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Allarme scarlattina, in Veneto decuplicati i casi in un anno: Vicenza la più colpita con 316 infezioni

In tre mesi si sono ammalati in 1.166. I più colpiti gli under 15. Il medico: "Finita la pandemia i bambini sono più vulnerabili rispetto alle altre malattie"
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PADOVA - Boom di casi di scarlattina in Veneto, ben 1.166 in soli tre mesi. Il raffronto con l’anno precedente, quando se n’erano contati solo 116, dà la misura di quanto sia seria la situazione. Quest’anno, in soli 90 giorni, sono già dieci volte tanto. La Regione Veneto ha diffuso in tutte le Usl una circolare dal titolo Aumento dell’incidenza di scarlattina e di infezione invasiva da streptococco di gruppo A. L’obiettivo dichiarato è quello di intervenire tempestivamente per ridurre la trasmissione. Nella circolare della Regione si raccomanda sorveglianza sanitaria per 7 giorni, estesa anche a compagni di classe, ed esecuzione sistematica di tamponi.

Che cosa è la scarlattina

La scarlattina è un’infezione tipica dell’età pediatrica causata dallo streptococco di gruppo A: si diffonde per via aerea ed è caratterizzata da febbre, arrossamento delle tonsille e dalla caratteristica eruzione cuta…

PADOVA - Boom di casi di scarlattina in Veneto, ben 1.166 in soli tre mesi. Il raffronto con l’anno precedente, quando se n’erano contati solo 116, dà la misura di quanto sia seria la situazione. Quest’anno, in soli 90 giorni, sono già dieci volte tanto. La Regione Veneto ha diffuso in tutte le Usl una circolare dal titolo Aumento dell’incidenza di scarlattina e di infezione invasiva da streptococco di gruppo A. L’obiettivo dichiarato è quello di intervenire tempestivamente per ridurre la trasmissione. Nella circolare della Regione si raccomanda sorveglianza sanitaria per 7 giorni, estesa anche a compagni di classe, ed esecuzione sistematica di tamponi.

Che cosa è la scarlattina

La scarlattina è un’infezione tipica dell’età pediatrica causata dallo streptococco di gruppo A: si diffonde per via aerea ed è caratterizzata da febbre, arrossamento delle tonsille e dalla caratteristica eruzione cutanea. I più colpiti sono bambine e bambini sotto i 15 anni: è previsto l’isolamento per 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica. Capitolo a parte per gli over 65, che rientrano tra le categorie a rischio per queste patologie.

Le città più colpite

A Padova sono già stati segnalati 213 casi, ma la maglia nera spetta a Vicenza, con 316 in pochi mesi. La seconda provincia più colpita è quella di Verona con 309 casi, poi ci sono Treviso con 159, Venezia con 61, Belluno con 56 e Rovigo con 49.

L'effetto post coronavirus

Gli specialisti tendono a catalogare questo fenomeno come un effetto indiretto della pandemia. “Come avvenuto per altre patologie, nei due anni di distanziamento, con la circolazione delle malattie infettive ridotta praticamente a zero, i bambini sono stati molto protetti e ora sono più vulnerabili. Alcuni a causa della riduzione della risposta immunitaria, altri perché così piccoli che nel corso della loro esistenza non erano mai venuti a contatto con questo tipo di infezioni”, spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Usl 6 Euganea, Luca Sbrogiò. “L’impennata precoce dei casi in autunno era in qualche modo attesa - sottolinea Sbrogiò -  quello che è poco chiaro è l’andamento dell’infezione di questo periodo, con un’incidenza che scende molto piano. Anche in questo caso, si pensa all’effetto della riduzione dell’immunità”.

Ma scarseggiano gli antibiotici

Per arrivare a valori superiori a quelli del 2023, bisogna andare indietro di dieci anni: nel 2013 ci furono 1.733 casi e 1.943 nel 2012. Al boom di contagi si aggiunge un altro problema: la difficoltà a reperire i farmaci. Da alcune settimane è carente in tutta Italia l’amoxicillina, antibiotico di prima scelta per infezioni batteriche comuni che colpiscono i bambini. Il farmaco è infatti indicato nella lista di quelli attualmente carenti, pubblicata sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).