Trevignano, il ritorno della veggente e la fabbrica dei miracoli che nessuno ha fermato
di Maria Novella De LucaCom'è forte l'odore dei soldi nel campo delle rose che si affaccia sul lago di Bracciano. Ex oasi di pace e di seconde case lacustri, oggi palcoscenico di un miracolo di cartapesta diventato scomodissimo ingombro sia per la Chiesa che per il piccolo comune di Trevignano Romano. Fenomeno mistico più o meno posticcio che vanta già però un record: ossia le denunce piovute sulla testa di colei che tutto questo ha creato. Maria Grazia Scarpulla, anni 53, in arte Gisella Cardia, nelle cui mani, così afferma, una statuetta della Madonna portata da Medjugorje avrebbe pianto olio profumato e sangue. Non solo. Nel terreno sulla strada "Campo delle rose" acquistato con i soldi di un fedele (che oggi si definisce pentito, anzi "fregato") la Vergine Maria, dalla sua teca abusiva adesso sotto sequestro, avrebbe continuato a parlare a Gisella, il tre di ogni mese. Con messaggi assai poco mariani di morte, guerra, apocalisse.
Oggi, con u…
Com'è forte l'odore dei soldi nel campo delle rose che si affaccia sul lago di Bracciano. Ex oasi di pace e di seconde case lacustri, oggi palcoscenico di un miracolo di cartapesta diventato scomodissimo ingombro sia per la Chiesa che per il piccolo comune di Trevignano Romano. Fenomeno mistico più o meno posticcio che vanta già però un record: ossia le denunce piovute sulla testa di colei che tutto questo ha creato. Maria Grazia Scarpulla, anni 53, in arte Gisella Cardia, nelle cui mani, così afferma, una statuetta della Madonna portata da Medjugorje avrebbe pianto olio profumato e sangue. Non solo. Nel terreno sulla strada "Campo delle rose" acquistato con i soldi di un fedele (che oggi si definisce pentito, anzi "fregato") la Vergine Maria, dalla sua teca abusiva adesso sotto sequestro, avrebbe continuato a parlare a Gisella, il tre di ogni mese. Con messaggi assai poco mariani di morte, guerra, apocalisse.
Oggi, con un meteo che promette pioggia e sole a sprazzi, tra drappelli di pellegrini alla ricerca del soprannaturale e abitanti infuriati per la propria quiete perduta, le cirque du miracle dovrebbe tornare in scena. Già. Perché nemmeno le denunce, le rivelazione di seguaci truffati, il Vangelo piegato a barzelletta quando la veggente afferma che se Gesù moltiplicò pani e pesci, lei può moltiplicare gnocchi e spezzatino di coniglio, sembrano fermare l'afflusso di credenti e curiosi. Tra la rabbia dei residenti che affermano: "Non diventeremo la Medjugorje di noantri" e l'imbarazzo del nuovo vescovo di Civita Castellana, monsignor Marco Salvi, che a due mesi dal suo insediamento, mentre il floklore della Madonna di Trevignano esplodeva, ha insediato in fretta e furia una commissione per indagare sulle apparizioni.
In quale humus di disinteresse il miracolo di cartapesta è potuto crescere? Come mai il comune di Trevignano non ha fermato l'edificazione di gazebi, teche, crocifissi, panche su terreni vincolatissimi? Ed quello che vogliono sapere i cittadini riuniti nel neonato comitato "Per la legalità". Nello stesso tempo è di certo singolare che la curia di Civita Castellana, con il precedente vescovo Romano Rossi, non solo non avesse espresso dubbi sui gruppi di preghiera che Gisella Cardia riuniva attorno a sé, mentre lei e il marito fondavano onlus e compravano ettari di parco, ma abbia anzi benedetto la famosa statuetta innalzandola verso il cielo in un video del 2016 che la veggente Maria Giuseppa ha prontamente diffuso su Youtube.
"Il cuore del problema è proprio questo, la data, 2016. Per anni il comune, l'ente parco e la Chiesa stessa hanno lasciato che Gisella e il marito Gianni Cardia facessero quello che volevano. Io abito nel parco e non posso tagliare un ramo della mia quercia senza interpellare l'ente, rischio una multa pesantissima. Perché allora la santona e i suoi seguaci hanno potuto costruire un altare, gazebi fissi, inchiodare panche al terreno senza essere fermati? Dov'erano i controlli?".
Elena Polidori, giornalista, fa parte del comitato Per la legalità. "Oggi saremo lì, al campo delle rose, se vedremo irregolarità faremo delle denunce. Sono sette anni che questa storia va avanti. Quando Gisella e il marito hanno cominciato a costruire nel terreno dei rosari sia il comune - ma soprattutto l'ente parco - sarebbero dovuti intervenire per bloccare tutto. La sentenza del Consiglio di Stato contro quei manufatti è del 2021 ma la demolizione non è mai partita".
Troppo imbarazzo nel buttare giù la teca di una Madonna? O forse sottovalutazione del fenomeno. Invece la fabbrica dei miracoli è cresciuta, prima i rosari in chiesa, poi le donazioni, quindi l'acquisto dei terreni, senza che nessuno si chiedesse da dove fosse saltata fuori quella veggente siciliana, che mentiva su tutto, anche sul suo nome. Pochi avrebbero creduto a una "santa" condannata per bancarotta fraudolenta, meglio trasformarsi da Maria Giuseppa a Gisella.
Una strana compagnia di giro che inizia a riunirsi nella sua casa. Fedeli come l'ex ministeriale Luigi Avella che le donano, addirittura, 123 mila euro. (Soldi serviti per comprare il terremo ma anche per ristruttura il bagno di Gisella e marito).Poi la bolla scoppia e le denunce e le inchieste si moltiplicano: bancarotta, reiterazione fallimentare, abuso di credulità popolare, abusivismo edilizio, appropriazione indebita contro Gianni Cardia, il marito di solito assai brusco e poco "urbano" con chiunque metta in dubbio la santità del miracoli.
Intanto gli ex cominciano a parlare. Luigi Avella, Roberto Rossiello, spunta qualche altra veggente, Gisella scappa, poi torna, dice che di mezzo ci si è messo il diavolo. Racconta di stimmate, di essere incinta dello spirito santo, si definisce martire. Un caravanserraglio all'ombra purtroppo della Chiesa. La quale promette, ma sarebbe la prima volta, un'indagine celere sulle apparizioni di Gisella. Indagano uno psichiatra, uno psicologo, un teologo e un esorcista. Già. Perché alla fine c'è sempre il rischio che il diavolo ci metta la coda.