Covid, Schillaci: “Fuori dalla pandemia”. Ma sulle mascherine è stop a metà
di Michele Bocci , di Michele Bocci"Stiamo finalmente uscendo da questa terribile pandemia". Il ministro alla Salute Orazio Schillaci dà un'interpretazione epidemiologica della sua ordinanza sulle mascherine in ospedale, nel giorno in cui si certifica una nuova discesa dell'incidenza settimanle del Covid (da 48 a 39 casi per 100mila abitanti). Ieri, 27 aprile, il ministro ha firmato l'atto che dal primo maggio sostituisce quello, in scadenza, che obbligava a usare le protezione in tutte le strutture sanitarie. Con l'occasione ha detto di sperare che il 20 maggio l'Oms dichiari finita la pandemia.
Nei nosocomi le maschrine restano (quasi) ovunque
Se è vero che a breve l'Oms potrebbe chiudere un capitolo drammatico della storia del mondo, dall'altra parte va anche detto che negli ospedali a maggio non cambierà qua…
"Stiamo finalmente uscendo da questa terribile pandemia". Il ministro alla Salute Orazio Schillaci dà un'interpretazione epidemiologica della sua ordinanza sulle mascherine in ospedale, nel giorno in cui si certifica una nuova discesa dell'incidenza settimanle del Covid (da 48 a 39 casi per 100mila abitanti). Ieri, 27 aprile, il ministro ha firmato l'atto che dal primo maggio sostituisce quello, in scadenza, che obbligava a usare le protezione in tutte le strutture sanitarie. Con l'occasione ha detto di sperare che il 20 maggio l'Oms dichiari finita la pandemia.
Nei nosocomi le maschrine restano (quasi) ovunque
Se è vero che a breve l'Oms potrebbe chiudere un capitolo drammatico della storia del mondo, dall'altra parte va anche detto che negli ospedali a maggio non cambierà quasi nulla. Le mascherine si abbasseranno nei bar, nelle mense, in certi ambulatori e magari nel corso di riunioni tra professionisti in stanze dedicate. In quasi tutti i reparti, invece, bisognerà ancora indossarle.
Schillaci giovedì aveva citato i pronto soccorso e le malattie infettive, dove sarebbe caduto l'obbligo. In realtà l'ordinanza non cita alcuna specialistica: "È fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie a lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie all'interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura".
La decisione delle direzioni sanitarie
Saranno le direzioni sanitarie a indicare quali sono questi reparti. Visto che anziani e fragili sono i pazienti tipici degli ospedali - non solo di reparti di alta specialità come cardiochirurgie, ematologie, centri trapianti eccetera ma anche di medicine interne, chirurgie generali e ortopedie - la mascherina resterà obbligatoria quasi ovunque. Cosa si farà dove non ci sono anziani e fragili, oltre che nelle sale di attesa, lo dirano le direzioni degli ospedali "che possono disporre l'uso di mascherine anche per tutti chi presenti sintomatologia respiratoria".
E sui tamponi libera scelta alle Regioni
Schillaci probabilmente deve far vedere alla sua maggioranza che le cose sono cambiate riguardo all'obbligo ma allo stesso tempo lancia al sistema sanitario un segnale sull'utilità delle mascherine, non solo per il Covid. L'obbligo infatti continua a valere anche nelle residenze per anziani (Rsa) nelle riabilitazioni, negli hospice. Negli ambulatori di medici di famiglia e pediatri, saranno i dottori a decidere cosa fare.
Infine, il ministro lascia libere le Regioni di continuare a fare i tamponi all'ingresso del pronto soccorso. Alcune Regioni, a partire dalla Toscana, hanno già scelto: continueranno ad effettuarli.