendo il capo, a fine udienza, il papà di Matteo Demenego. Matteo era suo figlio: il giovane agente di polizia morto in Questura assieme al collega Pierluigi Rotta. Ucciso dai colpi di pistola del trentenne dominicano Augusto Meran, che era riuscito a impossessarsi delle armi dei due poliziotti e a sparare. Tentando poi di ammazzare anche altri otto agenti.
Era il 4 ottobre del 2019. Ora, a tre anni e mezzo di distanza da quel dramma, anche la Corte di assise di Appello, dopo il primo grado, ha assolto Meran. La Corte, presieduta dal giudice Igor Maria Rifiorati, oggi ha confermato la sentenza di primo grado: una sentenza di assoluzione per "incapacità di volere". Maran, vista la pericolosità, sarà trasferito in una Rems, una residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza. Al momento è…
TRIESTE - Sul volto e nelle parole di Fabio Demenego c'è delusione e rabbia. "Siamo stanchi, siamo stanchi.. ", dice scuotendo il capo, a fine udienza, il papà di Matteo Demenego. Matteo era suo figlio: il giovane agente di polizia morto in Questura assieme al collega Pierluigi Rotta. Ucciso dai colpi di pistola del trentenne dominicano Augusto Meran, che era riuscito a impossessarsi delle armi dei due poliziotti e a sparare. Tentando poi di ammazzare anche altri otto agenti.
Era il 4 ottobre del 2019. Ora, a tre anni e mezzo di distanza da quel dramma, anche la Corte di assise di Appello, dopo il primo grado, ha assolto Meran. La Corte, presieduta dal giudice Igor Maria Rifiorati, oggi ha confermato la sentenza di primo grado: una sentenza di assoluzione per "incapacità di volere". Maran, vista la pericolosità, sarà trasferito in una Rems, una residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza. Al momento è ancora in carcere a Verona.
L'assoluzione in primo grado, un anno fa, era stata pronunciata dopo una battaglia a colpi di perizie psichiatriche: un'assoluzione peraltro chiesta proprio dalla Procura della Repubblica di Trieste. Ma la Procura generale, rappresentata in appello dal magistrato Carlo Maria Zampi, aveva poi fatto ricorso.
Oggi la sentenza di secondo grado, che addolora ancora una volta i famigliari delle vittime. "Siamo un po' stanchi di sentire queste scuse: quanto è malato Meran, quanto sta male. Siamo stanchi di questa storia, però dobbiamo andare avanti e non ci resta niente altro da fare. È un po' un ripetersi di queste udienze, prese con molta leggerezza - ha osservato ancora Fabio Demenego, papà di Matteo - però i giudici sono loro. Mi auguro solo che quando un giorno servirà loro l'aiuto di un agente di polizia e si presenterà un ragazzo di 20 anni... magari ci pensano".
I legali di parte civile intendono ora sollecitare la Procura generale ad attivarsi per il ricorso in Cassazione. "Questa sentenza smarrisce il senso di giustizia", ha commentato a fine udienza l'avvocato Valter Biscotti, dell'associazione Fervicredo (Feriti e vittime della criminalità e del dovere).
In appello sono state accolte le tesi emerse in primo grado dagli accertamenti dello psichiatra Stefano Ferracuti, ordinario di Psicopatologia forense della facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma. L’incarico era stato assegnato in primo grado dalla Corte di Assise su richiesta dagli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, difensori di Meran. Ferracuti aveva ritenuto il dominicano schizofrenico e, al momento dei fatti, in preda a una condizione di "delirio persecutorio tale da escludere totalmente la capacità di volere". La sua perizia aveva ribaltato quella disposta in sede di incidente probatorio preparata dal collegio peritale nominato dal gip Massimo Tomassini (nell’équipe c’era anche Mario Novello, psichiatra, già responsabile del Dipartimento di Salute mentale Medio Friuli). Quello studio aveva concluso per una "parziale" incapacità. Ciò avrebbe significato una condanna certa. Ma ha vinto la tesi dek dottor Ferracuti.
Come confermato in appello, Meran sarà contenuto in una Rems per trent'anni. In tutti questi mesi è stato molto difficile trovare una struttura idonea. Da quanto risulta, il domenicano sarà accolto in una Rems nei pressi di La Spezia.