Il 5 per mille ai nostalgici della Repubblica di Salò: così una fondazione fascista incassa parte delle tasse degli italiani
di Paolo BerizziLa "Fondazione Repubblica sociale italiana - istituto storico"? E' accreditata dallo Stato italiano per il 5 per mille. No, non è una provocazione e nemmeno una boutade. E' tutto scritto sul sito della fondazione e, in calce, nel portale dell'Agenzie delle Entrate nell'area dei "soggetti iscritti all'anagrafe delle onlus". Risultato: un ente che porta avanti la tragica e nefasta memoria della Rsi - e tra poco vedremo quali sono i contenuti che propone - riceve, dunque, una percentuale delle tasse dei cittadini italiani, così come previsto dal sostegno ripartito (versamento a discrezione del cittadino) tra enti che "svolgono attività socialmente rilevanti". Andiamo con ordine e spieghiamo.
Partiamo da un luogo, da un indirizzo e da un fiscale. Terranuova Bracciolini, quasi 12mila abitanti in provincia di Arezzo. Al civico 27/E di via Cicogna - nell'omonima località - ha sede la Fondazione della R.S.I - istituto storico. Trattasi, si legge sull'homepage del sito, di "uno strumento per la ricerca e la divulgazione di documenti e studi storici aventi per oggetto la Repubblica Sociale Italiana, il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale". Basta scorrere le varie sezioni del portale per farsi un'idea di quale sia l'attività di "promozione" e "valorizzazione" della fondazione dei nostalgici di Salò. Il nome di Benito Mussolini, glorificato come il "Fondatore", ricorre ovviamente.
Accanto all'"albo caduti e dispersi" della Rsi, c'è una sezione specifica da cui è possibile scaricare la rivista "Acta", di ispirazione dichiaratamente fascista. L'ultimo numero è occupato per metà da un articolo dal titolo "Camerata Arturo Conti, presente!". Altra sezione che balza all'occhio è quella degli "archivi", dove si trova un elenco di tesi di laurea su temi riguardanti la Repubblica sociale. Per ogni tesi c'è una breve descrizione del contenuto e un breve commento.
In un commento alla tesi "Memorie della guerra civile nei reduci della RSI" si legge: "[...] In ogni guerra mai è stata messa sullo stesso piano la guerriglia, anche quando veniva giustificata a posteriori, con i combattimenti per la difesa del territorio patrio. I Soldati di uno Stato sovrano che quando si arruolano non prevedono da un nemico oltre tutto invasore, in aggiunta ad attacchi aerei o sbarchi, di essere colpiti dietro il fronte di battaglia da mercenari e disertori, non possono evitare di difendersi da funesti terrorismi alle spalle [...] I combattenti della RSI non furono controparte di una "guerra civile" e nessun lavaggio del cervello potrà riuscire nel proposito di declassarli a contendenti dei cosiddetti liberatori antifascisti".
In sostanza: i partigiani vengono definiti "mercenari" e "disertori" che colpivano alle spalle i soldati che difendevano il suolo italico, e via con altre amenità di questo tipo. C'è poi, in uno spazio dedicato, l'elenco degli incontri e delle conferenze organizzate dalla Fondazione. Si spazia dai "combattenti senza onore" (sempre i partigiani) alla "Guardia nazionale repubblicana" ai grandi nomi del fascismo, tra cui Pavolini, Bombacci. Tra i relatori c'è anche il nome del pregiudicato Enrico Labanca, skinhead bergamasco già arrestato per tentato omicidio, già leader del MAB (Manipolo d'avanguardia Bergamo) poi confluito nel gruppo neonazista Do.Ra. di Varese.
Ma il particolare più interessante è in quella "voce" che compare in cima alla colonna degli eventi. "Cinque per mille". La data: 1 gennaio 2023. Subito sotto è riportato il numero del codice fiscale della fondazione. E l'indirizzo della sede. Si rimanda al sito dell'Agenzia delle Entrate e, segnatamente, all'elenco degli enti fruitori del 5 per mille. Una verifica sul sito dell'Agenzia (ministero dell'Economia e delle finanze) - con l'inserimento del codice fiscale indicato - permette agevolmente di riscontrare l'effettivo accreditamento della fondazione. Che rientra nell'elenco dei "soggetti iscritti all'anagrafe delle onlus" (numero 91229450373). Oltre al nome e all'indirizzo dell'ente è indicata la "ragione" dell'accreditamento per il 5 per mille. Questa: "Tutela, promozione e valorizzazione di beni artistici e storici". Un' attività "socialmente rilevante".
Di quali beni si parli, esattamente, non è dato sapere. Sfugge anche il rilievo sociale. Ma tant'è. Consultando il portale della "Fondazione R.S.I. - istituto storico" si capisce in fretta di cosa stiamo parlando. La domanda che si pone è: è opportuno che un'associazione che promuove una chiara apologia del regime collaborazionista della Germania nazista, esistito tra settembre 1943 e aprile 1945, voluto da Adolf Hitler e guidato da Benito Mussolini, possa ricevere una percentuale delle tasse versate dai cittadini italiani? I cittadini di una Repubblica nata dalla Resistenza e dalla liberazione dell'Italia dal regime fascista e dall'occupazione nazista. Giriamo la domanda al ministro dell'Economia e delle finanze.