✕

Riapre a Valle di Cadore la chiesa sullo strapiombo: San Martino rischiava di crollare dopo la tempesta Vaia

La parrocchiale sulle Dolomiti aveva già problemi strutturali. Il cataclisma del 2018 aveva costretto la diocesi e il Comune a chiuderla. Con 1,1 milioni di euro è stato però possibile mettere in sicurezza il terrapieno e la struttura. Dal primo maggio tornano fedeli e visitatori
1 minuti di lettura

VALLE DI CADORE (Belluno) - I turisti grideranno al miracolo. Ma nella riapertura della chiesa simbolo di Cadore, più delle preghiere dei valligiani hanno potuto i soldi: 1,1 milioni di euro di finanziamenti. Così da oggi - ha scritto il Corriere Veneto - San Martino di Valle di Cadore torna a essere visibile per fedeli e visitatori. Dopo che la tempesta di Vaia nel 2018 aveva messo in crisi la stabilità dell'edificio, un eremo a picco su un caratteristico spuntone di roccia a strapiombo delle Dolomiti.

La chiesa, che presentava già problemi strutturali, è stata sottoposta allo stress di una frana che ha fatto abbassare il terrapieno a valle di 5 metri, lasciando la pieve sospesa nel vuoto. Inoltre, tre anni fa un fulmime ha fatto saltare il sistema di monitoraggio. A quel punto, il sindaco di Valle di Cadore, Marianna Hofer ha deciso di chiuderla al pubblico e dichiararla "pericolante". Fine dei pellegrinaggi tra culto, cultura e natura. Fino ad oggi. Con la riapertura di San Martino.

"Siamo entusiasti - ha detto al Corriere Veneto la prima cittadina - la Regione ci ha affiancato nel percorso e non solo sul fronte economico. Questo ci ha permesso di avere a che fare con delle maestranze locali che conoscevano bene la zona e anche la chiesa. La ditta Tonet ha fatto un lavoro egregio". Non resta che riaprire i battenti.